Siti di scommesse stranieri nel 2026 — come riconoscere chi ha la concessione italiana

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Ottobre 30, 2026 — Dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori citati.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Siti di scommesse stranieri: che cosa sono davvero

Chi cerca siti di scommesse stranieri parte quasi sempre da un motivo pratico: la sensazione di trovare quote migliori, mercati più larghi, qualche promozione che gli operatori italiani non possono pubblicizzare. Il ragionamento non è stupido. È solo incompleto, perché lascia fuori una variabile che non si vede nel confronto tra un 1,90 e un 2,00.

Un sito estero che accetta giocatori italiani è, nella quasi totalità dei casi, un’offerta priva di concessione ADM. La concessione italiana per il gioco a distanza si assegna per singolo sito, non per azienda, e ogni concessionario la esercita su un dominio .it proprio. Da qui una conseguenza che sfugge a molti: quando un gruppo internazionale sbarca in Italia non porta i suoi mercati e i suoi prezzi nel listino italiano, ma apre un sito separato, con un palinsesto approvato, regole di conto proprie e una tassazione italiana. È lo stesso marchio con due prodotti diversi, e a volte con due margini diversi.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La parola che gli operatori italiani usano per descriversi è «concessionario». Quella che il mercato usa per gli altri è «non AAMS» o «non ADM», e resta il termine con cui mezzo web continua a cercarli. Il punto centrale, però, non è il nome della licenza: è che cosa porta con sé la concessione e che cosa resta fuori quando manca. Dall’altra parte di quella linea cadono il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli strumenti obbligatori di autolimitazione e un foro legale italiano davanti a cui fare valere un reclamo.

Una cosa va detta subito e senza giri di parole: in Italia l’offerta di gioco a chi non ha la concessione è vietata. Chi la esercita non sta semplicemente operando in una zona grigia della normativa, sta violando una regola che lo Stato fa rispettare bloccando i domini. Dal 2007 ADM inibisce i siti web privi delle autorizzazioni previste, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Il verbo tecnico del settore è «oscurati». Suona quasi anodino. In pratica significa che il dominio smette di aprirsi, e che l’indirizzo non muore: rinasce poche ore dopo con un’altra coda, un altro prefisso, un altro specchietto. Chi punta sul sito straniero compra un accesso che qualcun altro può chiudere, e che qualcun altro sta attivamente chiudendo.

Perché un bookmaker internazionale apre un sito .it separato

La separazione non è un capriccio di marketing. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) costruisce un sistema di concessioni assegnate per gara pubblica, e l’articolo 6, comma 3 fissa la durata massima a nove anni senza rinnovo automatico. Chi vince la gara si impegna su un piano di investimenti e sui limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5) — un’impostazione che nessun operatore offshore accetterebbe, perché gli toglierebbe proprio la flessibilità che cerca.

Il risultato per il giocatore è una duplicazione ordinata: da una parte il prodotto italiano, con regole italiane; dall’altra il prodotto internazionale, che esiste, accetta conti italiani e non risponde a nessuno dei vincoli appena elencati. Chi confronta i due deve sapere che sta confrontando due cose diverse, non due prezzi della stessa cosa.

Il catalogo dei prodotti concessi non dice chi fa scommesse

L’articolo 6, comma 1 dello stesso decreto elenca che cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli (lett. a); totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); i giochi di ippica nazionale (lett. c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d); scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); bingo (lett. f). Un singolo concessionario può detenere il diritto su più di queste voci, in qualunque combinazione.

Questo spiega un errore che si vede continuamente nelle liste «siti scommesse stranieri» e anche in molte classifiche italiane: prendere l’elenco ADM e trattarlo come un elenco di bookmaker. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Non esiste una colonna che dica quali giochi quella riga copre. Una riga può essere poker, casinò, bingo o exchange senza alcuna scommessa sportiva: che un marchio accetti davvero scommesse lo dimostra il suo sito, non la sua presenza in elenco.

