Glossario delle scommesse sportive 2026 — il prezzo nascosto dietro ogni termine
Ottobre 30, 2026 — dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sui termini e condizioni pubblicati dagli operatori.
Chi cerca un glossario delle scommesse sportive si aspetta un elenco: quota, multipla, sistema, cash out, una parola e una riga di spiegazione. Va bene, ma l’elenco da solo non serve a niente, perché dietro ogni parola c’è qualcuno che incassa e qualcuno che paga, e le due parti non sono mai la stessa persona. Il codice a cinque cifre che apre l’elenco qui sotto — 16020, 16030, 16048 — è la voce più importante e la meno spiegata: senza quel numero, in Italia, il sito su cui stai per mettere i soldi non ha nessun obbligo verso di te, non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi e, se ti va male, non hai nemmeno un tribunale italiano davanti a cui discutere. Le voci che seguono hanno questo taglio: non cosa significa una parola, ma quanto ti costa.
Concessione ADM: il numero che vale più di ogni quota
La parola «concessione» circola ovunque e quasi nessuno la usa correttamente. Non è una licenza che si compra, non è un attestato che si rinnova quando scade: è il risultato di una gara pubblica, e chi la ottiene la esercita per un tempo fissato. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è il testo che riordina il settore: all’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione, dal comma a) delle scommesse a quota fissa su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e sulle corse dei cavalli fino alla lettera f) del bingo, passando per il betting exchange (lett. e), i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d) e il gioco dell’ippica nazionale, che nella lettera c) ha una voce separata.

Questa numerazione sembra burocrazia pura. È invece la ragione per cui il marchio più famoso d’Italia può raccontarti di sé tutto quello che vuole, e non per questo essere un bookmaker sportivo.
L’art. 6, comma 3 fissa a nove anni la durata massima della concessione, senza rinnovo, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. La lettura dell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza del 25 ottobre 2026 restituisce 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una sola società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare su Eurobet, su Bwin e su Gioco Digitale. La concessione è per sito, mai per azienda.
Qui sta il primo costo, ed è un costo di lettura. L’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi copre quella concessione: chi è autorizzato può avere in mano sport, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo nelle combinazioni più varie, e il suo nome compare uguale in tutti i casi. Trovare il marchio nell’elenco non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive. Lo dimostra il suo sito, il suo palinsesto, la sua offerta. E una presenza in una classifica, per quanto curata, non è una concessione: sono due cose diverse che si assomigliano abbastanza da ingannare un lettore distratto.
Cosa ADM fissa davvero e cosa resta in bianco
Il decreto non è solo una lista di divieti. All’art. 15, comma 1 mette nero su bianco gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita (lett. a), limiti sugli importi depositati in un periodo definito che il concessionario stesso calibra su età e comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM (lett. b), messaggi automatici su durata e spesa (lett. c), strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto (lett. e) e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno (lett. f).
Il comma 2 aggiunge un obbligo che quasi nessun giocatore nota: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Soldi che esistono, che vengono spesi, e che non compaiono in nessuna pagina promozionale.
Dove la legge tace è altrettanto interessante. Un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che mordono davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore stesso sceglie in registrazione. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota. Anche la disciplina dei mercati live — ritardi, eventi ammessi, mercati disponibili — non è un elenco pubblico e consultabile: il live lo offre ogni operatore grande, ma quali mercati e con quali regole lo decide il palinsesto approvato, evento per evento. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi sportivi, compresi quelli ippici, e non sportivi con i relativi tipi di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può giocare solo su eventi che stanno lì dentro. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga, nessuno lo rende pubblico in anticipo.
Autoesclusione: cosa succede quando il RUA ti prende in carico
L’autoesclusione è la voce del glossario che nessuno vuole usare, ed è quella che conviene capire prima delle altre. Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e alle sale fisiche. Una volta iscritti, la richiesta non vale solo per il sito su cui l’hai fatta: vale per tutto il circuito autorizzato in Italia.
