VIP scommesse in Italia — chi ha davvero la concessione e cosa comporta giocarci
La parola «vip» applicata alle scommesse promette qualcosa che non esiste: nessun conto privilegiato, nessuna corsia riservata, nessuna quota diversa da quella che vede chiunque altro. Quello che esiste in Italia è una concessione dello Stato, rilasciata per singolo sito e non per marchio, e un mercato dove la differenza vera la fanno i limiti, i tempi e le condizioni scritte — non l’etichetta. Quello che segue è il percorso di chi vuole scegliere un bookmaker legale: prima la mappa, poi le regole, poi le tutele, infine i dieci concessionari del confronto.
Verificato il Ottobre 30, 2026 sulle concessioni pubblicate da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Che cosa significa davvero cercare scommesse «vip»
Chi digita «vip scommesse» di solito ha in testa due cose diverse, e conviene separarle subito. La prima è un’idea di esclusività: quote riservate a pochi, trattamenti speciali, margini che gli altri non vedono. La seconda è un’idea di affidabilità: un posto dove i soldi sono al sicuro e le regole non cambiano a metà partita. Solo la seconda ha un fondamento nel mercato italiano, e per una ragione molto semplice: le quote di un bookmaker con concessione sono pubbliche, uguali per tutti, e ciò che le distingue è quanto il concessionario trattiene su ogni mercato, non chi sta dall’altra parte della schedina.

Il punto di partenza è un elenco, non un giudizio
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che l’Italia continua a chiamare anche AAMS, tiene un elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito sotto il dominio .it. È questo, e soltanto questo, il test che stabilisce chi può accettare una scommessa da un giocatore in Italia. Una presenza in una classifica, in una recensione o in un comparatore non è una concessione, e non lo diventa per il numero di volte in cui viene ripetuta.
Concessione per sito, non per marchio
Qui sta la trappola più comune per chi si avvicina al mercato. La concessione viene assegnata al singolo sito, non all’azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, gestisce Eurobet ma anche Bwin e Giocodigitale: tre siti, un solo concessionario, tre concessioni distinte. All’inverso, marchi che il pubblico percepisce come italiani e solidi possono stare dietro società dal nome completamente diverso — Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi controlla il nome del concessionario nel contratto sa con chi sta firmando davvero; chi guarda solo il logo no.
Un nome sull’elenco non significa scommesse sportive
L’elenco di ADM non ha una colonna che dica quali giochi offre un concessionario. Un’autorizzazione può coprire, in qualunque combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori e bingo. Molti marchi del confronto sono nati sul casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo. Che un sito sia autorizzato non dimostra quindi che accetti una scommessa su una partita: lo dimostra il suo palinsesto, cioè l’elenco degli eventi e dei tipi di giocata che il concessionario predispone e che ADM approva. Il palinsesto è la seconda verifica, e va fatta sul sito, non sull’elenco.
Le tre strade che un giocatore italiano ha davanti
Alla fine la scelta si riduce a tre percorsi, e ognuno ha un costo preciso. Il primo è un concessionario ADM: si gioca sotto vigilanza italiana, si entra nel sistema di tutele, e si paga quel sistema con un margine che il bookmaker applica alle quote. Il secondo è un sito estero senza concessione: si trova nei risultati di ricerca, mostra una licenza straniera che in Italia non vale nulla, e non ha né RUA né gli strumenti di limite obbligatori. Il terzo è il punto vendita fisico, la ricevitoria o il corner di un bookmaker, dove l’identificazione avviene allo sportello e il conto di gioco è un’opzione. Nessuna delle tre è gratis: la prima costa in margine, la seconda costa in protezione, la terza costa in comodità. Chi sa quale dei tre costi è disposto a pagare ha già risolto la scelta.
Che cosa dice la normativa italiana
Il quadro di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il testo ha sostituito l’idea di licenza aperta con quella di concessione: non si chiede un permesso e si apre, si partecipa a una gara pubblica e si vince il diritto di gestire il gioco per un periodo definito.

