DNB scommesse 2026: il rimborso in caso di pareggio e quanto costa

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Verificato il Ottobre 30, 2026, con le concessioni confrontate con l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Il draw no bet, in italiano rimborso in caso di pareggio, è il mercato che promette di restituire la posta quando la partita finisce in parità. La promessa è mantenuta, e il regolamento che la sostiene è scritto bene. Il punto è un altro: un mercato a due esiti su una partita che ne ha tre costa di più di un 1X2, e la differenza la paga chi scommette, non chi incassa. Su un prezzo di 1,90 la quota restituisce il 94,7 % di tutto il giocato, il margine si prende il resto, e la cifra che salta fuori è che il margine te lo prendi comodo in una scommessa, comodo nei prelievi, e che il rimborso non è gratis, è solo pagato in un’altra valuta: il prezzo che non hai.

La concessione non è una decorazione: è una condizione della scheda

In Italia un bookmaker che accetta giocate da chi è in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza. La rilascia l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e la rilascia per singolo sito: non per il gruppo, non per il marchio. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e quelle a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 chiede fra le altre cose una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM indica nella gara. L’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 tengono fermi per tutta la durata della concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale.

La gara indetta a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con i codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può averne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è del sito, non dell’azienda.

C’è un dettaglio che quasi nessuna pagina di confronto dice, e che è il motivo per cui questa sezione sta in piedi: l’elenco non ha una colonna per i giochi autorizzati. Un nome scritto lì dentro non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive. Chi ha la concessione può avere in mano il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Che ci sia anche il calcio lo mostrano il sito e l’app dell’operatore, non la riga dell’elenco. Un posto in una classifica, allo stesso modo, non è una concessione: è una scelta editoriale di chi scrive.

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Sulle modifiche successive al decreto del 2024 non c’è nulla di certo.

## La tabella delle concessioni: cosa c’è scritto su quale sito

Le dieci insegne di questa lista dichiarano tutte una concessione ADM e un sito .it proprio. Le colonne qui sotto riuniscono quello che i loro termini pubblicano: numero di concessione e società titolare, poi quello che i loro stessi termini dicono sul rimborso in caso di pareggio.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.
Brand Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Draw No Bet sul segno 1 e sul segno 2, rimborso in caso di pareggio, anche su parti di partita, tempi supplementari, quarti di basket e periodi, con lo stesso criterio nel basket a fine tempi regolamentari
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. —
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —

I trattini non sono un’accusa e non sono una svista: sulla disciplina del draw no bet i termini degli altri nove non mettono nero su bianco nulla di consultabile, e riempire quelle celle con una regola copiata da un vicino sarebbe il modo più rapido per dire il falso. La conseguenza pratica è scomoda: chi vuole giocare il DNB da quei nove deve leggere il regolamento sportivo prima di premere il tasto, e non dopo. La riga di William Hill resta l’unica che si possa citare.

Il nome dell’azienda che sta dietro il marchio non è un vezzo burocratico. Serve quando qualcosa va storto: una contestazione su un rimborso non si apre con il logo, si apre con il concessionario titolare della concessione, ed è quello che le stesse condizioni generali indicano. Le concessioni hanno una scadenza — nove anni, senza rinnovo automatico — e questo è un dato da tenere a mente quando si confrontano bonus che promettono premi a distanza di anni.

Che cosa si può giocare dentro una concessione, e che cosa no

Le scommesse a quota fissa sono il prodotto centrale di un concessionario, e la legge prevede accanto a esse il totalizzatore. Se qualche insegna online offra anche i concorsi a totalizzatore non risulta.

L’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi, sportivi e non, comprese le corse dei cavalli, e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una giocata può essere presa solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie il palinsesto contenga davvero non è dato sapere dall’esterno.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’articolo 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con un’animazione oppure con la riproduzione di un evento reale già registrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione chiamata Virtuali.