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due formulazioni non è un dettaglio redazionale: la prima è la struttura rigida dei blocchi brevi e lunghi, la seconda è il ventaglio più fine che si è aggiunto con le forme parziali di esclusione entrate in vigore all’inizio di febbraio, quando la stampa specializzata ha riportato l’avvio delle forme di esclusione per singola categoria di prodotto previste dall’art. 15, comma 1, lett. e). Chi vuole uscire solo dal casinò e tenersi le scommesse sportive ha oggi una casella in più, e il blocco totale resta l’altra strada.
C’è poi il conto che l’autoesclusione presenta ai siti senza concessione: zero. Un marchio offshore non è collegato al RUA e non ha nessun modo di sapere che sei iscritto. Il paradosso è tutto qui: il registro che dovrebbe proteggerti ti protegge esattamente nella misura in cui stai dalla parte regolare del mercato, e ti lascia completamente scoperto proprio dove il controllo non arriva.
Giocare senza identità non è possibile: SPID, CIE e i 30 giorni
Il conto di gioco si apre solo con identificazione piena. Non è una formalità: è la ragione per cui ogni vincita pagata da un concessionario ADM è tracciabile, e la ragione per cui un marchio senza concessione non ti chiederà mai niente — perché non ha niente da verificare verso nessuno.
Il percorso ordinario è il modulo di registrazione con copia di un documento. Accanto ci sono le vie digitali. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, oltre alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet consente la stessa cosa tramite CIE attraverso un provider SPID. L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il costo pratico arriva quando salti il passaggio digitale. Senza SPID, il conto va validato entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori: oltre quella soglia il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni non sono molti per chi apre l’account a Ferragosto e poi parte, e una vincita ferma dietro un documento mancante è esattamente il tipo di problema che nessuna quota, per quanto alta, compensa.
Le parole del movimento: singola, multipla, sistema, cash out
Un glossario che si rispetti deve togliere di mezzo qualche confusione. La singola è una giocata su un esito solo. La multipla lega due o più esiti in un biglietto unico e moltiplica le quote: il prezzo finale è il prodotto delle singole quote, e cresce in fretta, ma cresce anche la probabilità che una delle gambe salti. Il sistema è una struttura di combinazioni costruita su un gruppo di esiti, e costa più di una multipla perché costa più di una giocata: si pagano tutte le combinazioni che il sistema prevede, ed è proprio questo che lo rende, in pratica, l’opzione più cara del banco. Il cash out è la chiusura anticipata di una giocata ancora aperta, e va detto chiaramente: la cifra che il bookmaker ti propone per chiudere è una sua proposta, non un diritto che vantano il tuo biglietto o la tua quota.
Sui mercati il vocabolario è altrettanto concreto. Il DNB, draw no bet, è il mercato con rimborso in caso di pareggio. Il GG/NG è goal/no goal, l’Under/Over è la linea sopra o sotto un numero di reti, l’handicap sposta il risultato di partenza, il combo impacchetta più esiti in una voce sola, il betting exchange — punta e banca — è il gioco in cui il giocatore può fare il bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto due parti in forma anonima, previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u). La quota fissa è il prodotto centrale delle scommesse sportive, il totalizzatore è l’altra cosa: la legge lo prevede, ma se un marchio online offra oggi un totalizzatore sportivo non risulta.
Due voci minori meritano una riga perché confondono più di quanto non sembri. Gli «eventi simulati» sono scommesse su eventi sportivi generati dal computer o su gare ippiche mostrate in animazione o con una registrazione, definiti all’art. 2, lett. v) e ammessi dentro una concessione sportiva: sulle app li trovi nella sezione «Virtuali». L’ippica, invece, sono due cose in due punti diversi della legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le altre giocate a totalizzatore elencate all’art. 2, lett. h) — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un libro online accetti oggi i totalizzatori di ippica nazionale, non risulta.