La gara, i numeri e la scadenza che conta
L’articolo 6, comma 3, del decreto fissa in nove anni il periodo massimo durante il quale i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi elencati al comma 1, e precisa che non è previsto rinnovo. Non è un dettaglio burocratico: significa che il settore si riapre periodicamente, che i concessionari di oggi hanno un orizzonte e che chi costruisce un rapporto con un bookmaker sta scegliendo un soggetto la cui autorizzazione ha una data di fine. La gara indetta a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
I requisiti richiesti sono anch’essi parte del testo: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara, come prevede l’articolo 6, comma 5. Gli articoli 4, comma 3, e 5, comma 3, congelano invece, per tutta la durata del rapporto, le condizioni della concessione e il regime fiscale. Tradotto per il giocatore: il costo che l’operatore sostiene non cambia a metà strada, e le condizioni che il concessionario può praticare sono anch’esse stabili.
Quali partite si possono giocare
L’articolo 6, comma 1, elenca cosa può essere offerto a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale del mercato; il totalizzatore è previsto dalla legge, ma non risulta quali marchi online lo offrano.
C’è poi un vincolo che sfugge quasi sempre a chi scommette: si può giocare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM autorizza gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Il palinsesto non è quindi un catalogo libero che il bookmaker allunga a piacere, ma un elenco approvato, e questo spiega perché certi tornei minori compaiono su alcune piattaforme e non su altre.
Il caso a parte delle scommesse live e dei virtuali
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e su di esse la legge non dice ciò che un giocatore si aspetterebbe: le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono qui note, e non esiste un elenco ufficiale dei mercati live. I virtuali, invece, hanno una definizione precisa: l’articolo 2, lett. v), descrive le scommesse su eventi simulati come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Non è un’appendice: è una categoria riconosciuta, ed è il motivo per cui nei confronti fra operatori la sezione Virtuali pesa quanto quella sul calcio.
L’ippica merita una riga a sé, perché nella legge è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, come li definisce l’articolo 2, lett. h) — richiedono una concessione propria, e non è dato sapere se qualche marchio online li offra.
Puntare è legale, pubblicizzare è vietato
Il Decreto Dignità, all’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa e internet. La formulazione è di ADM stessa, che la cita il 28 febbraio 2024. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro in movimento aiuta a capirlo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica della norma. Una proposta di modifica presentata da Forza Italia in occasione della legge di bilancio 2026, per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto resta in vigore. Va detto con chiarezza perché è il punto che più spesso viene frainteso: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste alcun tetto statale né al bonus né ai requisiti di puntata. Le condizioni le scrive il concessionario, e vanno lette lì.
La tassazione, dal lato di chi raccoglie e dal lato di chi gioca
Sulle scommesse sportive a quota fissa il concessionario paga l’imposta unica disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e quelle vinte. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport, per portare le aliquote al 21 % e al 25 %, non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore la conclusione pratica è più corta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa, l’imposta è prelevata alla fonte e nulla va dichiarato. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo vale la pena di consultare un commercialista se la cifra è importante. Il discorso cambia radicalmente per chi gioca su un sito estero senza concessione: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, considera quelle vincite «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche se il sito è registrato o ospitato all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, la lettura corretta è che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non si tratta di consulenza fiscale.
Il sito senza concessione, e che cosa rischia chi ci gioca
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la tenuta di due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.
L’efficacia del meccanismo è relativa, e va detta com’è. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore in riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «eliminati».
C’è poi il lato che quasi nessun comparatore mette in evidenza: la responsabilità del giocatore. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, lo scrive senza giri di parole richiamando l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti; quello che è noto è che la regola esiste ed è scritta dall’autorità stessa. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto sta qui, e non è una questione di gusti. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano se qualcosa va storto. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo: è esposto al blocco DNS e, per come lo descrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Chi sceglie il secondo percorso lo sceglie sapendo cosa lascia per strada, non credendo di aver trovato un’offerta migliore.
Gioco responsabile: gli strumenti che un conto ADM deve avere
La parte più interessante della normativa italiana non è quella che vieta, è quella che obbliga il concessionario a mettere in mano al giocatore gli strumenti per fermarsi. L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un operatore deve predisporre: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Nessuno di questi strumenti è un favore che il bookmaker concede: sono condizioni dell’autorizzazione.
Il limite di deposito si sceglie all’apertura, e non si alza in un minuto
All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica dei tempi è la parte che conta davvero: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. È un dettaglio pensato bene: il momento in cui si vuole alzare il tetto è spesso il momento in cui sarebbe meglio non poterlo fare. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota; quello che è noto è che il limite lo sceglie il giocatore, non il bookmaker, e che una volta scelto non si sposta a piacere.
