Scommesse sul MMA: la concessione ADM non basta, il prezzo sta nel margine
*Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).*
Un appassionato di arti marziali miste che apre il telefono la notte di un pay-per-view scopre una cosa semplice e poco pubblicizzata: il combattimento può essere in onda in mezzo mondo nello stesso istante, e non per questo può entrare nel palinsesto italiano. Le scommesse sul MMA in Italia non si giocano su un listino aperto, ma su un programma di eventi che il concessionario prepara e ADM approva, e nel quale gli incontri vengono inseriti uno alla volta. Prima ancora di guardare una quota, quindi, conviene guardare due cose molto meno scenografiche: chi ha la concessione su quel sito, e quali eventi sono davvero in palinsesto quella settimana.
Il resto è aritmetica. La quota che compare sullo schermo è un prezzo costruito, e dentro quel prezzo c’è una fetta che resta al bookmaker. Se il margine del mercato delle teste a teste attorno a 1,80 è più largo di quello di un mercato di nicchia attorno a 1,80, non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra due pomeriggi identici che finiscono con due saldi diversi. Questo è il filo del ragionamento che segue.
C’è poi un capitolo che la pubblicità non affronta mai, e che costa più di quanto non sembri: il conto di gioco si apre con il codice fiscale, con un documento o con SPID, e senza identificazione completa la finestra dei prelievi resta chiusa. Chi arriva dal mondo .com, dove il conto si apre in tre minuti e la ricarica è quella che è, qui incontra regole che rallentano tutto. In cambio ottiene qualcosa che quei tre minuti non comprano: un registro unico che blocca davvero, un’autorità che vigila, e un trattamento fiscale che non lascia al giocatore italiano una dichiarazione da fare a fine anno. Il punto è capire se il prezzo vale il servizio.
La normativa: chi può accettare scommesse MMA in Italia
Il mercato legale italiano non si regge su una licenza aperta ma su una concessione, e la differenza non è di vocabolario. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza; le concessioni si assegnano per gara pubblica. L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che si possono offrire a distanza: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. L’articolo 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette nero su bianco cosa ci si aspetta dal candidato, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

Il dettaglio che sfugge a chi legge le classifiche è la scala della cosa. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni ciascuna, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una sola società può gestirne diversi, e Eurobet Italia S.r.l. compare su Eurobet, su Bwin e su Gioco Digitale. E qui sta la trappola che costa tempo e illusioni: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, perché lo stesso concessionario può detenere il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità e di sorte, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Che un sito tratti scommesse si vede dal sito e dall’app dell’operatore, non dal registro.
normati: il foglio della concessione e cosa c’è scritto sopra
Il numero di concessione non è un ornamento da pagina di contatti: è il primo dato che conviene leggere. Gli operatori indicano nelle proprie condizioni il numero e la società concessionaria, ed è lì che si trova la prova da confrontare con l’elenco di ADM, che è pubblico. Per gli incontri di arti marziali miste il nodo si stringe ancora, perché il palinsesto non è una vetrina libera. L’articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e su quegli eventi e non altri la giocata può essere accettata. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con l’apertura affidata per prima a bet365, come riporta la stampa di settore. Quali discipline e quali tipologie di giocata stiano dentro un dato palinsesto non è cosa che si legga dall’esterno, e questo è già di per sé un costo informativo: una card di MMA molto discussa sui social può non essere giocabile, oppure esserlo soltanto per l’esito finale.
Il quadro legale tocca anche il modo in cui il combattimento viene raccontato. Le Unified Rules prevedono riprese di cinque minuti con un minuto di riposo tra l’una e l’altra, e incontri non titolati che di norma arrivano al massimo a tre riprese, mentre quelli titolati possono essere sanzionati per cinque. Il sistema del 10-point must assegna a tre giudici il compito di dare il punteggio a ogni ripresa: dieci punti a chi la vince, nove o meno a chi la perde, e dieci pari per una ripresa equilibrata. Una decisione può essere unanime, a maggioranza o divisa, e anche un pareggio può essere unanime, a maggioranza o diviso. Un incontro finisce con la squalifica se un fallo intenzionale porta l’avversario fuori combattimento, con un no contest se il fallo è involontario. Per chi scommette, e non per chi guarda soltanto, questo si traduce in un rischio specifico: i mercati sulle modalità di vittoria e sui punti non hanno niente a che fare con il mercato secco dell’esito, e la giuria è un attore che la schedina non prezza mai direttamente.