Lo stesso vale, rovesciato, per i confronti. Un marchio assente dalle 52 righe non è automaticamente illegale in assoluto; è semplicemente un’offerta che in Italia non ha titolo per raccogliere gioco. La differenza tra «non è nell’elenco» e «è vietato» è la stessa che passa tra un dato e la lettura che se ne fa.

Duecento metri di distanza tra due modi di intendere la stessa scommessa

Vale la pena fermarsi su che cosa significa, in concreto, scegliere l’uno o l’altro percorso, perché la scelta non si gioca sul prezzo di una singola partita.

Su un operatore con concessione, il palinsesto è quello che il concessionario prepara e ADM approva (art. 2, lett. s del D.Lgs. 41/2024). Gli eventi vengono autorizzati uno per uno: a settembre 2026 ADM ha ammesso la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il giocatore italiano trova quindi un catalogo filtrato, e in cambio ottiene che ogni evento su cui punta esista in un atto autorizzativo. Fuori da lì, il catalogo è quello che l’operatore decide di mettere online, senza nessuno che lo approvi.

La seconda differenza è il denaro. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 24,5 % se la raccolta avviene a distanza e del 20,5 % se avviene sulla rete fisica, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. È un’imposta che colpisce il concessionario, non la giocata. E la sua misura pesante — oltre un quinto del margine lordo — è la ragione per cui le quote italiane partono da una base diversa da quelle di un bookmaker che non paga quell’imposta in Italia.

La conclusione che se ne trae non è «lo straniero paga meglio» né «l’italiano paga peggio». È che il differenziale di prezzo che si crede di vedere è in parte un differenziale di regime fiscale, e che nessuno regala quella differenza: la si paga con qualcos’altro, che di solito sono le tutele.

normativa: che cosa dice la legge italiana sui siti esteri

La cornice è più semplice di quanto la vulgata lasci intendere. L’offerta di gioco a chi si trova in Italia senza concessione è illegale, e la legge non si limita a colpire chi organizza: arriva anche a chi partecipa.

L’articolo 4 della legge 401/1989 e la posizione del giocatore

ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, riassume la regola con una chiarezza che vale la pena riportare per intero: la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».

Vale la pena leggere quella frase due volte, perché dice una cosa che molti giocatori non hanno mai considerato: la sanzione non riguarda solo il titolare del sito. Riguarda chi mette la giocata. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto se esistano procedimenti effettivi a carico di singoli giocatori: la regola esiste, la sua applicazione concreta è un altro capitolo. Chiunque però decida di giocare su un sito privo di concessione sta assumendo un rischio che nessuna quota, per alta che sia, compensa. Sul piano pratico è la considerazione che chiude la discussione prima ancora di arrivare ai prezzi.

Alla posizione del giocatore si aggiunge quella degli intermediari. L’articolo 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. E l’articolo 102, comma 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è la base su cui poggia l’inibizione dei siti di gioco non autorizzati: chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Come funziona l’inibizione, dal 2007 alla pagina di avviso

L’elenco dei siti inibiti è pubblico e viene aggiornato con cadenza regolare. L’ultimo aggiornamento disponibile al 25 ottobre 2026 risale al 13 ottobre 2026. Un ordine del 24 settembre 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono di volta in volta decine o centinaia di indirizzi.

Il meccanismo di reindirizzamento è cambiato nell’aprile 2026: i siti inibiti vengono mandati su sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, e ADM precisa che entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. Chi finisce su quella pagina legge un avviso: il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Il blocco opera a livello DNS e non è istantaneo ovunque. Alcuni fornitori aggiornano i propri risolutori in ritardo, e chi ha cambiato i server DNS sul proprio dispositivo può continuare ad aprire un dominio già inibito. Da qui l’illusione che il sito «funzioni ancora». Funziona finché non funziona: gli specchi ricompaiono nel giro di ore, ma ricompaiono su un indirizzo nuovo che nessuno pubblicizza in modo stabile.