L’RUA: che cosa blocca e che cosa non blocca
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più potente del sistema: chi vi entra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche. La durata la sceglie il giocatore, come richiede l’articolo 15, comma 1, lett. e), che prevede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto; una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, con durate che vanno da 7 a 270 giorni oppure indeterminate, con revoca possibile dopo nove mesi. Un esempio concreto di come i concessionari scrivono le durate è quello di Admiralbet, che nei propri termini indica l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.
Il punto che nessun comparatore dice abbastanza forte è l’altro lato del registro: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso resta perfettamente libero di aprire un conto su un .com estero, e lì nessuno lo fermerà. La protezione esiste nella misura in cui si resta dentro il perimetro autorizzato — è una cintura di sicurezza che funziona solo se allacciata al sedile giusto.
Identificazione, SPID e i trenta giorni
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due: il modulo con copia del documento oppure l’identificazione digitale. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. La differenza fra le due strade non è solo di comodità: chi arriva da SPID ha un conto pienamente operativo da subito, chi sceglie il modulo manuale entra in una finestra in cui può versare ma non necessariamente incassare, e i tempi del controllo documenti non li decide lui.
L’informazione come obbligo di spesa
L’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È una cifra modesta rispetto al giro d’affari, ma è un obbligo, e spiega perché le pagine di gioco responsabile dei concessionari italiani siano più curate di quelle di molti concorrenti esteri. Dentro questo perimetro sta anche il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo, l’800 55 88 22, che bet365 indica espressamente per i residenti in Italia accanto ai propri strumenti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Il punto vendita di ricarica, e i suoi due confini
L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie — iscritti in un registro che costa 100 € l’anno. Il loro compito è limitato e vale la pena di conoscerlo: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo. Chi pensa di usare il tabaccaio come sportello di prelievo ha capito male il meccanismo: il contante entra, non esce.
Sui binari di pagamento accettati, l’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. Le rails che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney; l’elenco effettivo di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che nomini binari approvati.
Che cosa guardare prima di iscriversi
Prima di aprire un conto, tre cose meritano trenta secondi ciascuna. La prima è il nome del concessionario nella pagina dei termini: se non c’è, o se c’è un codice di concessione che non compare nell’elenco di ADM del giorno, la partita è chiusa lì. La seconda è il limite di deposito proposto in fase di registrazione: se il sistema lascia il campo vuoto o suggerisce una cifra alta come impostazione predefinita, il giocatore sta fissando il proprio tetto nel momento di minor lucidità della giornata. La terza è la sezione dedicata al gioco responsabile: un operatore che la nasconde in fondo alla pagina non ha un problema tecnico, ha una scala di priorità.
Criteri di valutazione dei bookmaker con concessione ADM
Un confronto fra concessionari non può essere un elenco di marchi con una stella accanto. Le variabili che contano davvero sono poche e verificabili, e vale la pena di dichiararle prima di usarle, perché è questo che distingue una valutazione da una classifica comprata.
La concessione si legge sul contratto, non sul logo
Il primo criterio è il più banale e il più trascurato: numero di concessione e ragione sociale. Stanno nei termini del sito, e ADM pubblica l’elenco con i codici. Tutti e dieci i concessionari di questo confronto hanno un codice a cinque cifre che inizia per 16 e una società identificata. Non è una formalità: quei due dati sono l’unico modo per sapere chi risponde di un eventuale contenzioso, e cambiano l’impressione che un marchio dà di sé. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, William Hill Italia a William Hill Malta Plc. Chi si fida del logo si fida di un disegno.
La profondità del palinsesto
Il secondo criterio è quanto c’è dentro il palinsesto, e va letto con attenzione perché è la variabile su cui i bookmaker competono davvero. Non basta il numero di sport: contano la copertura dei campionati minori, la presenza dei mercati derivati — risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori — e l’ampiezza del live. Un palinsesto largo non è un pregio in sé, ma un palinsesto stretto è un limite concreto per chi vuole giocare qualcosa di diverso dall’1X2 sulla Serie A.