L’ippica nel diritto è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno nella lett. c) e nell’articolo 2, lett. h), e chiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online anche i concorsi dell’ippica nazionale non risulta.

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori. Le regole ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live.

Il betting exchange è un gioco separato, all’articolo 6, comma 1, lett. e) e all’articolo 2, lett. u): il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima di 200 centesimi con passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite non grava nulla sul giocatore, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Sulle scommesse relative agli incontri dei minori esiste una decisione di un direttore dell’ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto comprenda gli esports non risulta. Un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Questo è il punto in cui la parola «regolamentato» va pesata. Vuol dire che l’offerta sta dentro un programma approvato, non che ogni mercato immaginabile sia disponibile. Chi arriva da un sito estero trova un catalogo costruito su un palinsesto autorizzato, e trova anche una serie di cose che prima non aveva.

Quanto costa scommettere: la quota racconta il margine, se la si fa parlare

La quota fissa è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi vende. La vincita si calcola in un modo solo: la posta moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, che è quello che l’articolo 2 stabilisce quando definisce il premio. Dieci euro a quota 2,50 restituiscono 25 €, dei quali 15 € sono profitto netto. Non c’è altro da sapere sul calcolo, e chi promette un metodo diverso sta vendendo qualcosa.

Il margine si vede dalle quote, e si vede meglio su un mercato a due esiti che su un 1X2. Si prenda un mercato a due vie offerto a 1,90 e 1,90: è un esempio, non è il prezzo di nessuno. La quota restituisce 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè 1 diviso 1,0526, cioè il 95 %. Il margine è quel che resta: il 5 %, dentro una fascia che sull’1,90 sta fra il 4,7 % e il 5,3 % a seconda di quanto pesa l’arrotondamento della quota sul secondo decimale.

Il numero utile non è il 5 %: è la sua traduzione. Su una giocata da 100 € a quella quota, il prezzo ti costa in media 4,70 €, o 5,30 € se l’arrotondamento gira dalla parte sbagliata. Il calcolo è una stima statistica su molte giocate nelle stesse condizioni, non il conto di una singola schedina: quella o vince o perde, e il margine non si vede mai a colpo singolo. Si vede sul totale, e sul totale è quello che rende il gioco, alla lunga, una partita a somma negativa.

Ecco perché il draw no bet costa più di quanto sembri. Un mercato a due vie fatto sulla stessa partita a tre esiti non elimina il pareggio: lo compra. Il bookmaker compra il rischio della X e lo paga riducendo la quota sul segno che resta. Chi scommette ottiene una copertura reale — la posta torna indietro — e la paga in prezzo. Prima di decidere se conviene, conviene guardare il lato più caro del tavolo: il margine su un mercato a due vie, dove i prezzi sono appaiati, è nella pratica più alto di quello su un 1X2, perché c’è meno spazio per l’errore e più per il ricarico.

## Il prezzo del rimborso: dove finisce la copertura

La copertura ha un prezzo nel momento in cui la si compra, non quando la si incassa. La proprietà che rende il DNB interessante è la restituzione, e la restituzione è gratis solo per chi non ha mai guardato le quote alternative.

Se la vittoria vale davvero, sul pareggio il rimborso impedisce di perdere; sul fronte opposto, se la squadra perde, la copertura non serve a niente e la giocata si comporta come una scommessa secca con una quota più bassa. In caso di rimborso, d’altra parte, il denaro resta vincolato per la durata dell’evento — e se la vincita non è più reinvestita, il costo che si paga non è in euro, è il tempo di gioco che quella posta ha consumato senza produrre nulla.

La protezione del giocatore non è un servizio accessorio

La legge non si limita a dire come si gioca: dice che cosa il concessionario deve mettere a disposizione di chi gioca. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita che il giocatore si impone; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore seguendo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede un’attesa di sette giorni. È la asimmetria che conta, e non è un dettaglio tecnico: serve a impedire che la decisione di alzare il tetto arrivi nello stesso momento in cui il conto è in rosso. I pannelli degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione.