Cosa c’è dentro una quota, e quanto resta al banco
2026 non è un anno in cui le quote si siano fatte più generose. Una quota decimale è un moltiplicatore, e dentro quel moltiplicatore è già incassato il margine del bookmaker: la somma delle probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato supera sempre il 100 %, e la differenza è quello che il banco tiene.
Il caso più semplice è un mercato a due esiti, e per spiegare il meccanismo serve un esempio e non un prezzo quotato: due esiti a quota 1,90 e 1,90. La probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè circa 0,5263; sommate, le due probabilità fanno circa 1,0526. La quota di ritorno del mercato è il reciproco di quella somma, quindi 1 diviso 1,0526, ossia circa il 95 %, e il margine del bookmaker — quello che resta a lui di ogni unità giocata su questo mercato — è la parte restante, intorno al 5 %. Il band è questo, e va letto con la sua condizione: vale per un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, su un mercato reale di uno dei concessionari in elenco, e si sposta appena una delle due quote cambia. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 la stessa aritmetica dà un margine più alto, perché tre probabilità implicite sommate lasciano più spazio al banco; su un mercato con una quota molto sbilanciata il margine può essere più contenuto o più largo, e in nessun caso è lo stesso numero. Chi legge una quota 1,90 e la percepisce come «quasi una parità» sta leggendo il proprio ritorno, non la propria probabilità: sono due cose diverse, e la differenza tra le due è esattamente il costo della scommessa.
Quanto entra davvero in tasca a chi vince
La voce successiva è quella che fa più rumore nei forum e meno nei regolamenti. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta sta sul concessionario: la lettura che circola sulla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 è quella delle vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale delicata fa bene a consultare un commercialista invece di fidarsi di una riga letta in rete.
L’imposta che il concessionario paga è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, non risulta.
Il quadro cambia completamente se il sito non ha concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Il tutto va letto come interpretazione dell’Agenzia, non come consulenza fiscale.
Il conto della matematica: quanto costa rigiocare un bonus
Il bonus di benvenuto è il posto in cui il costo di una voce del glossario diventa aritmetica pura. Il primo passaggio è il rigioco: il numero di volte che una somma va rigiocata prima che il bonus si liberi. Su un bonus da 100 € con giro di 3 volte, il volume da giocare è 300 €; se il taglio tipico della giocata è 1 €, sono 300 biglietti, sempre che ogni biglietto rispetti la quota minima richiesta, perché sotto quella soglia la giocata non conta. Il secondo passaggio è il costo medio di quel volume, e qui entra il margine: applicato ai 300 € di volume, un margine intorno al 5 % lascia sul tavolo, in media, circa 15 €. È una stima, non una previsione: è il risultato medio su un numero alto di giocate alle condizioni descritte, e non dice niente sull’esito di una singola giocata né su quanto quel bonus vincerà. Dice una cosa sola, ed è quella che conta: una promozione da 100 € con giro di 3 volte costa, in media, qualcosa come quindici euro di margine, e da lì in poi il bonus comincia a essere quello che sembrava.
Normativa, vigilanza e giurisdizione: perché la concessione è la voce che conta
Il capitolo più costoso del glossario è quello che riguarda cosa succede quando il sito non ha il numero. Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illecito. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legato ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalla stampa specializzata sull’ordine del 24 settembre 2025, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Poi c’è il lato che riguarda il giocatore, ed è quello che nessuno legge volentieri. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa lo cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona allo stesso modo anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Il confronto onesto tra le due strade è questo, e non ha bisogno di fronzoli. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano davanti a cui discutere. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose: è esposto al blocco DNS, e secondo l’ADM espone il giocatore a una sanzione penale. Il registro dei pagamenti dell’art. 22, comma 1 — un regolamento concertato con la Banca d’Italia per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione — esiste come previsione, ma la sua entrata in vigore non è confermata.