Il palinsesto approvato e gli eventi che restano fuori
C’è un secondo livello di vigilanza che conviene conoscere prima di versare denaro, e riguarda chi accetta giocate senza concessione. Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro, le copie dei domini ricompaiono in poche ore, e il verbo che il settore usa per il risultato è «oscurati»: nel 2025 un provvedimento ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore sul provvedimento del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta.
Sul lato del giocatore la regola è antica e severa. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
I conti di questa scelta si fanno in due colonne. Un operatore con concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nessuno di questi elementi, è esposto al blocco del DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore, e la zona è quella scoperta: nessuno strumento di tutela, nessun registro che blocchi, nessuna autorità a cui rivolgersi. La differenza tra le due colonne non è una sfumatura di conformità.
Pubblicità vietata, bonus permessi
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’articolo 3, lettera l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile, e alla lettera m) consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo marchio; l’articolo 15, comma 3 va nella stessa direzione.
Lo stato dell’applicazione è più mosso di quanto una regola scritta lasci intuire. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. In Parlamento è stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio 2026 firmata Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato reperito e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Da tutto questo discende una conseguenza pratica che quasi nessuno collega. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto, né un tetto ai requisiti di puntata, così importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Il silenzio pubblicitario che circonda i bookmaker italiani non significa che le promozioni non ci siano; significa che nessuno te le spiega in televisione, e che le condizioni vanno lette da soli. Chi paga quel conto è il giocatore, che scopre i requisiti di puntata soltanto al momento del prelievo.
Prevenzione e tutela: quanto costano in pratica i limiti
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i presidi che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti agli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario imposta in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge un obbligo che vale la pena leggere due volte: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità del prodotto: è denaro speso per parlarne in modo diverso.
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto, e non è un dettaglio trascurabile: significa che il tetto non è una cifra unica e uguale per tutti, ma una condizione negoziata nel bando. Il punto che conta per chi legge è un altro, e vale come regola generale: abbassare un limite è gratis e istantaneo, alzarlo richiede una settimana di attesa. Chi vuole capire quanto può davvero spendere su un conto di scommesse inizi con il limite già attivo, non con quello che intende impostare in un secondo momento.
L’età minima è diciotto anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a diciotto anni.
L’autoesclusione da un registro che non dimentica
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo di tutela che vale più di ogni altro in questa storia, e vale perché blocca tutti gli operatori insieme. L’autoesclusione comunicata a un concessionario ADM impedisce il gioco su ogni piattaforma online autorizzata in Italia e sui punti vendita sul territorio. Un giocatore iscritto al RUA non può aggirare il blocco cambiando bookmaker: il registro è unico, e questa è esattamente la funzione per cui esiste. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione per un periodo scelto dal giocatore, anche per singola categoria di prodotto.
I periodi non sono uguali per tutti gli operatori e non sono fermi nel tempo. Admiralbet indica nelle proprie condizioni l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda parte della frase è quella che conta: chi si esclude a tempo indeterminato con una clausola di revoca a nove mesi si è dato un orizzonte lungo, e questo è un bene. Vale la pena sottolineare la parte che protegge davvero: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si sposta su un dominio oscurato o su un mirror non è protetto da nessuno. Il registro funziona nel perimetro della legalità, e fuori da quel perimetro non ha giurisdizione.
Identificazione, prelievi e la settimana che nessuno mette nel conto
Aprire un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Alcuni operatori offrono, accanto alla registrazione classica con copia di un documento, procedure di identificazione con SPID e con CIE. Il gioco è vietato ai minori di diciotto anni, e il codice fiscale è il riferimento su cui si costruisce il conto. Il fatto pratico è semplice e va detto senza giri di parole: senza identificazione completa il conto non arriva a poter prelevare. Le pagine degli operatori indicano che l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi apre il conto la sera prima di un evento importante e conta di incassare la mattina dopo sta contando su una procedura che non è ancora conclusa.
Le ricariche meritano un paragrafo a parte, perché sono la parte in cui l’Italia ha scelto una strada propria. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 regola i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti di ricarica, tabaccai e ricevitorie, che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. I punti vendita non possono pagare vincite né permettere prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Sulle strade che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco preciso di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM è aperto, e non esiste una norma che nomini strumenti approvati.
