Scommesse non AAMS in Italia — la scelta tra concessionari e siti offshore
Sono 52 le concessioni per il gioco a distanza assegnate dalla gara del settembre 2025, a fronte di 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025, e da allora la domanda che porta qui — conviene un bookmaker senza concessione ADM — ha una risposta verificabile in pochi minuti. La lista autorizzata è pubblica, e chi non c’è dentro non è un’eccezione sfortunata: è un’offerta fuori dal perimetro italiano.
Dati verificati al Ottobre 30, 2026, confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e con le condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Fondamenti: che cosa vuol dire «non AAMS» oggi
La sigla AAMS non esiste più come autorità, ma il mercato continua a usarla. Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS), e il vocabolo popolare è rimasto: «siti non AAMS» o «siti non ADM» descrive la stessa cosa, cioè un bookmaker che non compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Chi cerca un sito non AAMS cerca, in sostanza, un operatore straniero che accetta giocatori italiani. Quel fenomeno esiste, è visibile nei risultati di ricerca, e vive interamente fuori dal sistema delle concessioni.

Il quadro normativo che lo governa è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Un passaggio che vale la pena leggere con attenzione: le posizioni di gioco non si comprano a sportello, si vincono con una gara pubblica. Il termine esatto è «concessione», e la differenza rispetto a una licenza di altri ordinamenti non è un dettaglio di vocabolario. Una licenza Curaçao, maltese o di Anjouan si ottiene dall’autorità che la rilascia e vale nei rapporti con quell’autorità. Una concessione italiana si ottiene dallo Stato, attraverso una procedura concorsuale, e vale verso i giocatori italiani.
Che cosa deve avere il vincitore della gara: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Non è una formalità. È il punto in cui nasce, per il giocatore, la protezione che un sito estero semplicemente non ha.
Che cosa si può offrire con una concessione
L’elenco dei giochi ammessi a distanza sta nell’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024, e copre lettere che vale la pena elencare perché spiegano l’ampiezza dell’offerta legale: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli (lett. a); totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); giochi di ippica nazionale (lett. c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d); scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); bingo (lett. f).
Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nove anni non è un orizzonte lontano per chi apre oggi un conto. Significa che il mercato legale si riassegnerà da capo, per gara, e che le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3) — una stabilità che il giocatore non percepisce mai direttamente, ma che è la ragione per cui le regole del tavolo non cambiano a metà partita.
Il «palinsesto» è la seconda parola da tenere a mente: l’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta, come mostra il caso di settembre 2026 in cui ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto non è un catalogo infinito: è una lista chiusa, approvata, aggiornata dall’alto.
Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria — art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose distinte nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la lett. a); e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, art. 6, comma 1, lett. c, definiti dall’art. 2, lett. h — che richiedono una concessione separata.
Perché un nome nell’elenco non basta
Qui sta la parte che le pagine di comparazione sbagliano più spesso, e stavolta non per malafede: l’elenco dei concessionari non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Leggere un nome nell’elenco non dimostra che quel marchio offre scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore e la sua app, con la sezione scommesse e il palinsesto pubblicato.
C’è una seconda trappola, più sottile. La concessione è per sito, non per azienda. Lo si vede nella riga Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre marchi, un’azienda, e la stessa logica vale per le concessioni delle società che controllano più marchi. E il nome del concessionario quasi mai coincide con quello del marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino sono Azzurri Limited: per capire chi risponde davvero del conto, quella riga va letta, e sta nelle condizioni contrattuali.
Per completezza: 52 righe con codici da 16000 a 16051, lette il 25 ottobre 2026, ciascuna legata a un solo sito .it. La lista non esaurisce il mercato — esistono altri concessionari, e un marchio che non compare in questo confronto non è per questo privo di concessione. La lista è il test, non la classifica. Un posto in una comparazione non è una concessione, e questa distinzione è il motivo per cui le dieci schede più sotto portano tutte un codice e una società.
Normativa, vigilanza e giurisdizione: il perimetro che ADM difende
Chi cerca un bookmaker non AAMS cerca quasi sempre tre cose insieme: quote migliori, bonus più generosi, meno verifiche. Le prime due sono discutibili, la terza è spesso la più concreta — ed è anche quella che costa di più, perché la verifica dell’identità è il meccanismo con cui uno Stato può dire a un giocatore «non puoi più giocare». Un sito fuori perimetro non ha questo meccanismo. Ha l’opposto.