Dove entrano i soldi: depositi, ricariche e prelievi
Il denaro che entra nel conto passa per due strade, e la seconda è tipicamente italiana. La prima sono i binari ordinari che le pagine di confronto mostrano sugli operatori ADM: carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti dal tabaccaio tramite SisalPay e Mooney. L’elenco proprio di ogni operatore sta nei suoi termini, e cambia da un marchio all’altro: una carta che funziona su un conto può non funzionare sul vicino, e vale la pena controllare prima, non dopo.
La seconda strada sono i «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Il punto vendita non può pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il soffitto settimanale è la parte da tenere a mente: se pensi di ricaricare in contanti dal tabaccaio, quella cifra è il tetto, e non è trattabile allo sportello.
Sul resto la trasparenza latita. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e nessuno statuto che nomini binari approvati risulta. Le tempistiche di prelievo, i massimali di incasso e le commissioni di ogni singolo marchio stanno nei suoi termini, e sono la prima riga da leggere prima di scegliere dove depositare.
Cosa dice la pubblicità, e cosa non può dire
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le parole del testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Le pieghe di questa regola sono più interessanti della regola. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3): la via per farsi vedere senza pubblicizzarsi passa dalla responsabilità. L’ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.
La cronaca del 2025 e del 2026 è mista. L’AGCOM ha registrato zero sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 che avrebbe rimosso il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — l’esito non risulta, e il divieto è in vigore.
Sui bonus la stessa regola non tocca: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un’offerta; nessun tetto statale sui bonus e nessun tetto sul rigioco risulta, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Che è esattamente il motivo per cui la sezione successiva è fatta di numeri e non di promesse.
Concessione o apparenza: come si giudica un bookmaker
Il criterio che conta non è quanti mercati ha un marchio, né quanto è bella la sua app. La prima domanda è se quel marchio sta sull’elenco ADM con un codice suo, perché da lì discendono gli obblighi: identificazione, limiti, RUA, supervisione. La seconda è cosa i suoi termini dicono sul tema che ti interessa — il limite di deposito, la durata di un bonus, la quota minima per far valere una giocata. La terza è se la sua offerta sportiva esiste davvero, perché l’elenco non lo dice.
Su queste tre domande la tabella qui sotto confronta i dieci concessionari in ordine di codice di concessione: la colonna centrale è il numero e la società che lo esercita, quella di destra è ciò che i termini e le schede di prodotto di quel marchio dichiarano sull’argomento. Dove una cella non ha un dato, resta vuota: non c’è niente da spiegare, c’è solo un punto che si verifica sui termini dell’operatore.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | My Combo combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Il bonus cash del Benvenuto Sport è il 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Tra i mercati di calcio figurano 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata e Tempo con più Gol |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi a quota minima 2.00 per evento |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
La colonna di destra non racconta quanto sia generoso un marchio. Racconta cosa quel marchio ha messo per iscritto: c’è chi si distingue per un ventaglio di mercati, chi per uno strumento di combinazione, chi per un meccanismo di autoesclusione più fine degli altri. E il numero di concessione, così vicino tra 16007 e 16048, ricorda che il diritto di stare sul mercato italiano non si eredita da un marchio famoso: si vince a gara, per sito, e scade.
I dieci concessionari: quanto costa ciascuno, voce per voce
Sisal — l’app che porta il negozio in tasca
Sisal Italia S.p.a. esercita la concessione n. 16020 sul sito Sisal. La cosa che distingue questo marchio dalle app degli altri non è un mercato né una quota: è il rapporto con la rete fisica. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
Per chi vive vicino a una ricevitoria, questo è un ponte con un vantaggio concreto: il prelievo in contanti allo sportello evita il passaggio bancario e i suoi tempi, e la scansione della schedina chiude il dubbio sull’esito nel momento in cui lo incontri. Per chi invece gioca solo da telefono e non ha una ricevitoria a portata di mano, la funzione resta una riga di manuale che non userà mai: il valore di un’app che dialoga col negozio dipende da quanto il negozio è vicino.