L’articolo 22, comma 1 prevede poi un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Se qualcosa va storto: a chi si chiede aiuto
Le pagine degli strumenti di gioco responsabile di bet365 includono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero, gratuito e nazionale, è il riferimento da tenere a mente prima di averne bisogno: le regole sui limiti si leggono volentieri quando il conto è in attivo, e servono quando non lo è. Il canale di contatto previsto dall’articolo 15, comma 1, lettera f) per ogni concessionario, aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno, è una seconda porta, interna all’operatore. Nessuna delle due è un servizio di consulenza sul gioco d’azzardo: la prima è un presidio sanitario e di ascolto, la seconda è un obbligo di assistenza.
Calendario, tornei e organizzazioni: dove finiscono le scommesse MMA
calendar: dal 1993 a oggi, e perché una card conta più di un campionato
L’Ultimate Fighting Championship è stato fondato il 12 novembre 1993, quando l’UFC 1 si tenne al McNichols Sports Arena di Denver, in Colorado. Trent’anni dopo, il vocabolario dello sport è cambiato ma la struttura dell’offerta no: gli incontri arrivano per eventi, non per giornate di campionato, e questo ha una conseguenza diretta su chi scommette. Un campionato di calcio offre un flusso continuo di partite ogni settimana, con mercati profondi e liquidità alta; una card di MMA offre una manciata di incontri concentrati in una notte, con un programma che dipende dai tempi tecnici delle riprese e dalle decisioni della giuria. Chi si avvicina alle scommesse sul MMA provenendo dal calcio trova quote su mercati che conosce meno, e su un numero di eventi molto minore.
La disciplina ha una griglia di riferimento che vale la pena tenere a mente. L’UFC ha 11 categorie di peso, otto maschili e tre femminili. La divisione per peso, insieme al numero di riprese previste, è ciò che distingue un incontro dall’altro: un titolato che va a cinque riprese apre spazi a mercati che un preliminare a tre riprese non apre.
fondamen: cosa contiene una card e cosa può essere quotato
Il punto di partenza per capire cosa si gioca è la struttura dell’evento. Una card è una sequenza di incontri, e ogni incontro ha un esito di riferimento, ma anche una serie di mercati collaterali: il metodo di vittoria, la ripresa in cui finisce, il numero di round, la distanza. Su questi ultimi il peso della giuria e delle regole è enorme. Una decisione divisa è un esito diverso da una decisione unanime, e il mercato che chiede se l’incontro arriverà al limite delle riprese non sta chiedendo la stessa cosa del mercato sull’esito. Il sistema del 10-point must, con tre giudici che assegnano dieci punti al vincitore della ripresa e nove o meno al perdente, e dieci pari per una ripresa equilibrata, spiega perché una giocata sull’esito possa girare attorno a un dettaglio che nessuno prevede dalla sintesi dell’incontro.

Poi c’è la verifica del calendario. Il palinsesto italiano non segue automaticamente il calendario mondiale: un evento che si tiene all’estero entra nell’offerta solo dopo l’inserimento in un programma approvato da ADM. Il risultato pratico somiglia a un imbuto: le grandi serate arriveranno quasi sempre, le card minori e i circuiti regionali molto meno. Chi scommette su un evento minore dovrebbe controllare la presenza dell’incontro nel listino dell’operatore nello stesso momento in cui controlla il fuso orario della diretta, perché le due cose possono riservare sorprese opposte.
Competizioni a confronto: quanto è profondo il listino MMA di dieci concessionari
I dieci operatori di questa lista hanno in comune il fatto di essere concessionari ADM su siti .it e di avere dati solidi nel proprio listino di scommesse sportive. Sulla profondità dei mercati sulle arti marziali miste il quadro è disomogeneo, e conviene dirlo prima di ogni altra cosa: le fonti consultate descrivono ampiamente calcio, tennis, basket, motori, volley e sport americani, ma non entrano nel dettaglio dei listini MMA di questi marchi. Chi cerca una scommessa su un incontro specifico farà prima di tutto un controllo diretto nel palinsesto dell’operatore, perché è lì — e non in una tabella su una pagina di confronto — che si vede se quel combattimento è quotato e con quale profondità di mercati.
| Operatore | Numero di concessione e concessionario | Ricariche e prelievi secondo le condizioni dell’operatore | Assi del listino |
|---|---|---|---|
| Admiralbet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | ampio listino sportivo, struttura di promozioni sportive |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | identici per tutti, rimandati alle condizioni | mercati e strumenti completi |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | promozione sportiva di primo deposito |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | listino italiano ampio, forte spinta su app |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | mercati specialistici e combo |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | volume di eventi e streaming |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | sport minori, virtuali ed esports |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | identici per tutti, rimandati alle condizioni | freebet ricorrente su una multipla condizionata |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | identici per tutti, rimandati alle condizioni | calcio e motori, live con streaming |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | identici per tutti, rimandati alle condizioni | palinsesto larghissimo, anche non sportivo |
La scala di questi dieci si legge meglio in tre dati che vengono da Sisal: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su partite di calcio, volley, tennis e basket. Un’offerta costruita su quei numeri ha una logica interna precisa: la profondità si concentra dove passa il volume, e il volume passa sul calcio e sugli sport ad alta frequenza. Le arti marziali miste stanno in una fascia diversa, con eventi più radi e finestre più strette, e lo stesso vale per il paragone con il mondo dei virtuali, dove un solo operatore arriva a oltre 3.000 eventi al giorno.