La misura che vale più di tutte le altre si chiama RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Iscriversi significa che l’accesso viene bloccato su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche. Non è un pulsante che spegne un sito: è un interruttore generale. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il principio di realtà: come si esce da un sito dove non si è al sicuro

Il RUA ha un perimetro, e il perimetro è la parte che conta. Un sito che non ha la concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso lì dentro non è protetto da niente. Sul fronte esterno, l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibita l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e le copie tornano online nel giro di ore: oscurati, si dice, e non scomparsi.

Il diritto penale si muove su due fronti. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e lo stesso articolo sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e qualunque procedimento contro un singolo giocatore non risultano. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM stessa lo descrive, mette il giocatore davanti a un illecito penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla: la zona è senza protezione, e questo è tutto quello che serve sapere sulla zona.

Con quanto si può giocare: depositi, ricariche e limiti

Il limite di deposito non è un tetto uguale per tutti. Alla registrazione il giocatore ne sceglie uno settimanale o mensile, e il concessionario fissa i propri in base all’età e al comportamento seguendo i protocolli approvati dall’ADM. La cifra esatta che l’Agenzia indica nella gara non è nota; quello che è noto è il meccanismo, ed è il meccanismo che decide la giornata di chi gioca.

I punti vendita ricariche hanno una disciplina propria, all’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro dei punti autorizzati, tabaccai e ricevitorie: questi ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una corsia pensata per chi vuole versare senza carta, e ha un tetto settimanale basso per costruzione.

Sul fronte degli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti dal tabaccaio con SisalPay o Mooney. L’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta, e non esiste una norma che nomini una lista di strumenti approvati.

L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Identità, registrazione e ciò che rende reale un conto

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena, e le strade sono due. La prima è il modulo con copia del documento. La seconda passa da SPID e CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Aggiungere l’identità digitale al tavolo non è un lusso: è il modo in cui la verifica arriva prima che il conto cominci a girare.

Senza SPID l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. È la trappola più banale e più frequente: si gioca, si vince, e il prelievo resta fermo perché una scansione non è arrivata. Chi ha fretta di incassare dovrebbe chiudere la verifica lo stesso giorno dell’iscrizione.

L’età conta per legge. L’articolo 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori fra i principi del riordino, le condizioni di concessione richiedono di escluderli dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni.

La pubblicità dei bonus: che cosa vieta il Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A farlo rispettare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’art. 3, lett. l), e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo marchio, all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3.

Sul fronte applicativo, nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Sul bonus la confusione è frequente e vale la pena scioglierla. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statutario all’importo né ai requisiti di rigioco: quantità, giocate richieste e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi legge un bonus come se fosse una norma di legge sbaglia indirizzo.

Quanto costa il bonus: rigioco, quota minima e scadenze

Il bonus di benvenuto è la parte dell’offerta che costa di più, e non per l’importo. Il meccanismo è sempre lo stesso: soldi che entrano, giocate che devono uscire, un prezzo minimo per ogni selezione e una data oltre la quale l’offerta evapora. Nessuno dei tre si vede nel titolo.

William Hill lo scrive con una certa precisione nel Benvenuto Sport: il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Tre condizioni hanno un costo diretto: il deposito minimo, la quota minima di 5.00 su ogni selezione e la forma obbligata, cioè le multiple da cinque eventi. La quota minima è la più pesante, perché sposta la ricerca su mercati con prezzi lunghi e margini più generosi per il bookmaker.

BetFlag gioca la carta opposta: il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, e i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Un’unica giocata, tre giorni, quota totale almeno 5.00: qui il tempo è la variabile critica, perché la finestra è corta e la verifica dell’identità non dipende solo dal giocatore.