Il verdetto sta lì, e non è una questione di quota. La funzione che rende Sisal riconoscibile è anche la sua unica vera condizione d’uso: chi non passa dal punto vendita sta scegliendo un’app come le altre, e farà meglio a confrontarla sugli strumenti di controllo del gioco, dove il marchio non ha niente di più da mostrare degli altri.
bet365 — mercati a volontà, controllo del gioco in secondo piano
Hillside (New Media Malta) Plc compare sull’elenco con la concessione n. 16030 per bet365. L’offerta è quella di un marchio che punta tutto sull’ampiezza: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una dotazione ordinata — pausa, limite, avviso, esclusione, più il numero verde — e conviene dire che il Telefono Verde è un servizio pubblico, non un fiore all’occhiello del marchio.
Il punto critico è un altro, e ha a che fare con il costo di un’interfaccia ricca. Un Bet Builder+ che vive anche live premia chi gioca in fretta: ogni combinazione costa più di una singola, e la facilità con cui si costruisce un biglietto complicato è la facilità con cui si costruisce un biglietto più caro del previsto. Chi tiene un limite di versamento basso lo ha già capito; chi non l’ha ancora impostato lo imposti prima di iniziare a comporre.
AdmiralBet — i limiti che si scelgono in registrazione
Admiral Bet S.r.l. esercita la concessione n. 16048 su AdmiralBet. La particolarità di questo marchio non è il prodotto, è la meccanica dei tetti. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quella asimmetria — sette giorni per alzare, zero per abbassare — è la parte dell’offerta che vale la pena capire. Serve a proteggerti da te stesso, ed è anche il motivo per cui il limite va scelto con calma alla prima schermata: un tetto messo troppo in basso in un momento di prudenza si trascina dietro una settimana di attesa per essere corretto, e una settimana è esattamente il tempo in cui il calendario sportivo fa le cose che ti interessano.
Accanto ai limiti, la voce dell’autoesclusione: le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il ventaglio corto e il ventaglio lungo convivono, e la revoca a nove mesi è la modifica più sostanziale introdotta dalle forme più recenti.
La conclusione, qui, è una questione di chi paga l’attesa: chi vuole un tetto di ricarica basso e un margine di manovra ragionevole trova in questa struttura la cosa più concreta del marchio, sempre che accetti di decidere i numeri in un colpo solo, al primo accesso, senza poterli ritoccare in fretta.
SNAI — la quota unica della My Combo
Snaitech Spa tiene la concessione n. 16032 per SNAI. Il marchio è uno di quelli con una storia lunga nella rete fisica, e l’app lo ricorda in una funzione precisa: si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket.
Il pezzo di prodotto più interessante è però un altro. My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. La differenza rispetto a una multipla tradizionale è sottile e va detta: qui la combinazione nasce dentro la stessa partita, e l’unione con altri My Combo avviene dopo. Il risultato è una struttura a due piani, e ogni piano moltiplica la quota.
Il costo sta nella parola «unica». Una quota sola per un biglietto solo significa che ogni pronostico comanda il prezzo finale, e che basta un errore per azzerare il rendimento di tutto il resto: il meccanismo premia chi azzecca l’intera costruzione e non paga nulla per chi ne azzecca quasi tutti. Chi usa le My Combo per gioco piccolo ci sta dentro bene; chi ci mette l’importo della multipla classica sta pagando una struttura più complessa con lo stesso budget, e la complessità non è gratis.
Planetwin365 — dove lo sport da guardare non è solo calcio
Pwo S.p.a. compare sull’elenco con la concessione n. 16007 per Planetwin365. Il marchio si distingue per una cosa semplice e spesso trascurata: offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il dettaglio non è il numero degli eventi, è la loro composizione. Tennis tavolo e pallavolo sono sport che le televisioni trattano poco e che il live streaming rende visibili: per chi segue quelle discipline, la differenza tra un bookmaker e un altro non è la quota sulla Serie A, è la possibilità di guardare la partita mentre la si gioca.