Su Sisal conviene essere chiari su un punto, perché è il più facile da fraintendere: l’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratis di calcio, volley, tennis e basket, ma le tipologie di giocata che le fonti nominano — Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out — sono mercati di calcio. Non è una critica all’operatore: è la prova che la lingua del prodotto è quella del pallone. Chi arriva sul MMA sa che il catalogo esiste, ma sa anche dove sta il centro di gravità.
Un libro di arti marziali miste che si rispetti comincia da un incontro e finisce su un metodo di vittoria. Se il listino offre soltanto l’esito finale, la giocata somiglia più a una scommessa su una moneta che a un’analisi. È per questo che, quando un operatore mette in palinsesto un evento di MMA, la domanda da farsi non è solo se il combattimento c’è, ma se accanto all’esito compaiono il metodo e il numero di riprese: senza quelle voci la profondità del mercato è nominale.
I criteri: come si valuta un bookmaker per il MMA
valutazione: quattro domande prima di una classifica
La prima domanda non riguarda le quote ma il diritto di stare sul mercato. Il concessionario è sull’elenco di ADM, e il numero che espone nelle proprie condizioni corrisponde a una riga di quell’elenco? ADM aggiorna il registro, e un numero può essere verificato in pochi minuti; chi non trova corrispondenza ha una risposta già abbastanza chiara.
La seconda riguarda il prodotto: quel sito ha davvero un listino di scommesse sportive? La concessione è per sito e l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un concessionario di casinò o di bingo può comparire sull’elenco senza offrire scommesse. Si guarda l’app, o la sezione sportiva del sito.
La terza riguarda il costo incorporato nella quota. Due mercati con la stessa apparente facilità possono restituire percentuali diverse, e la differenza si misura, non si intuisce.
La quarta riguarda il costo del ritiro del denaro: identificazione completa, tempi, strumento di prelievo, eventuale vincolo su una promozione in corso. Un’offerta generosa su un conto dal quale il denaro esce con difficoltà è un’offerta che non vale il suo numero.
criteri: quanto trattiene un mercato e quanto resta a chi vince
Qui l’angolo di questa pagina diventa il centro della questione. Il modo corretto di confrontare due quotazioni non è guardare la quota più alta presa da sola, ma ricostruire quanto un mercato restituisce complessivamente a chi ci gioca. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90, offerto a scopo di esempio e non ripreso da alcun operatore: la quota è identica per costruzione, e proprio per questo è l’esempio giusto, perché mette a nudo il meccanismo. La somma dei reciproci delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, che equivale a circa 1,053; il payout, cioè la quota-parte che il mercato restituisce, è il reciproco di quella somma, e viene circa 0,95, ovvero il 95 %; il margine, la parte che resta al bookmaker su ogni unità puntata su quel mercato, è 100 % meno 95 %, cioè circa il 5 %. Il numero va letto come una fascia e non come una cifra esatta, perché alle due quotazioni tipiche del mercato corrispondono margini che si collocano intorno a quel valore, con uno scarto legato all’arrotondamento con cui l’operatore sceglie di scrivere la quota sullo schermo.
Il dettaglio che cambia il conto non è il margine in sé, ma la sua ripetizione. Su una singola giocata da 10 €, quel margine significa che il valore atteso del biglietto è 9,5 €: mezzo euro lasciato sul tavolo, e nessuno se ne accorge perché il conto si salda sul risultato e non sulla media. Il problema diventa materia contabile quando le giocate si moltiplicano. Una multipla a tre gambe costruita su tre mercati con lo stesso profilo incorpora il margine tre volte, e i margini si compongono: il payout complessivo si ottiene moltiplicando le restituzioni dei singoli mercati, e una multipla a tre gambe costruita su tre mercati identici con payout al 95 % restituisce circa l’85,7 %, perché 0,95 × 0,95 × 0,95 fa circa 0,857, cioè l’85,7 %, con un margine incorporato di circa il 14,3 %. Tradotto in denaro: una multipla da 50 € con quota totale 6,00 pagherebbe 300 €, ma il valore atteso di quel biglietto, con il margine composto dei tre mercati scavato dentro la quota, sta intorno ai 257 €, e i restanti 43 € circa sono il prezzo della combinazione. La conclusione non è che le multiple siano un errore da evitare in assoluto, ma che allungare il biglietto ha un costo che cresce più in fretta di quanto cresca la quota che compare sullo schermo.