Leggere le quote: che cosa cambia fra un mercato e l’altro

La differenza tra un 1X2 e un mercato a due esiti si vede nella struttura, prima che nel prezzo. L’1X2 divide l’intera probabilità della partita in tre parti; un due esiti la divide in due, e deve per forza includere dentro una delle due il caso che nell’altra è scomparso. Da qui nasce la quota più bassa.

Sul calcio i mercati che circolano di più sono 1X2, Under/Over, GG/NG, i marcatori, i cartellini, il numero di goal e i combo. Betsson, per esempio, offre pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Goldbet indica fra i suoi mercati di calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. La profondità del catalogo è una cosa, la convenienza del prezzo è un’altra, e non sempre viaggiano insieme.

Gli strumenti di costruzione della giocata sono la parte che negli ultimi anni è cresciuta di più. SNAI offre la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. bet365 mette a disposizione Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. In una combo il margine non si somma, si moltiplica: due selezioni a due esiti, ciascuna con il suo ricarico, producono un ricarico composto, ed è il motivo per cui le multiple lunghe rendono meno di quanto la quota unica faccia credere.

Il cash out è l’altra funzione che quasi tutti hanno e quasi nessuno legge. SNAI e Sisal lo mettono nelle rispettive app per chiudere la schedina prima che l’evento finisca. Vale la stessa logica di prezzo del mercato di partenza, con una differenza: la proposta di chiusura arriva dall’operatore, quindi il margine non è quello del mercato originale e può essere più largo. Il cash out non è una via d’uscita gratuita, è un secondo prezzo.

Prima di scegliere: le domande che restano

Chi arriva al rimborso in caso di pareggio partendo da zero si porta dietro una serie di dubbi pratici. Sono dubbi legittimi e la maggior parte ha una risposta secca, che sta nei regolamenti sportivi e nelle condizioni dell’operatore.

La prima riguarda il significato della sigla. DNB sta per draw no bet e in italiano diventa rimborso in caso di pareggio: si punta sulla vittoria di una delle due squadre e, se l’incontro finisce in parità, la posta torna indietro. Il nome del mercato nei palinsesti italiani resta quello inglese, con la traduzione accanto, ed è normale trovare entrambe le diciture nella stessa pagina.

La seconda riguarda la vicinanza con l’handicap asiatico. Nell’Asian handicap con handicap 0 la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Il funzionamento è lo stesso; cambia l’etichetta, e in qualche operatore la seconda forma è la sola disponibile.

La terza riguarda le regole di mercato oltre la scommessa presa. Il regolamento sulle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, chi ha giocato abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È la rete di sicurezza che copre i casi anomali: un mercato chiuso, un evento annullato, un esito che non rientra nelle possibilità previste.

La quarta riguarda la forma delle giocate. Sull’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Sul foglio dell’app Lottomatica la copertura sportiva va dalla Serie A alla Serie B, dalla Champions League alla Premier League, fino a F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live. SNAI aggiunge mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, accanto alle singole, alle multiple e ai sistemi.

Che cos’è il draw no bet nelle scommesse sportive

Il draw no bet è una scommessa sulla vittoria di una delle due squadre in cui, se la partita finisce in parità, la puntata viene restituita. La quota è più bassa di quella del segno scelto nel mercato 1X2, e la differenza è il prezzo che si paga per la copertura.

Che differenza c’è fra il draw no bet e l’handicap zero

Funzionano allo stesso modo: nell’Asian handicap con handicap 0 la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta. Cambia il nome sul palinsesto, non la matematica. Alcuni operatori pubblicano solo una delle due diciture.

Il rimborso copre anche i tempi supplementari

No, se il regolamento non dice il contrario. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Le giocate su parti di partita seguono la frazione indicata.

Come si calcola la vincita di una scommessa

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Dieci euro a 2,50 restituiscono 25 €, con 15 € di profitto netto. La quota è un prezzo che comprende il margine del bookmaker, e in una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro.