Per chi il calcio lo guarda altrove, invece, lo streaming è una funzione neutra. Il rischio del live è noto e qui vale come altrove: seguire un evento in diretta invoglia a giocare dentro l’evento, con mercati che si aprono e si chiudono in pochi secondi e prezzi che si muovono mentre li guardi. Lo streaming non è una spesa, ma la frequenza delle giocate che incoraggia lo è, e un tetto di spesa settimanale è la contromisura ovvia.
William Hill — il bonus cash con le sue condizioni in chiaro
William Hill Malta Plc esercita la concessione n. 16044 su William Hill. Le condizioni scritte dal marchio valgono la pena di essere lette per intero, perché sono il miglior esempio di quanto un’offerta sia meno semplice del suo titolo.
Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus cash scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00; i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. L’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio; le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta.
Fermiamoci sul titolo e sulla sua aritmetica. Un «100 %» che vale fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €, richiede una multipla di almeno cinque selezioni a quota minima 5.00 solo per sbloccare le tranche: la quota minima per il requisito di puntata è la condizione che pesa più di tutte, perché una multipla da cinque eventi a quota almeno 5.00 è un biglietto che statisticamente paga poco spesso. La restrizione sui metodi di deposito completa la lista: chi ricarica con uno dei metodi esclusi non ha diritto a niente, e lo scopre spesso solo dopo aver depositato.
C’è anche l’Extra Bet Club: assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La condizione settimanale — 20 € di multipla, cinque eventi, quota totale 10.0 — è più onerosa di quanto il nome «club» lasci intendere.
Il verdetto su questo marchio è il contrario dell’immagine che il marchio si dà: il valore non sta nella generosità dell’offerta, sta nella precisione con cui le condizioni sono scritte e nel fatto che ti dicono in anticipo quando quella promozione è, per il tuo modo di giocare, una promozione a cui non conviene partecipare.
Goldbet — il catalogo più ampio della lista
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, esercita la concessione n. 16009 su Goldbet. Tra i mercati di calcio indicati dal marchio ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.
Questo è il punto in cui la ricchezza del catalogo smette di essere un vanto e diventa un conto. Ogni mercato in più è una decisione in più, e i mercati speciali — il minuto del primo goal, chi segna per primo, chi segna per ultimo — sono quelli con la probabilità implicita più alta e con il margine del banco più largo: sono i mercati su cui si paga il prezzo più caro per la soddisfazione di un pronostico preciso. Il 1X2 resta l’ingresso a costo minore, non perché sia facile, ma perché è il mercato su cui il banco rinuncia a più margine per restare competitivo.
Nessuno legge l’elenco dei mercati come un listino. Dovrebbe: sotto ogni voce speciale c’è una quota che incorpora un margine più alto, e chi passa la serata a inseguire «chi segna per ultimo» paga, sommando le giocate, il prezzo di un intrattenimento che credeva gratuito.
BetFlag — il bonus senza deposito e la sua conversione
Betflag S.p.a. tiene la concessione n. 16008 su BetFlag. Il marchio si distingue per due cose: i modi di aprire il conto e un bonus senza deposito con un funzionamento a tappe.
Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Il titolo «senza deposito» non è falso, ma va letto alla lettera: dieci euro non si prelevano, si giocano in una scommessa sola con quota totale minima 5.00, e i tre giorni dall’attivazione sono il cronometro che decide se il bonus esiste ancora. La parte dei Fun Flag è un piccolo gioco nel gioco, con un fattore otto di puntate richieste per ciascuna tranche e una conversione che vale al massimo 25 €: chi apprezza la meccanica a obiettivi la troverà divertente, chi cerca denaro immediato troverà 10 € che diventano un impegno con termini stretti.