Chi paga davvero il conto dell’inibizione

L’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 (testo della Gazzetta Ufficiale) mette in capo ai fornitori di connettività e ai prestatori di servizi di pagamento un obbligo preciso. Violarlo costa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Non è una cifra simbolica, ed è la ragione per cui il blocco ha una qualche efficacia pratica: per un provider conviene di gran lunga aggiornare i propri filtri che ignorare l’elenco.

Lo stesso articolo prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore di quella parte è, allo stato, non confermata. Ed è qui che si capisce perché un’intera area — i metodi di deposito accettati da un operatore straniero, i suoi bonus, i suoi tempi di prelievo — resti fuori da una descrizione onesta: nessuno può verificare con il rigore necessario ciò che accade su un circuito che lo Stato sta cercando di chiudere.

Perché la licenza di Curaçao non vale in Italia

Un sito estero esibisce spesso una licenza: Curaçao, Malta, Anjouan. Sono licenze reali, rilasciate da autorità reali, e in Italia non hanno alcuno standing. Non autorizzano a raccogliere gioco da un residente italiano, non aprono un canale di reclamo davanti a un’autorità italiana, non impongono i limiti di deposito previsti per i concessionari. La distinzione è tra una licenza che vale nel paese che l’ha emessa e una che vale sul mercato dove il giocatore si trova. Un contratto in lingua straniera con una società che risponde a un regolatore straniero è, per il giocatore italiano, un contratto che nessuno in Italia è tenuto a far rispettare.

Qualcuno obietterà che finché il conto si apre e il prelievo arriva il problema non esiste. Il problema esiste dal giorno in cui il prelievo non arriva, ed è quello il giorno in cui si cerca un’autorità. Su un concessionario italiano quella ricerca ha un indirizzo. Su un sito privo di concessione non ce l’ha, e non perché manchi la buona volontà di cercarlo: non c’è nessuno a cui cercarlo.

La pubblicità: che cosa vieta il Decreto Dignità

C’è un motivo per cui un sito estero, per farsi trovare, non può pubblicizzarsi in modo ordinario, e per cui le promozioni dei bookmaker italiani non si vedono in televisione. Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in forza. ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il quadro applicativo è meno monolitico del testo. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Alla data della verifica il divieto è in vigore. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuoverlo per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: allo stato è una proposta, non una norma.

Per il giocatore la cosa conta in modo obliquo ma reale. Se un sito estero non può pubblicizzarsi, la sua visibilità passa dalle classifiche, dalle recensioni e dagli specchi. Nessuna di quelle fonti ha un interesse a raccontare che cosa succede quando il dominio viene oscurato.

Bonus senza deposito e siti stranieri: la promessa che sfugge al controllo

«Bonus senza deposito scommesse siti stranieri» è una delle formule più cercate, e vale la pena smontarla con calma, perché contiene due problemi distinti. Il primo è che il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus può esistere, semplicemente non può essere reclamizzato. Il secondo è che non esiste alcun tetto statutario ai bonus né ai requisiti di puntata, per cui importi, rigioco e quota minima dipendono esclusivamente dai termini di ciascun operatore.

Su un sito privo di concessione quei termini sono anche l’unica cosa che c’è: se l’operatore decide che il bonus non è più dovuto, in Italia non c’è un’autorità che gli chieda conto, e all’estero il costo di un’azione legale supera quasi sempre il valore del bonus contestato. La promessa di denaro gratis è la parte dell’offerta più costosa da far valere, non la più conveniente.

prevenzione: autoesclusione, RUA e limiti di deposito

La differenza più concreta tra i due percorsi non si vede nella griglia delle quote. Si vede il giorno in cui il gioco smette di essere un divertimento.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il RUA e l’autoesclusione che segue il giocatore

Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — è il registro in cui si iscrive chi chiede di non poter più giocare. La caratteristica che conta è la portata: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e riguarda anche le sale sul territorio.

Un sito privo di concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso e trova un dominio estero può giocarci: la sua richiesta di protezione non copre quel circuito. È il punto in cui la scelta tra i due percorsi smette di essere una preferenza di prezzo e diventa una questione di che cosa si vuole che accada nel momento peggiore.