Una precisazione sui numeri che circolano: i margini dei mercati a 1X2 non sono i margini dei mercati sulle modalità di vittoria o sui round, e il margine di un operatore non è quello del vicino. Per questo, sul mercato che interessa davvero, la misura va fatta sul listino del momento e non ricopiata da un’altra disciplina. Chi vuole farsi l’idea in trenta secondi ha una scorciatoia: confrontare la quota di un mercato a due esiti con quella offerta altrove per lo stesso mercato, e ricordare che una quota più alta significa margine più basso, non necessariamente una previsione più generosa.
classifica: come è costruita questa lista
L’ordine che segue non è una graduatoria di bontà e non misura il valore dell’offerta. È un ordine di presentazione di dieci marchi che hanno in comune la concessione ADM su un sito .it e materiale documentato sulla propria offerta sportiva. Le differenze che contano per chi legge somigliano ai criteri appena elencati: presenza sull’elenco, struttura dell’offerta sportiva, condizioni delle promozioni, strumenti di tutela. Nessuno di questi tre elementi da solo basta, e nessuno di essi è nascosto: sta nelle condizioni dell’operatore, che è il documento che conta quando arriva il momento di incassare.
Le dieci piattaforme, una per una
Admiralbet: il massimo di 5.000 € che non è quasi mai 5.000 €
Admiralbet è il concessionario numero 16048, Admiral Bet S.r.l., e opera sul proprio sito .it. La sua carta vincente, per chi guarda il costo di un’offerta, non è il bonus ma la struttura dei limiti. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e questa è una richiesta rara: la maggior parte dei bookmaker lascia il limite a chi lo cerca, mentre qui arriva nel flusso di apertura del conto, quando il giocatore non ha ancora una posizione e non ha nulla da difendere. Il meccanismo dei tempi è altrettanto netto: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
C’è poi il capitolo autoesclusione, che su questo operatore è il più documentato della lista. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due discipline convivono nella stessa pagina, e il lettore attento nota che la finestra lunga è quella che protegge di più: un blocco indeterminato con revoca a nove mesi è una decisione presa con la testa fredda che vale più di qualunque pausa breve.
Il punto di forza, per come la vedo, è proprio questo: chi ha paura di sé stesso trova qui lo strumento scritto per esteso, e non una voce di menu che rimanda a un modulo di contatto. Il costo, se così si può chiamare, è la parte promozionale, che resta il classico bonus di benvenuto con requisiti da leggere nelle condizioni: è un’offerta che non si distingue dalla media del mercato, e chi sceglie Admiralbet per il bonus non ha capito per cosa vale la pena sceglierlo. La vergogna sarebbe il contrario: un operatore con i limiti fatti bene e le promozioni raccontate meglio di quanto valgano. Non è il caso.
SNAI: il bookmaker che ti fa costruire la quota da solo
SNAI è concessionario ADM n. 16032, Snaitech Spa. La sua offerta sportiva non si distingue per la generosità del bonus, ma per gli strumenti che mette in mano al giocatore. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi; i mercati elencati coprono il risultato esatto, il numero di goal, i tiri in porta, i cartellini e i rigori; la funzione Cash Out permette di chiudere la schedina prima della fine dell’evento. La funzione My Combo va oltre e consente di combinare più pronostici sulla stessa partita, e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È qui che il tema del costo torna a farsi sentire: la quota unica di una combinazione costruita a mano porta dentro di sé il margine di ogni singolo pronostico, moltiplicato, esattamente come in una multipla classica. La differenza è che qui il giocatore sceglie le gambe una per una, e quindi può decidere quante ne vuole pagare.
Sul versante dei volumi l’operatore dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali come Mitico Football, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il numero è imponente e va letto per quello che è: un listino di eventi simulati o filmati non ha la stessa struttura di rischio di un evento reale, e la quota su un evento virtuale non si costruisce con lo stesso margine di un mercato sportivo tradizionale.