Il margine: la cifra che nessuno pubblicizza
Il terzo criterio è quello che il marketing non mette mai in vetrina, ed è il più importante. Il margine del bookmaker è la parte di ogni unità giocata che il mercato non restituisce, ed è visibile — a chi sa guardare — dentro le quote. Il calcolo è semplice: si convertono le quote in probabilità implicite, si sommano, e la somma che eccede il 100 % è il margine. Su un mercato a due esiti illustrativo, con entrambe le quote a 1,90, le probabilità implicite sono 1 diviso 1,90 per ciascun lato, cioè circa 52,63 % per lato: il totale arriva a circa 105,26 %, la quota di payout si ferma intorno al 95 % e il margine si aggira sul 5 %. È una stima, non un prezzo quotato: le quote reali di un mercato e di un bookmaker specifico vanno lette al momento della giocata, perché è lì che il margine cambia, e cambia anche da mercato a mercato — l’1X2 di un grande campionato, i mercati derivati e le combo non si prezzano allo stesso modo. Su un mercato a tre esiti, con il pareggio in mezzo, la banda tipica si sposta, e su una multipla i margini si compongono l’uno sull’altro: due mercati al 5 % diventano all’incirca un 9,75 % di trattenuta combinata, perché il payout del biglietto è il prodotto dei payout dei singoli eventi. Un solo numero per tutti i mercati è quindi una semplificazione, e va letta come tale.
Larghezza dell’offerta, virtuali e live
Il quarto criterio riguarda ciò che sta intorno alla scommessa classica: i virtuali, che la legge riconosce come categoria a sé, la presenza dell’ippica, le funzioni che permettono di chiudere una giocata prima della fine dell’evento, la disponibilità dello streaming per chi segue i mercati in diretta. Sono differenze che a molti giocatori non interessano e che per altri sono l’unica cosa che conta.
Il bonus si giudica dalla condizione, non dalla cifra
Il quinto criterio è il bonus di benvenuto, e qui bisogna resistere alla tentazione del numero grande. Un bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 € non è la stessa cosa di un bonus fino a 5.000 € accreditato su saldo, e nessuno dei due è la stessa cosa di un bonus di verifica da 5 € accreditato dopo il controllo dei documenti. Contano il tipo di credito, il deposito minimo, se esistono requisiti di puntata e quanto sono alti. Il «100 %» sta a significare una proporzione, non una fortuna: è la misura del deposito che l’operatore raddoppia, e il valore vera si vede solo dopo aver letto che cosa bisogna fare perché quel credito sia incassabile.
La tabella del confronto
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Conto gioco con depositi e prelievi anche via PostePay e PayPal; bonus e promozioni settimanali per i nuovi iscritti; Virtuali con calcio, trotto, galoppo e levrieri |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus di 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Multigoal, Cash Out; prelievi nel punto vendita |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei più Coppa Italia e Serie C, competizioni UEFA e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; My Combo con quota unica anche su sport diversi; oltre 3.000 eventi virtuali al giorno; Cash Out |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi; schedine raccolte in My Bets; depositi e prelievi dall’app |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Offerta di benvenuto Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE |
Quello che la tabella mostra meglio di qualunque commento è quanto poco le colonne si assomigliano. Nella colonna dell’offerta non c’è una sola riga che ripeta la precedente: c’è chi parla di eventi live, chi di un bonus di verifica da 5 €, chi di combo a quota unica, chi di scacchi e di elezioni politiche nel palinsesto. Un comparatore che riducesse tutto a «offerta di benvenuto» cancellerebbe l’unica informazione utile. E il margine, che è il costo ricorrente che il giocatore paga su ogni giocata, nella tabella non c’è per la buona ragione che nessun operatore lo pubblica: sta nelle quote, si calcola, e cambia da mercato a mercato.
I dieci concessionari del confronto
L’insieme che segue raccoglie dieci marchi presenti nell’elenco delle concessioni letto il 25 ottobre 2026. Ognuno ha una storia diversa, e la diversità è il punto: chi entra nel mercato italiano dal casinò, chi dall’ippica, chi dalla rete di negozi, chi dal prodotto mobile. Le condizioni elencate sono quelle che i termini e le descrizioni delle app dichiarano, e il giudizio è mio.
Lottomatica: la rete più larga, e la reputazione costruita in negozio
Lottomatica arriva alle scommesse sportive con una caratteristica che pochi concorrenti possono vantare: un radicamento fisico enorme, che nel mondo delle scommesse significa due cose molto concrete. La prima è la funzione Bet Scanner, che permette di sapere l’esito dei biglietti giocati al punto vendita inquadrandoli dall’app: chi ha giocato allo sportello per vent’anni di rado cambia abitudine, e questa funzione riduce di molto l’attrito. La seconda è la copertura dell’app, che mette insieme Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e lo streaming per seguire la partita giocando live.