L’articolo 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto, per il periodo che il giocatore sceglie. La lett. f) aggiunge un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi di legge, non cortesie.

Che cosa significa un limite di deposito scelto in registrazione

L’articolo 15, comma 1, lett. b) prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. In fase di iscrizione, però, la scelta che conta è del giocatore: si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Quella finestra di sette giorni è il vero strumento di tutela, e vale la pena dirlo chiaramente perché è controintuitivo: il sistema è costruito per rendere facile stringere e lento allargare. Un giocatore che vuole ridursi il limite lo fa in un minuto. Uno che vuole alzarlo aspetta una settimana, e in quella settimana può ripensarci. È un meccanismo pensato per intercettare la decisione presa a caldo, e funziona solo se il limite viene impostato prima, non dopo.

Per gli operatori questo si traduce in un modulo che compare in fase di registrazione e che è facile liquidare come una formalità. Non lo è: il numero scritto lì è l’unico tetto che esiste davvero in Italia, dato che una soglia statutaria in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è prevista. Gli strumenti che vincolano sono i limiti del giocatore e quello di deposito scelto all’apertura del conto.

L’articolo 15, comma 1, lett. a) aggiunge gli autolimiti su tempo, spesa e perdita, la lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa. Ce n’è per un’altra cosa, spesso dimenticata: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Quali limiti si impostano su un bookmaker con concessione ADM

La domanda ha una risposta a strati, e vale la pena separarli. Al primo strato c’è il limite di deposito scelto in registrazione, che è personale e vincolante. Al secondo ci sono gli autolimiti su tempo e perdita. Al terzo c’è l’autoesclusione, temporanea o definitiva. Al quarto ci sono i punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024): tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Un punto vendita non può pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Quel tetto di 100 € settimanali in contanti è il tipo di regola che sembra marginale e non lo è: dice che il canale più anonimo del sistema è anche il più limitato, e che per ricaricare di più bisogna passare da uno strumento tracciato intestato al titolare del conto.

L’identità prima del gioco: SPID, CIE e i trenta giorni

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Non è una prassi commerciale: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del sistema, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Le modalità si sono biforcate. Accanto alla registrazione classica con caricamento di un documento, il SPID è ormai la via rapida: chi lo usa salta la fase di validazione manuale, e in alcuni casi l’accesso al conto avviene con identificazione biometrica. Chi si registra senza identità digitale deve fare i conti con un termine: il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione offerti da una parte dei concessionari.

Il rovescio della medaglia è che l’identificazione piena taglia fuori proprio il giocatore che cerca un sito estero per non mostrare i documenti. Sui circuiti privi di concessione l’identificazione è, in teoria, un obbligo dell’operatore verso la propria licenza estera e, in pratica, una formalità variabile. Chi sceglie quel percorso lo fa spesso per questo motivo, e sottoscrive senza saperlo che il costo dell’anonimato è l’assenza di tutele.

criteri e panorami: il confronto tra i dieci concessionari

Circola spesso la richiesta di un elenco di siti di scommesse stranieri o di nuovi siti stranieri. Il modo onesto di rispondere è spostare il confronto su chi in Italia ha titolo per operare, perché è l’unico terreno su cui un lettore può fare una scelta verificabile, e descrivere i dieci operatori che seguono per quello che le loro carte dicono.

Come valutare un bookmaker con concessione ADM

Un criterio che funziona sempre è la verifica del numero di concessione, che gli operatori dichiarano nei propri termini insieme alla società titolare. Il codice sta nel formato 16000–16051: i dieci marchi descritti più avanti vanno da 16007 a 16044. Non è un dettaglio burocratico, è l’unico dato sulla pagina che il giocatore può ricontrollare autonomamente in trenta secondi, e vale la pena farlo prima di depositare e non dopo.