Come ADM mette fuori gioco i domini
ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza; quella pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’inibizione non è una scelta discrezionale recente: ADM blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.
La base normativa è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Quella norma non obbliga solo ADM: chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. È un obbligo su un terzo, non sul giocatore, e spiega perché l’elenco venga aggiornato con regolarità e perché gli operatori di rete lo trattino come un adempimento, non come una gentilezza.
Molto è cambiato nel meccanismo tecnico. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Per il giocatore la differenza è minima e in un certo senso istruttiva: il blocco lavora a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».
Il quadro sanzionatorio è la parte che nessuno legge. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come previsto dall’art. 22, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Non è un importo simbolico, e non è diretto al giocatore. Serve a spiegare perché il sistema regga anche quando il singolo dominio resiste.
L’art. 4 della legge 401/1989 e il giocatore
La parte del quadro che riguarda direttamente chi gioca è la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4. ADM la riassume così il 28 febbraio 2024: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Vale la pena leggere quella frase due volte, perché viene dall’autorità che gestisce il mercato legale e non da una campagna di moralizzazione. Non dice «rischio contrattuale», non dice «conto non garantito»: dice ammenda e arresto fino a tre mesi per il partecipante. È una regola che arriva al giocatore, ed è l’unico punto di questa pagina in cui l’analisi economica lascia il posto a qualcosa di diverso. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risultano casi giudiziari contro un giocatore: la norma esiste, la sua applicazione concreta è un’altra domanda, e chi vuole la risposta esatta deve parlare con un avvocato, non con un comparatore di bonus. Sul versante dell’offerta, l’art. 4, comma 4-bis colpisce la raccolta di scommesse in Italia anche quando le giocate sono accettate all’estero.
Accanto a questo c’è la parte che ADM ricorda ai media: pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il che spiega, incidentalmente, perché chi scrive di scommesse in Italia abbia smesso di fare nomi di brand offshore anche quando li conosce.
Un titolo estero non produce effetti in Italia
Curaçao, Malta, Anjouan: un gioco che in quei paesi è regolato e tassato non diventa regolato e tassato in Italia per il fatto di avere un certificato. Un titolo estero non ha alcun valore nel sistema italiano, e non produce nessuna delle tutele che il sistema italiano impone ai concessionari. La licenza estera non è una scorciatoia verso la legalità: è un documento che riguarda un altro ordinamento, che nessun giudice italiano è tenuto a riconoscere come abilitazione a raccogliere giocate da residenti in Italia.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché è il caso in cui la struttura stessa del gioco cambia. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: l’art. 2, lett. u) prevede che il giocatore possa essere puntatore o bancatore e che il concessionario si limiti a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul prelievo delle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è una domanda a cui questa pagina non risponde: Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Pubblicità: il Decreto Dignità è ancora in vigore
Art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma integrale: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
Chi applica il divieto è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto non è solo un divieto: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Lo stato dell’applicazione, secondo la stampa di settore, è più mosso della norma. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato reperito, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Chi oggi legge un banner sportivo deve quindi sapere che l’assenza di sanzioni non è tolleranza; è un contenzioso in corso.
Sui bonus il punto è spesso frainteso. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore. Per chi confronta, questa è la notizia vera: non c’è un parametro di legge con cui misurare un bonus, solo il testo che il singolo bookmaker pubblica.
Tasse: chi paga, e che cosa resta al giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato). Le aliquote riportate dalla stampa di settore sono 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote — prima erano 43 % e 47 % — mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite.
La proposta contenuta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere, e la domanda ha un interesse pratico limitato: chi gioca non la vede.
Perché la distinzione conta per il giocatore è semplice. Il prelievo grava sul concessionario, e le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: la cifra arriva già netta. Questa è una ricostruzione riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026 — «tassate alla fonte» — e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione onesta è che per il proprio caso specifico conviene consultare un commercialista.
Sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri il discorso cambia, e cambia in peggio. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come andrebbe dichiarata secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate — non è consulenza fiscale.
Messo accanto all’imposta sulla raccolta, il quadro si chiude: sul sito con concessoone il giocatore riceve il netto e non compila nulla; sul sito estero riceve il lordo e, secondo quella interpretazione, lo dichiara. Il «bonus più generoso» che si vede in vetrina va confrontato con questa riga, che non compare in vetrina.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che valgono solo dentro il perimetro
L’obbligo di protezione non è un codice etico, è una clausola della concessione. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, impone al concessionario una serie di strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).