Sul fronte dei pagamenti, il conto accetta fra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. La sezione Virtuali non è un riempitivo: comprende calcio, corse di cavalli di trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Lottomatica prevede inoltre bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Il rilievo critico sta proprio nella forza del marchio. Un operatore che vive di rete fisica tende a costruire l’offerta intorno a chi entra in negozio, e chi gioca solo da smartphone lo percepisce nel dettaglio dei flussi: la stessa funzione che premia il biglietto cartaceo non aggiunge nulla a chi apre e chiude schedine dall’app ogni sera. Chi ha un tabaccaio sotto casa e un conto Lottomatica ha il pacchetto che funziona meglio di tutti; chi non ci mette mai piede troverà lo stesso prodotto, ma senza il vantaggio che lo rende speciale.
William Hill: due strade per il benvenuto, e una vale più dell’altra
Il Benvenuto Sport di William Hill è l’esempio più chiaro di come la stessa promozione cambi valore a seconda di come ci si iscrive. Chi si registra con SPID riceve subito un bonus di 10 €: nessuna attesa, nessun documento da mandare, il credito è lì. Chi sceglie la registrazione manuale entra in un percorso diverso, con un bonus di verifica da 5 € accreditato dopo l’invio dei documenti, da effettuare entro 96 ore. Metà dell’importo, e per giunta condizionato a un passaggio che non tutti completano nei tempi.
La differenza non è solo di euro: è la prova che nel mercato italiano il canale di identificazione è diventato parte dell’offerta commerciale. Un operatore che premia SPID sta comprando identità verificate e sta scaricando sul giocatore la scelta fra due percorsi. Chi non ha SPID si trova a dover decidere se vale la pena di attivarlo per dieci euro — e la risposta, se l’identità digitale serve anche altrove, è probabilmente sì.
Il giudizio su William Hill non può prescindere da questa asimmetria: il marchio è solido e la concessione è in ordine, ma la porta d’ingresso migliore è quella digitale, e chi la ignora parte con metà del bonus e con un obbligo di tempo in più. È un’offerta che funziona bene per chi ha già SPID e un po’ meno per tutti gli altri.
Sisal: il prodotto più ricco del confronto, e il ponte con il negozio
Poche piattaforme italiane hanno un’architettura come quella di Sisal. La app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’accesso al conto gioco può avvenire anche con Touch ID, e le giocate si piazzano da mobile senza passare dal browser.
La parte più interessante sta nei mercati. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il versante Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e accanto alle scommesse sportive l’app mette ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. C’è poi un dettaglio che nessun concorrente replica allo stesso modo: con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La condizione è lineare e non nasconde trappole nella prima ricarica.
Quindici mila eventi live e streaming su quattro sport mettono Sisal nella fascia alta, e il prelievo allo sportello è un servizio che gli altri dieci non offrono. Il costo di questa ricchezza è di attenzione: un’app con casinò, virtuali, ippica e tipster a portata di pollice è costruita per far restare, e chi ha problemi di controllo sulla sessione di gioco farà meglio a tenere le notifiche spente che a fidarsi della propria disciplina.
Planetwin365: il palinsesto dei campionati seri
Planetwin365 costruisce la propria offerta intorno alla copertura, e le cifre lo dicono. La app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — insieme a competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È un palinsesto che non cerca l’effetto sorpresa ma la profondità: anche la Serie C e la Coppa Italia stanno lì dove molti concorrenti arrivano solo con il massimo campionato.
A questa ampiezza non corrisponde, sulla base di ciò che la piattaforma dichiara, una funzione distintiva paragonabile al Bet Scanner di Lottomatica o alla prenotazione in negozio di Sisal. L’app fa quello che deve fare: quote, risultati in diretta, sport in quantità.
La lettura è presto fatta. Chi cerca la partita di Serie C di domenica pomeriggio, il campionato tedesco di seconda fascia o una competizione europea minore trova qui una copertura che le piattaforme più orientate al calcio di vertice tendono a stringere. Chi invece vuole servizi accessori o un legame con la rete fisica guarda altrove: Planetwin365 è un bookmaker da scrivania, non da sportello.