Il verdetto su SNAI somiglia a una scelta di mestiere. Il libro è profondo, gli strumenti sono da operatore che ha studiato il foglio di calcolo, e la combinazione a mano è la cosa più interessante del pacchetto; ma proprio lì sta la trappola, perché una quota unica nasconde la somma dei margini meglio di quanto una singola non faccia mai. È un bookmaker per chi legge il biglietto prima di confermarlo.
BetFlag: 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
BetFlag è il concessionario ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Sul versante dell’apertura del conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È un dettaglio che sembra amministrativo e che invece ha un impatto molto concreto sul costo di un’offerta: chi apre con SPID o CIE arriva al conto validato senza il passaggio del documento, mentre chi sceglie il modulo tradizionale entra nella finestra dei 30 giorni entro cui completare l’identificazione, oltre la quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.
Il pezzo forte è il Welcome Bonus Sport, pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto così alto dice molto sull’operatore e poco su ciò che la maggior parte dei giocatori incasserà: per arrivare a 5.000 € di bonus bisogna depositare 5.000 €, e nessun giocatore ragionevole costruisce il proprio budget sull’ipotesi di versare quella cifra per riceverne altrettanta in saldo, saldo che poi va giocato secondo i requisiti di puntata stabiliti nelle condizioni. Il 100 % è la parte che si ricorda; la parte che si paga è la somma depositata e i requisiti che la accompagnano.
Il giudizio su BetFlag ruota attorno a questa tensione. La cifra massima fa colpo e non è falsa, ma è tarata sul giocatore che versa grosso, mentre l’identificazione digitale rende l’operatore fra i più comodi della lista per chi vuole aprire e prelevare senza intoppi. Chi deposita poche centinaia di euro non troverà qui un vantaggio competitivo rispetto ad altri; chi ha già un conto dimostrabile e usa SPID trova una procedura scorrevole e un bonus proporzionale a ciò che mette.
Goldbet: la registrazione più veloce, il bonus più difficile da giudicare
Goldbet è ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La descrizione del listino è sintetica e parla soprattutto di calcio: è la spia di come i cataloghi sportivi italiani siano costruiti, con il pallone al centro e il resto in periferia.
Sul bonus la sostanza è quella che le fonti riportano senza numeri: l’operatore lega il riconoscimento alla registrazione tramite app. Non c’è un importo dichiarato nella documentazione disponibile, e questo va detto perché il giocatore che confronta gli operatori sul solo bonus di benvenuto si troverà davanti a un confronto incompleto. Chi vuole capire l’ordine di grandezza di questa promozione deve leggere le condizioni dell’operatore prima del deposito, esattamente come deve fare con ogni altra offerta: i requisiti di puntata e la quota minima non sono voci secondarie, sono la sostanza del prodotto.
Il verdetto non può essere costruito sul bonus, e va costruito su altro. Goldbet condivide il concessionario con Lottomatica, il che dice qualcosa sulla struttura societaria del gruppo e nulla sulla qualità delle due piattaforme, che restano esperienze distinte. Per chi cerca un conto da usare su calcio e sport principali, con un’app pensata per il gioco da telefono, è una scelta coerente; per chi vuole sapere in anticipo quanto gli costerà un’offerta, questo è l’operatore da leggere nelle condizioni prima di ogni altra cosa.
Betfair: l’unico exchange della lista, e le sue regole sono un’altra cosa
Betfair è il concessionario ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., ed è l’unico exchange di questa lista. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma la parte che conta davvero per un giocatore italiano sta altrove, ed è una cosa rara in questo mercato: il betting exchange è un gioco previsto a sé dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, e la definizione dell’articolo 2, lettera u) è precisa — il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. In un exchange non giochi contro un bookmaker, giochi contro altri giocatori, e il margine non ha la forma di un prezzo costruito ma di una commissione.
La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che le fonti non coprono; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il verdetto su Betfair è un avvertimento camuffato da complimento. Un exchange è lo strumento che più si avvicina a un mercato efficiente, e questo è il suo fascino per chi ragiona in termini di prezzo; ma è anche l’ambiente in cui il vocabolario è diverso — punta e banca, commissioni, controparte che può essere una persona in un’altra regione — e in cui un giocatore abituato al bookmaker tradizionale si trova spaesato. Per chi vuole capire il costo vero di un mercato, e non solo il suo margine, è il posto più istruttivo del gruppo.