Sono strumenti che il giocatore usa poco e che contano nel momento peggiore. Il punto è che esistono perché qualcuno li ha imposti, e questo è il criterio con cui un sito fuori perimetro si distingue: non li ha, e non li ha perché nessuno glieli ha chiesti.
Il limite di deposito scelto in registrazione
La differenza di fondo rispetto a un sito estero sta in un momento preciso: al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Non è un’opzione nascosta nelle impostazioni, è parte dell’apertura del conto. E vale per l’intera durata del conto.
Un esempio concreto. Nelle condizioni di Admiralbet la registrazione richiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. Quella asimmetria è il cuore del meccanismo: abbassare è immediato, alzare richiede una settimana di attesa. Chi ha provato a farlo di venerdì sera sa esattamente a cosa serve.
La logica è replicata in ogni operatore con concessione, e forma il paradosso del sito offshore, che si presenta come più libero: senza un limite da alzare, la libertà consiste nel poter giocare il conto fino all’ultimo euro senza un attrito di sette giorni. Non c’è niente da scegliere, e per una certa parte di giocatori «niente da scegliere» è la definizione del problema. C’è un’eccezione da conoscere: il limite che ADM fissa nella gara e che i concessionari si impegnano a rispettare (art. 6, comma 5) non è un numero pubblico, quindi la sua entità va verificata nelle condizioni del singolo operatore. E non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive: gli strumenti vincolanti sono i limiti scelti dal giocatore e il limite di deposito fissato in registrazione.
Il RUA e l’autoesclusione
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutto il circuito legale nazionale e alle sale sul territorio. Il meccanismo è semplice e per questo efficace: l’autoesclusione si registra una volta e si estende a tutte le piattaforme autorizzate, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta.
Qui si misura la distanza dal sito estero. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso è protetto su ogni piattaforma legale e resta completamente scoperto su quella fuori perimetro — e non è un’ipotesi teorica, perché è esattamente il giocatore che cerca un’alternativa dopo l’autoesclusione a ritrovarsi lì. Nessuno strumento italiano lo raggiunge.
Le condizioni di Admiralbet indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di stampa di settore riferisce che forme parziali di esclusione partono dalla stessa data del 1° febbraio 2026, cioè l’autoesclusione può essere richiesta per categoria di prodotto e non solo per l’intero conto — l’art. 15, comma 1, lett. e) del resto la prevede. I periodi e le forme precise sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM riportano.
Verifica dell’identità: SPID, CIE e i 30 giorni
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID; Goldbet consente anche l’accesso con CIE attraverso un fornitore SPID. Nel caso di BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per Admiralbet la registrazione classica richiede di caricare fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, mentre lo SPID di livello 2 richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Il dato pratico che sfugge a chi apre il conto di fretta: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti. Poi si arriva alla prima vincita, e il prelievo non parte.
Va detto con onestà che questo è anche il motivo per cui una parte dei giocatori cerca un sito estero. La verifica dell’identità e il collegamento al RUA sono attriti reali, e chi li presenta come pura burocrazia non ha capito come funziona la testa di chi gioca. Sono però la stessa cosa che rende il conto sospendibile su richiesta del giocatore e l’autoesclusione estendibile a tutto il mercato. Una comodità e una tutela sono spesso lo stesso meccanismo letto da due lati.
La comunicazione che i concessionari finanziano
L’art. 15, comma 2 fissa un obbligo che vale la pena conoscere perché spiega una certa quantità di messaggi pubblici sul gioco responsabile: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è filantropia, è un adempimento. Sapere che esiste aiuta a leggere con più calma certi messaggi che passano in mezzo a una partita.
I pagamenti: ricariche nei punti vendita e rail accettati
L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi del saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
I rail che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco del singolo operatore sta nelle sue condizioni. Sul fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM la materia è aperta, e non risulta una norma che nomini i rail approvati.
Chiude il cerchio l’art. 22, comma 1, che prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata — ed è un pezzo che, se arrivasse, cambierebbe la geografia dei depositi più di qualsiasi blocco DNS.