Il secondo criterio è la separazione tra società e marchio. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: dietro alcuni siti italiani ci sono società che il giocatore non ha mai sentito nominare, e un solo gruppo può gestire più domini. È il motivo per cui la concessione si legge per sito, non per gruppo.

Il terzo criterio è che cosa l’operatore mette nel proprio palinsesto, perché la concessione non dice nulla sui giochi coperti. Il quarto è l’insieme degli strumenti di gioco responsabile effettivamente accessibili dal conto, non solo elencati in una pagina informativa. Il quinto è la trasparenza sull’offerta di benvenuto: che tipo di bonus è, a quali condizioni, con quale scadenza.

Da qui in poi, la panoramica dei dieci marchi segue un ordine fisso. Per ciascuno riporto il numero di concessione e la società titolare, poi che cosa i suoi termini dichiarano — se dichiarano qualcosa — sul soggetto di questa pagina, cioè i temi della tutela e della trasparenza che un giocatore dovrebbe controllare prima di aprire un conto.

Marchio Concessione ADM e società titolare Che cosa dichiarano i termini del marchio
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. App con oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Palinsesto che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote, risultati e streaming in tempo reale
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta di benvenuto riservata a nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo e codice promo da inserire al primo versamento
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto anche tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto con accredito immediato per chi si registra con SPID, oppure bonus di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse pre-evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Principali campionati di calcio nazionali ed europei, coppe continentali e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta

La prima cosa che salta all’occhio è quante delle dieci voci siano imprese italiane e quante siano società maltesi: Azzurri Limited compare due volte, William Hill Malta Plc e Hillside (New Media Malta) Plc una a testa. Sono quattro siti su dieci sotto una stessa giurisdizione societaria, e questo non li rende stranieri: la licenza che conta è quella italiana, e le società hanno dovuto aprire una struttura per ottenerla. Ma spiega perché, in un confronto internazionale, il confine tra cliente italiano ed estero sia più sottile di quanto sembri. Per il giocatore la differenza pratica sta nella sede legale a cui rivolgersi in caso di controversia, non nella nazionalità del marchio.

La seconda cosa da notare è quanto poco i termini di questi operatori dicano, in modo esplicito, sugli strumenti di prevenzione: la sola carta che li nomina è quella di BetFlag, e solo per il metodo di identificazione. Non è un caso. Gli strumenti di autolimitazione e autoesclusione vivono nel conto, non nelle pagine di presentazione, e questo è il punto in cui un lettore deve andare a guardare da sé: la prima schermata dopo la registrazione dice più di qualunque pagina promozionale.

Gli operatori con concessione ADM, uno per uno

Le dieci carte che seguono sono ordinate secondo il percorso di questo confronto. Ognuna è un concessionario, ognuna ha fatti sulla propria offerta sportiva, e nessuna è un consiglio. Il criterio di lettura è quello dichiarato: che cosa porta quel marchio, e a chi conviene.

Sisal — il catalogo live più denso, se il palinsesto è il criterio

Sisal Italia S.p.a. opera con concessione n. 16020 sul proprio sito .it, e la sua app è il posto in cui il numero di eventi diventa un argomento. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri che un concessionario può permettersi di dichiarare perché il palinsesto è approvato evento per evento e il catalogo non è improvvisato.

Il corredo di mercati è quello di un operatore che ha costruito il prodotto sul live: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso al conto avviene anche con Touch ID, e le scommesse si piazzano da mobile senza passare dal browser.

Per chi passa ore sul live, la profondità del catalogo è essa stessa il criterio di scelta: un mercato che non esiste da nessuna parte non si può giocare a nessun prezzo. Il rovescio è che l’abbondanza di eventi live è anche l’abbondanza di occasioni per giocare d’impulso, e i limiti di gioco — quelli che si impostano una volta e valgono per sempre — diventano il contrappeso necessario di un catalogo così.

Lottomatica — lo streaming al servizio della partita in corso

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. mantiene la concessione n. 16010 sul sito .it di Lottomatica, e la sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si punta.