Perché la quota del draw no bet è più bassa di quella dell’1X2

Perché il mercato copre il pareggio invece di escluderlo. Il bookmaker compra il rischio della X e lo ripaga riducendo il prezzo sui due segni che restano. Il risultato è una copertura reale, pagata con qualche punto di quota.

I dieci concessionari della lista, uno per uno

Le dieci insegne che seguono hanno tutte una concessione ADM e un sito .it proprio. L’ordine non è una graduatoria di merito: è l’ordine con cui le ho passate in rassegna, e le differenze che contano stanno nelle condizioni, non nella posizione in elenco. La concessione è per sito, il concessionario spesso non porta il nome del marchio, e il numero di concessione è la cosa da chiedere quando un rimborso non arriva.

Eurobet: il conto che si legge dal registro delle giocate

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. Lo stesso concessionario gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it, e questo dice qualcosa sulla scala del gruppo: tre siti sotto un’unica società, tre concessioni distinte.

Sul conto l’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse si raccolgono nella pagina My Bets. È una funzione che vale più di quanto sembri, perché è il posto dove si verifica la propria storia: se su una multipla una selezione è stata esclusa per un esito non previsto, la maggiorazione ricalcolata si vede lì.

Il merito vero di Eurobet, in una lista come questa, è il registro. Uno storico ordinato è la prima difesa quando si contesta un rimborso o un ricalcolo. Chi tiene le schedine a mente, su un mercato che restituisce la posta per definizione, sta giocando con la memoria di un’altra persona.

bet365: catalogo profondo e quote che si muovono in diretta

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.it. Il nome dell’azienda maltese accanto a un sito italiano è la norma, non l’eccezione: la concessione si prende in Italia e la società può avere sede nello Spazio economico europeo.

L’offerta va in due direzioni. Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno, e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. La profondità del catalogo è il vero prodotto, e il mercato dei due esiti coperto dal pareggio ci nuota dentro senza problemi.

Vale la pena dirlo chiaro: un catalogo grande è anche un catalogo dove è facile giocare più di quanto si era deciso. Con le stesse condizioni di quota minima richieste da qualche bonus, la profondità diventa un requisito da soddisfare, non un piacere da esplorare. bet365 è la scelta di chi legge i mercati prima di puntare, e di chi sa già quale prezzo sta cercando.

William Hill: l’unico che scrive come si rimborsa

William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. È l’unico dei dieci la cui disciplina del Draw No Bet sia consultabile nei termini: si pronostica la vittoria della squadra di casa, segno 1, o della squadra in trasferta, segno 2, e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso.

Il mercato è coperto anche su parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. La granularità è una cosa rara: significa che si può coprire un singolo quarto invece dell’intera partita.

Il Benvenuto Sport è la parte che costa: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. È un pacchetto per chi scommette già su multiple da cinque eventi; per chi gioca singole di importo piccolo è un’offerta che si guarda dall’esterno. Se il DNB è la ragione per cui si apre il conto, il bonus non è la ragione per cui si resta.

Goldbet: il gruppo italiano dietro il marchio

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet.it. È il caso che rende concreta la nota sugli elenchi: l’azienda che compare sulla riga delle concessioni non è quella di un marchio trovato cercando su internet.

L’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con bonus di benvenuto per chi scarica e si registra. Sul calcio i mercati indicati comprendono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Accanto c’è una sezione virtuale che non tutti hanno: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

I virtuali sono l’universo in cui l’idea di copertura perde senso: su un evento simulato il pareggio, quando c’è, è parte del disegno, e la partita non esiste. La solidità del gruppo è l’argomento vero del marchio, non la fantasia della sezione.

AdmiralBet: limiti impostati prima di giocare

AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., sul sito Admiralbet.it. È il marchio, fra i dieci, che mette i limiti in mezzo alla registrazione invece di nasconderli nelle impostazioni.

Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

La domanda da farsi è una sola: quanto valgono i numeri che si scrivono al momento dell’iscrizione? Valgono esattamente il tempo che si impiega a compilare il modulo, perché dopo si possono cambiare. Che ci voglia una settimana per alzarli è però l’unico freno che esista, e per qualcuno è il più utile dei tre giorni di attesa che gli sono capitati. AdmiralBet è adatta a chi vuole il tetto scritto prima della prima puntata, non dopo la prima perdita.

Betfair: l’exchange come gioco a sé

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair.it. È l’unica insegna della lista con un exchange, ed è descritta come la prima in Italia.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. L’exchange sta accanto e funziona con una logica diversa: la documentazione dell’operatore è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima di 200 centesimi con passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite non grava nulla sul giocatore, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Il margine di un exchange non è il margine di un bookmaker: l’operatore mette in contatto due giocatori e vive di commissione. È il modello che disinnesca il ricarico incorporato nel prezzo, e per questo un giocatore che ragiona in termini di margine lo guarda con interesse. Il rovescio è che la liquidità fa il prezzo, e la liquidità non si negozia.

SNAI: la costruzione della giocata dentro un solo biglietto

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito Snai.it. Sul foglio dell’app ci sono scommesse singole, multiple e sistemi, mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il cash out chiude una giocata già aperta.

Qui si vede meglio che altrove come il margine si componga: una quota unica su pronostici diversi è un prezzo in cui i ricarichi si moltiplicano, e una proposta di chiusura anticipata è un secondo prezzo negoziato dall’operatore. SNAI è il marchio per chi vuole gestire la giocata anche mentre la partita si gioca, pagando il servizio in quota.

Planetwin365: la diretta come prodotto centrale

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.it. Il marchio offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Lo streaming non è un accessorio per chi gioca live: vedere l’evento è il modo in cui si decide se chiudere o aspettare. Il tennis tavolo, poi, dice qualcosa sul pubblico: sono eventi rapidi, con tanti punti e margini che su un mercato a due esiti diventano la variabile dominante del prezzo. Planetwin365 è una scelta di nicchia per chi segue discipline che le televisioni italiane trasmettono poco.

Il rovescio dello streaming è il tempo che si passa davanti allo schermo. Un’interfaccia costruita per far restare è comoda esattamente quanto è costosa, e il costo non compare in nessun prospetto.

Sisal: la schedina costruita a mano

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal.it. Fra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il taglio del marchio è quello della giocata composta a mano, con nomi propri per le combinazioni interne. La quota unica di una Supercombo è il posto in cui il ricarico composto si sente di più: ogni selezione aggiunta moltiplica il margine, e il prezzo finale non lo mostra da nessuna parte.

Sisal conviene a chi costruisce la schedina di proposito, sapendo già quante selezioni vuole e perché. A chi invece aggiunge un evento per alzare la quota, il conto lo presenta alla fine.

Betsson: ampiezza internazionale con canale italiano

Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata a Azzurri Limited, sul sito Betsson.it. L’azienda titolare non porta il nome del marchio, e la concessione resta italiana anche quando il gruppo è internazionale.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il prodotto è quello di un operatore abituato a più mercati nazionali: interfaccia standard, mercati standard, nessuna sorpresa.

La differenza è nel contesto, non nel catalogo. Un marchio internazionale con un canale italiano trattiene la parte più prevedibile della domanda: chi cerca una piattaforma conosciuta e non vuole imparare un’interfaccia nuova. Per il draw no bet questo significa una cosa sola: le regole di liquidazione vanno cercate nel regolamento sportivo, e non date per scontate perché il marchio è grande.

Cinque domande con la risposta corta

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga porta il codice di concessione e il sito .it corrispondente, e lo si confronta con il numero che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Il numero di concessione precede sempre il nome del marchio.

Quali limiti di deposito si impostano su un sito con concessione ADM

In registrazione si sceglie un tetto settimanale o mensile; il concessionario ne fissa di propri con protocolli approvati dall’ADM. Ridurre un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa, e la cifra di riferimento che l’ADM indica nella gara non è pubblica.