Valutazione e criteri: come si legge una classifica di bookmaker con concessione
Prima di arrivare ai dieci marchi, conviene fissare le regole di lettura, perché sono la differenza fra una comparazione e un catalogo. Tre criteri, in quest’ordine: se il nome è nell’elenco ADM e con quale codice; che cosa dichiarano le condizioni contrattuali su limiti, identificazione e strumenti di protezione; che cosa l’operatore mette davvero nel palinsesto sportivo, perché la concessione copre il gioco a distanza in generale e non le scommesse in particolare.
Il terzo criterio è quello che distingue questa pagina da una lista di loghi. Un marchio può avere la concessione e un’offerta sportiva sottile; può averla e concentrarsi sul casinò, cosa che riguarda diversi nomi qui sotto. La concessione non dice nulla su quanto sia profondo il palinsesto, e nessuna delle schede che seguono usa la concessione come argomento di merito: è il requisito minimo, non un pregio.
Il secondo criterio richiede pazienza, e ripaga. Le condizioni sono l’unico posto in cui si legge la durata reale di un’autoesclusione, la finestra dei sette giorni per alzare un limite, i 30 giorni per validare un conto aperto senza SPID. Sono tutte informazioni che non stanno in vetrina, perché non vendono. E sono, curiosamente, le uniche che un sito offshore non può dare, visto che non ha nulla da dichiarare su questo fronte.
Sul primo criterio, infine, va evitata la svista più comune: il nome che compare nell’elenco è il concessionario, non il marchio. Un confronto che elenca marchi e ignora le società è un confronto che non permette di verificare nulla, perché la riga da cercare in ADM è quella dell’azienda.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni sul tema dei limiti e della tutela |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | — |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | — |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
Le caselle vuote non sono una svista: questa parte la dichiarano gli operatori nelle proprie condizioni, e fuori da quelle righe non c’è nulla da scrivere. Chi vuole completare la colonna per il marchio che gli interessa la trova lì, e la lettura dei limiti è il primo posto in cui guardare.
Gli operatori con concessione ADM: dieci marchi a confronto
Questi dieci marchi stanno nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione e una società identificata. L’ordine è quello di lettura, non una graduatoria: le differenze che contano stanno nelle condizioni e nel palinsesto, e sono annotate scheda per scheda. Ogni concessione è per sito, su un dominio .it.
StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. È il primo caso in cui la concessione non basta a raccontare l’offerta, perché il nome dice già da che parte pende la piattaforma: casinò, e la parte sportiva come seconda gamba.
La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il verbo «accanto» è quello giusto: la sezione scommesse non è il centro della piattaforma, e chi arriva da qui per un mercato esotico di martedì mattina farà meglio a controllare il palinsesto prima di aprire il conto.
Verdetto: il marchio ha la concessione e la mostra, ma il suo baricentro è altrove, e un bookmaker usato di rado vale quello che vale la sua sezione sportiva, non il suo nome.
Sisal: il palinsesto come argomento di vendita
Sisal, concessione ADM n. 16020 a Sisal Italia S.p.a., gioca la partita sul volume. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri che un sito estero raramente pubblica in modo verificabile, e che qui pesano perché riguardano ciò che il giocatore può effettivamente aprire sul telefono.
La varietà dei tipi di giocata non è da meno: figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso al conto dall’app è possibile anche con Touch ID, e la schedina si piazza da mobile senza passare dal browser.
Verdetto: quindicimila eventi live non sono una frase di marketing, sono un numero che si controlla in due minuti, e la combinazione con lo streaming gratuito rende questo marchio il punto di riferimento di chi vive di eventi in corso.
Betsson: il catalogo dei mercati fatto per chi li usa
Betsson, concessione ADM n. 16027 ad Azzurri Limited, si presenta con un’offerta pre-match e live su migliaia di eventi e una lista di mercati esplicita: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La scelta di elencare i mercati per nome, invece di dire «migliaia di quote», è un indizio di un pubblico che sa cosa cerca.
Azzurri Limited compare anche dietro StarCasinò, e la cosa non è un errore: due marchi, una concessione ciascuno, una società che li controlla entrambi. È l’esempio più pulito del perché la concessione vada letta per sito e con la riga della società accanto.
Verdetto: la profondità dichiarata sui mercati classici ne fa una scelta solida per chi gioca poche partite con attenzione al singolo mercato, mentre il marchio non promette nulla sul terreno dei prodotti composti.