La combinazione è quella che il mercato italiano chiama integrata: la diretta non è un servizio accessorio, è il modo in cui il giocatore live vede la stessa azione su cui sta decidendo. Per molti è la funzione che fa la differenza tra seguire un punteggio e guardare la partita.

Chi cerca un bookmaker estero per trovare più eventi in diretta farebbe bene a considerare che l’ampiezza di un catalogo live non è soltanto una questione di quote. È anche la disponibilità di un flusso video legato all’evento, ed è una cosa che gli operatori con concessione hanno costruito come parte del prodotto.

NetWin — il bonus di benvenuto più lineare della lista

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento.

«Bonus reale» è una precisazione che vale più di quanto sembri. Significa denaro accreditato, non un gettone di gioco con scadenza breve. Il tetto di 50 € tiene l’offerta su una scala modesta, e il requisito del conto verificato la collega direttamente all’identificazione piena: prima i documenti, poi il bonus.

Per un giocatore che cerca una cifra piccola e una regola semplice, questa è la struttura più leggibile del gruppo. Per chi punta a un capitale di gioco più alto, invece, un tetto a 50 € significa che il bonus copre una frazione minima dei depositi successivi: il valore dell’offerta sta nella chiarezza, non nell’importo.

Eurobet — il palinsesto più eccentrico, e non è un difetto

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera con la concessione n. 16012 su Eurobet. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il golf e gli scacchi dicono qualcosa che la Serie A non dice: questo è un operatore che riempie le caselle secondarie del palinsesto invece di limitarsi alla pancia del mercato. Chi cerca un evento che altrove non trova — una tappa di ciclismo, un torneo di scacchi, una notte elettorale — è il lettore a cui questa ampiezza serve davvero, e la domanda da farsi non è se il mercato esista ma quanto sia liquido quando ci si punta sopra.

BetFlag — due porte d’ingresso, con il SPID in evidenza

Betflag S.p.a. detiene la concessione n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Mettersi davanti al SPID come prima opzione è una scelta di prodotto, non di conformità: è l’operatore che dice al giocatore quanto poco duri l’apertura del conto se ha già un’identità digitale. Il riferimento all’età minima, dal canto suo, è la formulazione che ricorre in tutte le condizioni di concessione: l’esclusione dei minori dal gioco è parte del contratto con lo Stato.

Per chi si registra con documento e attesa di validazione, la differenza è concreta: trenta giorni sono il termine oltre il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. La via rapida qui non è un lusso, è la scorciatoia che evita quella trappola.

Betsson — l’ampiezza dei mercati prima della profondità del live

Azzurri Limited è la società dietro la concessione n. 16027 di Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

L’elenco dei mercati è breve ma è quello canonico del calcio italiano, e la sua presenza conferma il punto già visto nella tabella: un nome sull’elenco dei concessionari non dice nulla sui giochi coperti, mentre l’app lo dice subito. Chi cerca i mercati standard — esito finale, totale gol, marcatore — li trova senza doverli rivendicare a nessuno.

La stessa società gestisce anche StarCasinò, e questo è forse il dato più interessante della carta: due marchi distinti con due concessioni distinte, che condividono il titolare. Al momento di scegliere non si sta scegliendo un’azienda, ma un prodotto.

William Hill — il benvenuto che premia chi ha già SPID

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

È l’offerta più piccola del gruppo, e anche la più istruttiva. Il sistema paga chi arriva con identità digitale già pronta e dimezza l’importo per chi carica i documenti a mano. Dieci euro non cambiano la vita a nessuno; quello che cambiano è il segnale su quanto l’apertura del conto pesi, per questo operatore, nel prodotto.

Se il criterio fosse l’entità del bonus, ci sarebbe poco da discutere: cinquanta euro di NetWin contro dieci di William Hill è un confronto chiuso. Se il criterio è il tempo tra la decisione e la prima giocata, il SPID sposta il risultato dalla parte opposta, perché i documenti inviati a mano non hanno solo un importo più basso: hanno una finestra di 96 ore per essere accettati.