Sisal: oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live
Sisal è il concessionario ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., e sul volume è il più esplicito della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. I mercati nominati dalla sua app sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il pacchetto del Virtual supera i 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e all’offerta sportiva si affiancano l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Qui vale la pena soffermarsi su due cose, perché sulla carta sono difetti e nella pratica no. La prima è che i mercati nominati sono mercati di calcio: chi cerca il MMA trova un operatore la cui lingua madre è un’altra. La seconda è il Cash Out, che è uno strumento di gestione del rischio e non un regalo, perché la cifra offerta per chiudere la giocata è fissata dall’operatore e non dal mercato, e quindi incorpora anche il prezzo di quella decisione. Nessuna di queste osservazioni è una condanna: sono le condizioni in cui si gioca.
Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La ricarica obbligatoria è il dato più interessante: un’offerta legata a un primo versamento non è un bonus a costo zero, e il requisito di puntata che la accompagna determina se il saldo ricevuto vale la pena di essere giocato.
Il giudizio su Sisal sta nei numeri e nella loro forma. Un listino con oltre 1.000 eventi quotidiani e più di 15.000 eventi live è un’infrastruttura, non un negozio; lo streaming gratuito è la parte che il giocatore sente di più, perché guardare la partita dentro l’app cambia il modo in cui si decide una giocata live. Chi vuole una copertura larghissima e non ha fretta di trovare il MMA troverà qui l’offerta più densa del gruppo. Chi cerca un mercato di nicchia sulle arti marziali miste deve aspettarsi che il centro di gravità resti altrove.
NetWin: il bookmaker per gli sport che gli altri trattano come riempitivo
NetWin è il concessionario ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Il suo listino copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La lista è la più eterogenea del gruppo, e vale la pena leggerla per quello che dice: c’è il baseball accanto al ciclismo, gli esports accanto al golf, e in mezzo una quantità di sport che altrove finiscono in una sezione secondaria. Su una pagina dedicata alle arti marziali miste questo è il profilo che più si avvicina alla sensibilità di chi cerca discipline fuori dal calcio. Non è una garanzia sul palinsesto MMA, che resta da verificare nel listino dell’operatore, ma è l’unico marchio della lista la cui offerta è descritta con una logica da catalogo largo anziché da vetrina sul calcio.
Il fronte dei virtuali è il più aggressivo che si incontra qui: centinaia di eventi con partenze ogni due minuti, cioè una quota che cambia ritmo continuamente. Il margine su questo tipo di prodotto non è quello di un mercato sportivo a due esiti, e chi si avvicina ai virtuali pensando di trovare l’equivalente di una partita dovrebbe sapere che i meccanismi di prezzo sono diversi e che la velocità non è una comodità ma una caratteristica del prodotto.
Il verdetto è il più chiaro della lista, e va detto senza addolcirlo: NetWin è l’operatore da guardare per primo se il vostro interesse è una disciplina che altri trattano come riempitivo, e l’ultimo se cercate la profondità dei mercati sul calcio di Serie A. La scelta, per un appassionato di arti marziali, non è tra il migliore e il peggiore ma tra un catalogo largo e uno profondo.
William Hill: la freebet che arriva solo in certe condizioni
William Hill è ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. È il caso più istruttivo dell’intera lista, perché la meccanica è trasparente e il costo è tutto nelle condizioni di accesso.
Prendete una freebet il cui importo non è compreso nella vincita — è il funzionamento tipico di questo strumento — e mettetele accanto una quota totale minima di 10,0: significa che per sbloccare i 5 € settimanali bisogna confezionare una multipla che, se vince, paga dieci volte la posta, il che richiede almeno cinque eventi di cui si prevedono gli esiti. Cinque gambe sono cinque margini incassati dal bookmaker dentro un’unica quota, e questo è il numero che rende l’offerta meno generosa di come suona. Il tetto di 100 € racconta il resto: la promozione è costruita per chi partecipa ogni settimana per venti settimane con almeno 20 € ogni volta, cioè per un giocatore abituale e piuttosto attivo, non per chi apre il conto una volta.
Detto questo, l’offerta non è disonesta e il suo difetto è l’opposto dell’inganno: è scritta con precisione, e chi la legge con attenzione sa esattamente cosa sta comprando. La freebet ricorrente premia la costanza, non il deposito, e per un giocatore che gioca già multiple su più eventi ogni fine settimana è un recupero di valore reale. Per chi punta singole, invece, è una promozione che richiede di cambiare abitudini: e cambiare abitudini per rincorrere 5 € è il modo più elegante di pagare 20 € per riceverli.