SNAI: Cash Out e la logica del sistema
SNAI, con la concessione ADM n. 16032 a Snaitech Spa, copre l’intera gamma dei tipi di giocata: singole, multiple e sistemi. I mercati nominati vanno dal risultato esatto al numero di goal, dai tiri in porta ai cartellini fino ai rigori. È un palinsesto costruito per chi guarda la partita e vuole una giocata che corrisponda a quello che ha in testa.
Il Cash Out chiude la schedina prima della fine dell’evento, e su un sistema a più partite è la funzione di cui ci si ricorda. Il resto del valore sta nella tradizione del marchio, che in Italia significa anche rete di punti vendita e riconoscibilità: per una parte di giocatori questo conta più di una quota di mezzo punto.
Verdetto: la combinazione di sistemi e Cash Out serve chi vuole gestire una schedina viva invece di lasciarla correre, ed è probabilmente la ragione più solida per aprire qui un conto con concessione.
Eurobet: il palinsesto che nessun altro dichiara
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet con la concessione ADM n. 16012, e la stessa società controlla Bwin e Gioco Digitale: la lettura per sito non è un cavillo accademico, è l’unico modo di capire cosa si sta aprendo.
L’app Eurobet Sport dichiara un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Il calcio è la ragione per cui la maggior parte delle persone arriva, ma la coda lunga è la parte interessante: nessun sito estero pubblica un palinsesto così ampio in modo trasparente, perché la trasparenza costa e la vaghezza vende.
Verdetto: per chi non gioca solo Serie A questo è il catalogo più largo del gruppo, e vale la pena verificare sul palinsesto se la propria nicchia c’è prima di aprire altrove.
bet365: il partner globale e i suoi limiti italiani
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc — un caso in cui la società è maltese e la concessione è italiana, che è esattamente il modo in cui il sistema dovrebbe funzionare: il titolo estero del gruppo non sostituisce nulla.
L’offerta si appoggia a un posizionamento dichiarato: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Le competizioni e gli sport nominati sono Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul fronte degli strumenti di gioco responsabile l’app elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico marchio del gruppo che dichiara i propri strumenti di tutela in modo completo in una fonte verificabile, e questo pesa più di una sponsorizzazione.
C’è anche una coincidenza che vale la pena annotare senza farne una classifica: a settembre 2026 ADM ha autorizzato il Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Verdetto: gli strumenti di tutela dichiarati e nero su bianco lo rendono il marchio da guardare per chi vuole sapere in anticipo che cosa può fare al proprio conto, mentre la profondità del palinsesto sulle competizioni minori resta da controllare caso per caso.
Goldbet: il marchio della piattaforma lottomatica
Goldbet, concessione ADM n. 16009 a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), è il marchio che l’azienda madre conosce come Lottomatica, e anche qui la riga della società è la chiave per capire chi risponde del conto.
L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e segnala che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul bonus non viene indicato né l’importo né il requisito di rigioco, e trattandosi di una condizione che cambia il valore reale dell’offerta, la cosa da fare è leggerla per intero nelle condizioni prima di considerarla un argomento.
Verdetto: la copertura è completa sui campionati di calcio e il pacchetto di tipi di giocata copre chiunque, ma l’offerta sportiva è presentata in modo generico, e la verifica da fare prima di aprire il conto è il testo del bonus, non la sua esistenza.
Planetwin365: calcio europeo e più di venti sport
Planetwin365, con la concessione ADM n. 16007 a Pwo S.p.a., dichiara la copertura in modo quasi didattico: campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La struttura dell’elenco dice a chi si rivolge: chi segue il calcio italiano ed europeo trova una griglia completa, comprese le serie minori che altri trattano come riempimento. I risultati in diretta sono la funzione che si usa più spesso senza pensarci.
Verdetto: un palinsesto largo e ordinato, adatto a chi costruisce multiple su campionati diversi e non ha bisogno di mercati esotici per divertirsi.
AdmiralBet: l’unico che dichiara tutto per esteso
AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 ad Admiral Bet S.r.l. sul proprio sito, è l’unico marchio del gruppo di cui si possa scrivere per esteso su questo tema, perché è il solo che mette le regole di protezione nelle proprie condizioni contrattuali invece di lasciarle intuire.
L’apertura del conto si fa con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione prevede 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il rinvio al Registro Unico degli Autoesclusi vale per ogni concessionario, ma AdmiralBet è l’unico del gruppo a scriverlo dove il giocatore lo legge prima di firmare.