StarCasinò — il marchio casinò-first che copre anche lo sport

Azzurri Limited firma anche la concessione n. 16026 di StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La carta va letta per quello che è: questo non è un bookmaker con un casinò attaccato, è un casinò con un’offerta sportiva accanto. Chi cerca uno sportbook come prodotto principale troverà probabilmente più sostanza nel marchio gemello; chi ha già il conto aperto qui per le slot e vuole giocare una partita senza aprire un secondo conto ha una ragione concreta per restarci.

C’è un motivo per cui questa distinzione conta più in Italia che altrove: il RUA. Casinò e scommesse sono due permessi separati con regole separate, ma l’autoesclusione registrata nel registro copre ogni piattaforma autorizzata, scommesse e slot insieme, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Chi si è escluso dal casinò è escluso anche dallo sport, e viceversa.

bet365 — la visibilità europea e il peso dell’ippica

Hillside (New Media Malta) Plc opera con la concessione n. 16030. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il titolo di partner globale della Champions League è il tipo di credenziale che non tutte le concessioni possono vantare, e spiega perché questo marchio resti un punto di riferimento per chi segue il calcio europeo. La presenza dell’ippica nello stesso elenco è meno appariscente e più significativa: la corsa dei cavalli è la disciplina in cui la legge italiana distingue due cose diverse, le scommesse sulle corse in quota fissa o a totalizzatore (art. 6, comma 1, lett. a) e i giochi di ippica nazionale, con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Che un brand copra l’ippica non dice automaticamente quale delle due stia offrendo: chi ci punta fa bene a controllare il tipo di giocata prima di compilare lo scontrino. Sui Virtuali, la disciplina è definita dall’art. 2, lett. v), che ammette le scommesse su eventi simulati mostrati con animazioni o come evento reale preregistrato.

Planetwin365 — la copertura calcistica più larga, coppe comprese

Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007 su Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nell’elenco è il dettaglio che distingue questa carta: è la fascia di mercato che gli operatori generalisti trascurano, e chi la copre serve un pubblico che altrove non trova le proprie partite. Oltre 20 tipologie di sport confermano che l’ampiezza non è concentrata sul calcio.

Il ragionamento da fare qui è di tipo diverso da quello di Sisal. Là la profondità era nelle ore della partita; qui è nelle domeniche di campionato minore. Sono due pubblici che raramente coincidono, e sapere quale dei due si è cambia la classifica personale più di qualsiasi tabella comparativa.

Che cosa costa giocare una settimana: il conto del margine

Prima di chiudere il confronto, un conto che riguarda tutti e dieci gli operatori allo stesso modo, e che nessuna carta descrive perché nessun operatore ha interesse a farlo. Serve però un avvertimento: l’esempio che segue è illustrativo, con un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90, non un prezzo rilevato su un evento reale.

Perché 1,90 e 1,90 non valgono nemmeno una volta l’uno

Su un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90, il payout del mercato si legge come 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 % delle puntate, e il margine del bookmaker è il restante 5 %. Detta altrimenti: su ogni 100 € puntati su quel mercato, poco più di 95 € tornano indietro sotto forma di vincite e poco meno di 5 € restano al banco. È il costo d’ingresso di ogni giocata, e c’è anche quando la giocata è vincente. Una quota di 1,90 su un evento che esce testa o croce non è un prezzo generoso: è un prezzo che ha già tolto la sua parte.

Vale la pena dire che cosa non è questo 5 %. Non è una percentuale sulla puntata del singolo giocatore, non è una commissione visibile e non compare in nessuna schermata di conferma. È la differenza tra la somma delle probabilità implicite nelle quote e il 100 %, distribuita su tutte le giocate di quel mercato. Sul calcio il margine di 1X2 è tipicamente più stretto di quello di mercati secondari come i marcatori, che hanno meno liquidità e più incertezza sul prezzo giusto. L’operatore che pubblicizza le «quote più alte del mercato» sta parlando di un confronto tra margini, non di una rinuncia al margine.