SNAI: composizione delle giocate e una quota unica
SNAI entra nel confronto con due cose che parlano a chi costruisce biglietti. La prima è My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Chi ha provato a comporre a mano una multipla su mercati correlati sa quanto la quota unica cambi l’esperienza: sparisce la sensazione di stare incollando pezzi diversi. La seconda è l’ampiezza dell’offerta di base: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Sul versante virtuale SNAI propone oltre 3.000 eventi al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre alle scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. La gestione del conto passa dall’app, dove si ricarica con più modalità, e c’è un dettaglio da retail classico: un biglietto giocato in un punto vendita SNAI si verifica inquadrando il QR Code stampato sul ticket. L’assistenza è indicata come disponibile sette giorni su sette.
Il punto debole è tutto nella comunicazione del benvenuto: SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche, senza che le condizioni dell’offerta siano definite con la stessa precisione con cui sono definiti i mercati. È l’operatore giusto per chi vuole comporre giocate complesse, non per chi sceglie il bookmaker in base alla generosità dell’iscrizione.
Betsson: internazionale nel metodo, essenziale nel catalogo
Betsson è un marchio che porta in Italia una cultura da bookmaker internazionale, e lo si vede dal modo in cui descrive la propria offerta: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo essenziale, senza enumerazioni lunghe, e questo dice molto su come l’operatore intende il prodotto: la profondità sta nel numero di eventi coperti, non nella varietà delle giocate speciali messe in vetrina.
È anche un marchio che il pubblico italiano fatica a collocare. La concessione è intestata ad Azzurri Limited, una società che nessuno associa al nome che vede sullo schermo, e lo stesso vale per StarCasinò. Non è un’anomalia né un problema — è la struttura normale del mercato, e la concessione è per sito — ma spiega perché la verifica sul contratto conti più del logo.
Il giudizio è di sobrietà. Chi gioca 1X2 e Under/Over su un calendario fitto, senza cercare funzioni particolari né promozioni vistose, trova qui esattamente quello che serve; il profilo è internazionale nel metodo e poco italiano nella forma, e non tutti apprezzano la seconda cosa.
Eurobet: il palinsesto più strano, e una gestione tutta mobile
Eurobet ha il palinsesto più eterogeneo dei dieci, e non è una critica: è un’osservazione sul pubblico che si è costruita. La app offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È il tipo di catalogo che un bookmaker costruisce quando sa che una parte dei propri clienti cerca l’evento non sportivo, e in Italia quella parte non è piccola.
La gestione del conto è pensata per il telefono: dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad, mentre le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli di galoppo, corse di cani e Palline 2.0.
Il rilievo è quello della specializzazione: un palinsesto che include gli scacchi e le elezioni è una benedizione per chi cerca l’evento che gli altri non quotano, e un rumore di fondo per chi vuole solo la Serie A. Eurobet premia chi scommette per gusto dell’evento, non per abitudine al grande campionato.
NetWin: il bonus più chiaro del confronto
NetWin è l’unico operatore del gruppo la cui offerta di benvenuto sia descritta con tutti i parametri che contano. L’iniziativa Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre condizioni e un tetto: chiunque può calcolare in dieci secondi se gli conviene, e nessuno dei tre numeri è nascosto in fondo a un regolamento.
Vale la pena di leggere bene la parola «reale», perché in un mercato dove «bonus» significa cose molto diverse — credito scommessa, rimborso in free bet, premio di verifica — un bonus reale accreditato con denaro è una fattispecie diversa e più semplice da usare. Il tetto di 50 € dice anche a chi è rivolta l’offerta: non a chi cerca un capitale di gioco, ma a chi vuole provare la piattaforma con un rischio contenuto, mettendo sul piatto venti euro di tasca propria.
Su tutto il resto — palinsesto, funzioni, profondità del live — le descrizioni disponibili non offrono elementi distintivi paragonabili a quelli di Sisal o SNAI. NetWin va quindi giudicato per quello che mette in chiaro, e quello che mette in chiaro è un’offerta di ingresso onesta e di dimensioni modeste: chi cerca il bonus più leggibile trova qui la risposta, chi cerca il catalogo più ricco la trova altrove.
Betfair: il marchio che ha portato la borsa in Italia
Betfair è il nome che in Italia si associa alla scommessa con interazione diretta fra giocatori, il betting exchange. La app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate — una struttura di prodotto che nella sostanza assomiglia più a quella dei concorrenti che alla logica originaria dello scambio fra giocatori, dove il concessionario si limita a mettere in contatto chi punta e chi banca senza fare lui il prezzo.