Che cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione italiana

Niente di buono. Il sito non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non lo blocca, è esposto al blocco DNS e, come l’ADM stessa riassume la Legge 401/1989, art. 4, chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: parliamo di redditi tassati alla fonte, e la somma arriva già netta. La ricostruzione è di stampa, non di una pagina fiscale ufficiale: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Che cosa succede alle vincite di un sito estero

Per l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le vincite online sono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; nella pratica non c’è ritenuta e serve la dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. Non è consulenza fiscale.

Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è il RUA?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Iscriversi significa che l’accesso viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche. È una misura che agisce come interruttore generale per impedire il gioco su tutto il territorio nazionale.

Cosa succede se non si valida l’account entro 30 giorni?

Senza la validazione dell’account entro 30 giorni dalla registrazione, il conto di gioco viene sospeso e i prelievi vengono bloccati. È una procedura obbligatoria per legge, necessaria per verificare l’identità dell’utente e prevenire il gioco da parte di soggetti non autorizzati o minorenni.

È possibile modificare il limite di deposito dopo la registrazione?

Sì, il limite di deposito può essere modificato dopo la registrazione. Tuttavia, un limite ridotto ha effetto immediato, mentre la richiesta di aumentare un limite esistente richiede un’attesa di sette giorni. Questa asimmetria serve a prevenire decisioni impulsive dettate da momenti di gioco negativo.

Come si riconosce un sito illegale?

Un sito illegale non possiede la concessione ADM e non è collegato al RUA. Spesso viene oscurato dall’ADM tramite blocco DNS, segnalato con una pagina di avviso. L’accesso a questi portali comporta rischi legali e l’assenza di tutele obbligatorie per il giocatore, come i limiti di spesa e la vigilanza dell’Agenzia.

Le vincite ottenute su siti esteri vanno dichiarate?

Sì, secondo l’Agenzia delle Entrate, le vincite online su siti esteri vanno dichiarate come redditi diversi nel Modello Redditi PF o nel 730. A differenza di quanto avviene per i concessionari ADM, dove la tassazione è alla fonte, nel caso di siti non autorizzati il giocatore deve provvedere autonomamente alla dichiarazione fiscale.

Il draw no bet fa una cosa sola e la fa bene: toglie di mezzo il pareggio. Non toglie di mezzo il ricarico, che sul mercato a due esiti si aggira intorno al 5 %, né le condizioni dei bonus, che valgono più dell’importo promesso, né i tempi di verifica dell’identità, né i sette giorni di attesa per alzare un limite di deposito. Chi cerca il mercato più economico del palinsesto non lo trova qui; chi cerca una copertura onesta, sì.

La classifica di questa pagina si legge al contrario di come la scrivono quasi tutti. Non vince chi dà il bonus più alto: vince chi mette per iscritto come liquida il mercato. Su questo criterio William Hill sta davanti a tutti gli altri, e non per generosità. Il Benvenuto Sport chiede un deposito di almeno 20 €, multiple da cinque selezioni e una quota minima di 5.00 per ogni scelta: sono paletti che restringono il campo a chi gioca già così, e chi non gioca così non ottiene nulla. AdmiralBet sta bene a chi vuole i limiti fissati in registrazione e con effetto immediato quando li abbassa. Betfair interessa chi ragiona di liquidità e commissioni. Per chi apre un conto per la prima volta, un tetto di deposito scelto con calma vale più di una tranche da 10 €.

Prima di tutto il resto c’è una verifica che costa trenta secondi. Aprire le condizioni dell’operatore e leggere il numero di concessione. Se il numero non c’è, non c’è nemmeno la concessione, e senza concessione non ci sono RUA, limiti obbligatori, vigilanza né foro italiano. Il resto — quota, bonus, app, streaming — si può discutere. Quello no.

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