Lottomatica: quote e risultati in tempo reale, con lo streaming addosso
Lottomatica è ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.: lo stesso concessionario di Goldbet, che gestisce due piattaforme distinte sullo stesso titolo. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il quadro che emerge è quello di un operatore costruito sul calcio e sui motori, con una componente televisiva forte. Lo streaming dentro l’app non è solo un servizio al tifoso: è la spia di un modello in cui il gioco live ha un peso centrale, e su questo si innesta un ragionamento sul costo. Le scommesse live sono il prodotto in cui il margine applicato è tradizionalmente più stretto, perché ADM non ha reso note le proprie regole su mercati, ritardi ed eventi in diretta e non esiste qui un elenco dei mercati live: chi gioca live sta giocando su un terreno in cui la trasparenza sui prezzi dipende dall’operatore, e la velocità con cui la quota si muove rende difficile accorgersi di un prezzo meno generoso.
Il giudizio su Lottomatica tiene conto di un effetto di scala che non è colpa dell’operatore ma che il giocatore paga: un marchio con un’offerta molto visibile spinge verso il prodotto che rende di più, ossia il live, e il giocatore che si lascia guidare dallo streaming finisce per giocare più di quanto avrebbe giocato guardando una schedina. Chi vuole seguire gli eventi dentro l’app trova un ambiente costruito per quello; chi vuole usare il conto con parsimonia farà meglio a impostare i limiti prima di scaricare l’applicazione, non dopo.
Eurobet: il palinsesto più largo, anche oltre lo sport
Eurobet è il concessionario ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il suo palinsesto è il più ampio della lista per varietà: va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una descrizione che vale la pena leggere due volte, perché contiene un’informazione sul modello di business: un operatore che quota le elezioni e i reality show non sta vendendo solo sport, sta vendendo la possibilità di scommettere su qualunque cosa accada, e la profondità dei mercati sportivi si costruisce anche con quella mentalità.
Sul MMA, come per gli altri marchi della lista, la profondità del listino è cosa da verificare direttamente nel palinsesto: la descrizione dell’app non entra nel dettaglio delle arti marziali miste. Quello che si può dire con certezza è che un palinsesto con scacchi, golf e ciclismo ha una logica inclusiva, e che una disciplina con una base di appassionati come l’MMA ha buone probabilità di trovarvi spazio. Le probabilità non sono una garanzia, e nessuno dovrebbe trattarle come tale.
Il verdetto su Eurobet è quello di un operatore per chi vuole trovare qualunque mercato nello stesso posto. La larghezza ha un costo, e il costo è l’attenzione: un catalogo che include eventi di ogni tipo è un invito a scommettere su cose che non si conoscono, e la quota su un evento televisivo non è più facile da indovinare di una quota su un incontro di MMA. Chi legge il palinsesto come un catalogo di opportunità ha la mentalità giusta; chi lo legge come un menù, meno.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che il concessionario ha inserito nel palinsesto approvato da ADM: la giocata è accettata unicamente su questi. Il palinsesto raccoglie eventi sportivi, corse dei cavalli e anche eventi non sportivi, e gli incontri vengono aggiunti uno alla volta dall’agenzia. Non è un listino aperto alle competizioni mondiali, e per il MMA il combattimento va verificato direttamente in quel programma.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si prende il numero di concessione e la società concessionaria dalle condizioni dell’operatore, e si confrontano con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it. La verifica è gratuita e richiede pochi minuti. Attenzione però: comparire nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive, perché il registro non distingue i giochi autorizzati.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Dieci euro puntati a quota 2,50 restituiscono 25 € se la giocata vince, dei quali 15 € sono profitto netto e 10 € sono la puntata restituita. Su una multipla le quote delle singole gambe vanno moltiplicate tra loro, e il prodotto finale è la quota totale del biglietto.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende il reciproco di quella somma: il risultato è la quota-parte che il mercato restituisce. Il margine è ciò che resta fino al 100 %. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la parte restituita è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, con una fascia di oscillazione legata all’arrotondamento delle quote.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui giochi raccolti da un concessionario ADM l’imposta unica è pagata dal concessionario, non dal giocatore: le vincite sono tassate alla fonte e il giocatore non deve dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore, e in ogni caso conviene consultare un commercialista. Le cose cambiano radicalmente se la vincita arriva da un sito privo di concessione: per l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, quei proventi sono redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, dichiarabili anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, e non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile al momento della registrazione, e gli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzare un limite serve un’attesa di sette giorni. Il limite di deposito che ADM stabilisce nella gara di concessione non è noto, e non è una cifra unica valida per tutti gli operatori.
Tennis, motori e sport individuali – scommessepagamento
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