Cento euro a settimana: che cosa resta al banco

Il conto diventa concreto quando si parte da un limite di deposito, che è il numero che il giocatore sceglie in registrazione. Prendiamo un limite settimanale di 100 € e immaginiamo che venga puntato una volta sola su quel mercato a 1,90 e 1,90. Il margine del 5 % applicato a 100 € di turnover produce una perdita attesa di circa 5 € a settimana.

Il numero va letto per quello che è: una stima media su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, non una previsione su quella singola settimana. Chi punta 100 € e vince porta a casa 190 € lordi, cioè 90 € di profitto, e in quella settimana il margine non gli ha tolto nulla di visibile. Chi vince due volte su tre si trova davanti a un saldo che non somiglia a nessuno dei due estremi.

La banda realistica cambia con la frequenza e con il tipo di mercato, non con la fortuna trascurata. Su una singola giocata settimanale il costo medio è quello; su dieci giocate da 100 € distribuite su mercati con margini diversi il conto settimanale si muove tra poche decine di euro, e la variabile che lo decide non è il bookmaker ma quanti mercati secondari entrano nel giro. A parità di puntata, un calendario fatto di 1X2 e Under/Over costa meno di un calendario fatto di marcatori e combo.

Ed è qui che la scelta tra percorso italiano e percorso estero mostra il suo vero volto. Un sito privo di concessione può esibire quote migliori su questo o quell’evento — è la promessa con cui si presenta — ma la differenza tra 1,90 e 1,95 non ripaga la perdita del RUA, della vigilanza e di un foro italiano, perché quelle cose non sono un costo ricorrente: sono un’assicurazione che si paga una volta sola, scegliendo dove aprire il conto. Il giocatore che punta al centesimo di quota sta misurando la cosa sbagliata con lo strumento giusto.

I conti in tasca: le imposte sulle vincite

A questo punto la domanda che molti si fanno non riguarda più l’operatore ma il fisco, ed è probabilmente la ragione per cui metà dei lettori è arrivata a questa pagina.

Le vincite di un concessionario vengono tassate alla fonte

Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario. Il meccanismo è quello della tassazione alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non compila nulla. Si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale: chi ha una posizione fiscale complessa fa bene a parlarne con un commercialista prima di considerare chiusa la questione.

La logica è coerente con l’imposta unica: il 24,5 % sulla raccolta a distanza (20,5 % sulla rete fisica) colpisce la differenza tra puntate e vincite, ed è il concessionario a versarlo. Il giocatore partecipa al prelievo attraverso il margine, che è già dentro la quota, non attraverso una dichiarazione.

Le vincite da un sito estero seguono un’altra strada

Qui il quadro cambia, e cambia in un modo che raramente compare nei confronti. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni.

La lettura pratica è che non c’è ritenuta e c’è una dichiarazione da fare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va espressa nella forma in cui è: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi, e questa non è consulenza fiscale. Chi gioca su quei circuiti lo fa spesso convinto di essere fuori dal sistema; sul piano fiscale è dentro, e la differenza è che nessuno gli ha trattenuto nulla alla fonte.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione ADM?

La sanzione che ADM stessa richiama per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari: ammenda e arresto fino a tre mesi. A questo si aggiungono domini inibiti che cambiano indirizzo, nessuna copertura del RUA e nessuna autorità italiana davanti a cui far valere un reclamo.

Come si verifica se un bookmaker ha la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice e un sito .it; gli operatori dichiarano poi numero e società titolare nei propri termini. La presenza in elenco non dimostra che quel marchio offra scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie chi chiede di non poter più giocare e blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, oltre alle sale sul territorio, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. I siti privi di concessione non vi sono collegati.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. La sanzione applicata da AGCOM è pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, giornaliero, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni; i punti vendita ricariche accettano contanti fino a 100 € a settimana in totale.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario italiano non si dichiarano, perché l’imposta è trattenuta alla fonte dal concessionario. Su un sito senza concessione la posizione cambia: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale.

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