NetWin — il rigioco a due piani
Netwin Italia S.p.a. esercita la concessione n. 16035 su NetWin, e il marchio è quello che scrive le condizioni di rigioco più articolate di questo elenco — utile proprio perché mostra dove finiscono i tecnicismi.
Per sbloccare il bonus Sport-50 il marchio chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Dopo il giro di 3 volte, richiede un ulteriore rigioco 1x in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1.50 per evento e quota totale di almeno 5.00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni. La versione SPORT100 dell’offerta (MAC srl) prevede un bonus pari al 50 % del primo deposito fino a 100 €, con giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1.80 e rigioco 1x in 3 giorni.
Ci sono un requisito e una scadenza, e poi ce ne sono altri due sopra. Il secondo piano è la parte che sfugge: dopo aver completato il giro, la somma va rigiocata ancora una volta in una multipla di almeno quattro eventi, a quota minima 1.50 per evento, solo sull’Esito Finale, in tre giorni. Chi ha letto solo il primo passaggio crede di aver finito e non ha finito. Le esclusioni completano il quadro — sistemi, antepost, live e biglietti con cash out attivo non contano — e restringono il campo a un tipo di giocata preciso.
Su questo marchio il giudizio si fa sulla leggibilità, non sulla convenienza: le condizioni ci sono, sono dettagliate e sono la ragione per cui leggere i termini prima di depositare non è una raccomandazione di rito ma la sola difesa che il giocatore ha.
Eurobet — il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale esercita la concessione n. 16012 e, sull’elenco ADM, compare anche su Bwin e su Gioco Digitale: tre siti, una società, tre concessioni distinte. È l’esempio più chiaro del fatto che la concessione è legata al sito e non all’azienda.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È un catalogo che allarga il campo oltre lo sport, e va letto per quello che è: gli eventi di spettacolo e di politica sono mercati in cui la «forma» che il giocatore crede di conoscere — la popolarità di un concorrente, l’esito di una tornata elettorale — non ha nessun rapporto con la probabilità che il banco ha già prezzato, e la sensazione di sapere qualcosa è il più vecchio dei costi nascosti.
Il resto del marchio è solido e poco eccentrico: una concessione tra le più basse per numero, una copertura sportiva ampia, tre siti da governare. Chi gioca sui grandi campionati trova qui tutto quello che serve; chi cerca un margine più stretto su un mercato preciso deve guardare i prezzi, non il palinsesto.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, dove ogni riga porta un codice e un solo sito .it: la lettura del 25 ottobre 2026 ne contava 52, con codici da 16000 a 16051. Il nome sull’elenco però dice solo che quella società può offrire giochi a distanza: le scommesse sportive le conferma il sito dell’operatore, non la lista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto netto, perché la puntata rientra. In una multipla le quote si moltiplicano tra loro e danno un prezzo unico, mentre nella freebet il discorso cambia: la puntata del bonus di norma non torna indietro.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Due esiti a 1,90 danno circa 1,0526: il reciproco è un ritorno di mercato intorno al 95 %, quindi il margine è all’incirca il 5 %, e vale solo per quel mercato a due esiti con quelle quote.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Non esiste un tetto unico fissato dalla legge: il limite lo scegli in registrazione, su base giornaliera, settimanale o mensile, insieme ai tetti di spesa e di tempo di gioco. Un limite abbassato vale subito, uno alzato richiede di norma sette giorni, come confermano le condizioni degli operatori.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta è a carico dell’operatore, quindi il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla; è una ricostruzione che la stampa di settore riporta e che conviene confermare con un commercialista. Su un sito senza concessione, invece, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Chi gioca su un marchio privo di concessione non ha il RUA, la vigilanza dell’ADM né i limiti obbligatori, e secondo l’ADM stessa il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi previsti dall’art. 4 della Legge 401/1989. Quei siti, inoltre, vengono oscurati a livello DNS.
Mercati, regole e glossario – scommessepagamento
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