Per chi arriva all’exchange da fuori, due cose vanno dette con precisione. La prima è che la documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50 centesimi: sono vincoli strutturali dello scambio, non capricci della piattaforma, e chi si avvicina al punta e banca senza conoscerli si trova con l’ordine rifiutato. La seconda è di natura fiscale, ed è il motivo per cui molti giocatori preferiscono questa forma: secondo un articolo di stampa di settore del 2024, sul vincitore non grava nulla e il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione n. 16028.
Il giudizio è di nicchia ben difesa. Chi cerca qualcosa di diverso dalla scommessa tradizionale trova qui l’unica porta italiana che assomiglia a un mercato vero, con regole proprie da imparare prima di versare; chi cerca la stessa esperienza degli altri bookmaker troverà l’app di Betfair perfettamente normale e nessun motivo particolare per sceglierla.
BetFlag: il tetto più alto e l’identità digitale
BetFlag chiude l’elenco con il numero più grande del confronto e la porta d’ingresso più semplice. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €: cento volte il tetto di NetWin, ed è una misura che dice a chi si rivolge l’offerta — a chi intende depositare cifre importanti e vuole che l’operatore raddoppi anche quelle. Il credito è su saldo, non sotto forma di scommessa gratuita, e questo è già una semplificazione.
Sul fronte dell’apertura del conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il gioco vietato ai minori di 18 anni. È la stessa scelta di William Hill, ma senza l’asimmetria del bonus dimezzato: qui l’identità digitale è un’opzione in più, non la condizione per non perdere metà della promozione.
Il giudizio è che l’offerta si indirizzi a un giocatore che vuole mettere sul tavolo una cifra consistente, e non a chi sta provando per la prima volta. Un tetto a cinque zeri non è più generoso di uno a cinquanta euro per chiunque: è semplicemente tarato su un portafoglio diverso, e chi si iscrive solo per il numero grande farà bene a leggere prima le condizioni del credito e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Quanto vale un bonus di benvenuto, e quante giocate costa
Le offerte sopra hanno numeri che sembrano confrontabili e non lo sono, per una ragione che nel mercato italiano nessun regolamento impone di dichiarare: non esiste un tetto statale né ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi le condizioni le scrive ciascun operatore e le scrive nella forma che gli conviene di più. Il che significa che il valore di un bonus si stabilisce leggendo tre cose insieme: il tipo di credito, il requisito di puntata se esiste, e il prezzo minimo a cui le giocate ammesse devono stare. Il terzo è il più insidioso, perché un requisito che vale solo su quote alte cambia completamente la natura dell’offerta rispetto a uno che vale su qualunque quota.
Prendiamo un caso concreto, NetWin, perché è l’unico del gruppo che mette per iscritto la struttura completa dell’offerta. L’iniziativa Sport-50 accredita un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €. Un giocatore che deposita 20 € riceve 20 € e si trova con 40 € di saldo giocabile. Chi deposita 50 € e ne riceve altri 50 parte con 100 €. Il tetto di 50 € è il tetto del bonus, non del deposito: sopra quella soglia il raddoppio si ferma, e il resto del versamento resta denaro del giocatore, buono per giocare ma non moltiplicato.
Qui entra il calcolo che conviene fare prima di aderire. Se il bonus di 50 € è soggetto a un requisito di puntata di una volta l’importo del bonus, il volume di giocate necessario per liberarlo è di 50 €; se il requisito fosse di tre volte, il volume salirebbe a 150 €. Con giocate da 10 € l’una, il primo caso richiede 5 schedine e il secondo 15, e solo le giocate che rispettano l’eventuale quota minima contano ai fini del conteggio. Quanto costa, in media, far girare quel volume? Dipende dal margine del mercato su cui si gioca: ai circa 5 % di margine di un mercato a due esiti illustrativo con entrambe le quote a 1,90, far girare 150 € di giocate comporta un costo atteso di circa 7,50 €, e farne girare 50 € un costo atteso di circa 2,50 €. Sono stime, non risultati: rappresentano quanto l’operazione costa in media su molte giocate, non quanto perderà o vincerà chiunque la faccia una volta sola. Un giocatore che punta tutto su una singola a quota alta può chiudere il requisito in un colpo e andare incontro a un esito molto lontano da quella media.