Verdetto: è il riferimento del confronto per chi vuole sapere in anticipo quanto può depositare e come si esce dal conto, e la finestra di sette giorni per alzare un limite è la differenza più concreta fra questo marchio e un sito estero che promette la stessa cosa senza scriverla da nessuna parte.
BetFlag: SPID e CIE al centro dell’apertura del conto
BetFlag, con la concessione ADM n. 16008 a Betflag S.p.a., mette l’identificazione al centro dell’esperienza: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Per chi ha già SPID o CIE — cioè per la maggior parte di chi lavora con una pubblica amministrazione — è il percorso più rapido del gruppo, perché elimina il caricamento dei documenti e riduce il rischio di sbagliare un formato di file. Per chi non li ha, resta la registrazione tradizionale, con la finestra dei 30 giorni per la validazione da tenere a mente.
Verdetto: la scelta di appoggiarsi all’identità digitale è la più interessante del decimo posto, perché sposta l’attrito dove è minore — chi è già identificato altrove non deve dimostrarlo una seconda volta — e questo, in un mercato dove l’identificazione è il primo motivo per cui si guarda all’estero, è un argomento serio a favore del perimetro legale.
Quanto costa davvero un’offerta: il calcolo di un giro di puntate
Il calcolo che segue non riguarda l’importo di un bonus, ma il costo che un giocatore sostiene in ogni caso quando punta. È la parte che nessuna vetrina mostra, e serve a leggere le promozioni dei paragrafi precedenti con il metro giusto.
L’esempio: 100 € di puntate in una settimana, una sola volta, e un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati. Non è una quota quotata da nessun operatore: è un caso illustrativo, scelto perché il conto sia leggibile. La quota decimale è il formato che si legge sul palinsesto italiano, e il margine del bookmaker si ricava dalla quota, non da una tabella.
Il primo numero è la quota di payout del mercato. Con due esiti a 1,90, il payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè 95 % circa. Il margine del bookmaker è il complemento: circa 5 %. Non è una trattenuta sulla vincita, è un prelievo incorporato in ogni quota, e per questo un confronto fra due operatori che parte dalle quote ha già dentro il suo verdetto.
Il secondo numero è il costo atteso. Su un giro di 100 € di puntate, con un margine intorno al 5 % sul mercato dell’esempio, il costo medio atteso per il giocatore è di circa 5 € — una banda fra 4,50 € e 5,50 € se il margine effettivo del mercato sta fra il 4,5 % e il 5,5 % — nell’ipotesi che tutto il deposito venga puntato una volta su un mercato a due esiti. Restano circa 95 € di valore atteso: non un saldo garantito, una media su molte giocate ripetute.
Il terzo passaggio è quello che vale per un bonus. Se la stessa cifra settimanale diventa il volume su cui girare un requisito di rigioco, il costo si moltiplica per il numero di giri. Un bonus con un requisito di puntata pari a dieci volte l’importo del bonus richiede dieci giri della stessa somma: su 5 € di costo atteso per giro, il conto sale a circa 50 €, ovvero il bonus e mezzo — se il bonus fosse di 50 €. La conclusione utile non riguarda chi vince: riguarda quanto costa provarci. Ed è la ragione per cui un limite di deposito scelto in registrazione a 100 € a settimana è a tutti gli effetti la variabile che decide il costo settimanale medio, non una formalità da spuntare.
L’eccezione da tenere presente: questi sono valori attesi, non destini. Un singolo giro può finire sopra il deposito iniziale, ed è esattamente questo che rende il calcolo poco intuitivo e le promozioni attraenti. Un giocatore che vince dieci volte di fila non ha sfidato il margine, ha attraversato la varianza. La stima non promette né una vincita né un rendimento.
Domande frequenti
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Tre, di natura diversa. Il primo è normativo: secondo ADM il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, importo dell’ammenda non noto. Il secondo è la mancanza di protezione: nessun collegamento al RUA, nessun limite imposto. Il terzo è fiscale, perché le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: che l’operatore offra anche scommesse sportive lo mostrano il suo sito e la sua app.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione e ne estende l’effetto a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. I siti privi di concessione non sono collegati al registro e restano accessibili.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM applica il divieto con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, lett. b) impone al concessionario di fissare limiti sugli importi depositati in un periodo definito in base all’età e al comportamento di gioco, secondo protocolli approvati da ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sulle vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 2010, indica la dichiarazione come redditi diversi: consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – scommessepagamento
Contenuto creato dal team «scommessepagamento»