Da questo discendono due conseguenze pratiche che valgono per ogni offerta di questo confronto. La prima è che il numero grande sullo striscione dice poco: un tetto a 5.000 € è teoricamente enorme e praticamente irrilevante per chi deposita 50 €, mentre un bonus di verifica da 5 € è piccolo e prontamente spendibile. La seconda è che il requisito di puntata è una leva più potente del tetto: fra un bonus da 100 € con rigioco di cinque volte e uno da 30 € senza requisiti, il secondo è spesso il più generoso, perché il primo è in realtà un volume di 500 € di giocate che l’operatore si aspetta prima di lasciare uscire qualcosa.
Va aggiunta una considerazione che riguarda il modo in cui il bonus viene accreditato. Un credito su saldo è immediatamente giocabile e soggetto a ogni vincolo del conto; un bonus di verifica da 5 € dipende dall’invio dei documenti entro 96 ore; un premio da registrazione con SPID viene accreditato subito. Tre forme, tre gradi di certezza diversi, e la differenza non è teorica: chi si registra manualmente e tarda tre giorni a mandare i documenti ha perso il bonus e non se ne accorge fino al controllo del saldo.
Il modo giusto di leggere un’offerta di benvenuto, quindi, non è cercare la cifra più alta ma rispondere a quattro domande in quest’ordine: il credito è denaro o è una scommessa gratuita? quanto devo far girare per incassarlo? a quale quota minima? entro quando? Un operatore che risponde a tutte e quattro è un operatore che ha scritto le condizioni per essere letto, e nel gruppo di questo confronto ce ne sono alcuni che lo fanno e altri che si limitano a indicare l’esistenza del bonus.
Domande frequenti su vip scommesse in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, aggiornato e con i codici di concessione da 16000 a 16051. La concessione è per sito: il nome deve corrispondere a un sito .it. In alternativa si legge la pagina dei termini dell’operatore, che riporta numero e società.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si convertono le quote in probabilità implicite, dividendo 1 per ciascuna quota, e si sommano. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la somma è circa 105,26 %, il payout si ferma intorno al 95 % e il margine si aggira sul 5 %. È una stima su quote reali lette al momento.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore ne sceglie uno settimanale o mensile già all’apertura del conto. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Il limite fissato da ADM nella gara non è noto, e i termini dei singoli operatori possono chiedere ulteriori tetti di ricarica, spesa e tempo.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica è prelevata alla fonte sul concessionario, che versa il 24,5 % sulla raccolta a distanza. È una ricostruzione della stampa di settore: per i casi rilevanti conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna concessione significa nessun accesso al RUA, nessuna vigilanza ADM e nessuno degli strumenti di limite obbligatori, oltre all’esposizione al blocco DNS. ADM richiama l’articolo 4 della legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Una scelta, non una classifica
Dieci concessionari, 52 concessioni attive, un registro che blocca il gioco su tutte le piattaforme autorizzate e un divieto pubblicitario che nessuno degli operatori può aggirare. Il mercato italiano non è più rischioso di altri: è più regolato, e questo ha un prezzo e un vantaggio, entrambi verificabili.
Il vantaggio sta nella certezza. Chi gioca su un sito con concessione sa che il prelievo arriva, che esiste un foro italiano, che i limiti di deposito non sono un’opzione commerciale ma una condizione dell’autorizzazione, e che le vincite non finiscono in una dichiarazione dei redditi. Il prezzo sta nel margine, che nessuno pubblicizza e che il giocatore paga su ogni singola giocata, e nella lentezza con cui il sistema si muove quando qualcosa non va.
Il percorso di scelta che questo confronto suggerisce non passa dal bonus più grande. Passa dal numero di concessione letto nei termini, dalla presenza del proprio sport o della propria competizione nel palinsesto, dal limite di deposito che si è disposti a scegliere all’apertura e dalla funzione che si usa davvero: chi prenota le schedine al tabaccaio guarda Sisal, chi vuole i mercati virtuali più ricchi guarda SNAI e Lottomatica, chi cerca la borsa guarda Betfair, chi scommette sugli scacchi guarda Eurobet. Un marchio che promette un trattamento vip e non mostra il codice di concessione non sta offrendo un accesso privilegiato: sta offrendo un accesso che l’Italia ha già dichiarato illegale, e in quel caso il costo non è il margine.
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