Scommesse sul web 2026, quanto costano davvero e chi ha la concessione
Ottobre 30, 2026 — dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
Aprire un conto su un bookmaker che opera in Italia non è una questione di gusti, è una questione di elenco. Chi accetta scommesse sul web da un giocatore italiano ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e intestata a una società che raramente porta il nome del marchio: dietro Eurobet c’è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, dietro Bwin la stessa Eurobet Italia, dietro Lottomatica la Goldbet Better Organization Italy, dietro StarCasinò e Betsson la Azzurri Limited. Nella sostanza cambia poco per chi gioca. Cambia invece molto quando qualcosa va storto: un conto aperto su un sito privo di concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi e non risponde ad ADM.
Il punto di partenza è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo dominio .it. Non è un elenco di scommesse sportive. È un elenco di siti ai quali è consentito offrire gioco, e la colonna dei giochi non esiste. Una riga nell’elenco dice che quel sito può operare, non che quel sito accetta una giocata sul posticipo di Serie A: quello lo dicono il palinsesto e l’app del concessionario.
Questo cambia il modo in cui va letta la parola «garantito». Un marchio famoso a livello internazionale che non compare fra le 52 righe del 25 ottobre 2026 — è il caso di Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non è coperto da nessuna delle tutele che seguono, RUA compreso. Un marchio che c’è, ma che nel proprio palinsesto tiene soprattutto slot e tavoli, non per questo è la scelta giusta per chi vuole una multipla domenicale. Sono due verifiche diverse, e tutte e due vanno fatte prima di versare un euro.
Concessione e normativa: cosa rende legale un bookmaker in Italia
Sotto l’elenco c’è una legge. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. La parola tecnica è «concessione», non «licenza»: si vince con una gara pubblica, non si compra a sportello. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.

Un concessionario può tenere in casa più di uno di questi giochi, insieme, e può non averli tutti. «Quota fissa su eventi sportivi» e «slot machine online» convivono nella stessa concessione, ma restano due prodotti diversi, con regole diverse, e nel 2024-2026 il mercato ha visto più di un marchio costruirsi un’identità sul casinò per poi aprire una sezione sportiva. Chi arriva cercando scommesse sul web non deve dedurre niente dal fatto che il nome gli suoni noto.
La concessione dura al massimo nove anni, senza rinnovo automatico — art. 6, comma 3 — e si assegna a una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, dietro presentazione di un piano di investimenti e dell’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Non è un dettaglio da giuristi: significa che chi entra oggi non si vedrà cambiare le regole sotto i piedi per qualche anno, e che un operatore appena subentrato ha nove anni davanti per rientrare dell’investimento sostenuto. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
La concessione è del sito, non della società
Questa è la parte che sfugge a quasi tutti. L’elenco ADM è costruito per sito, e una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. Il marchio spot di una campagna televisiva e il dominio sul quale si versa la ricarica sono due cose, e la concessione segue il dominio.
C’è poi una questione di forma che vale la pena guardare in faccia. La pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro è vietata in Italia dal Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018 — e ADM lo ricorda il 28 febbraio 2024 citando il testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Il divieto non ha tolto di mezzo i bonus: riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. È per questo che un «bonus di benvenuto» esiste ma nessuno te lo urla in faccia, e per questo le condizioni le trovi dove serve cercarle.
L’applicazione tocca ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Alla data della verifica il divieto è in vigore. Una proposta di modifica al bilancio 2026 — un emendamento Forza Italia per liberalizzare la pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non risulta approvata.
Per il lettore la conseguenza è concreta e vale la pena dirla fuori dai denti: se un sito ti promette qualcosa a voce altissima in un banner, quella voce non arriva da un concessionario italiano. Chi ha la concessione tace, e ti lascia leggere i termini. È l’unica volta in cui il silenzio pubblicitario è un buon segnale.
Prevenzione e tutela: limiti, RUA e identificazione
Le tutele italiane non sono uno slogan di facciata, sono obblighi scritti. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista di doveri, e ognuno di questi doveri si vede nel conto.

Identificazione: conto di gioco, SPID e CIE
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due: il modulo con copia del documento, oppure SPID. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il limite d’età non è un galateo: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Il costo di questa regola è tutto a carico di chi rimanda. Trenta giorni sembrano tanti, ma sono trenta giorni che partono dal momento in cui il conto si apre, cioè spesso prima che la prima ricarica sia stata fatta — e chi si accorge della sospensione lo fa tipicamente nel momento peggiore, davanti a una vincita che non riesce a incassare. SPID, per quanto noioso da attivare, chiude la pratica in pochi minuti e una volta per sempre.
Limiti di deposito: quale si sceglie e come si cambia
Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e aggiunge la regola che conta davvero: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni.
La simmetria non è un caso, ed è la regola più intelligente del sistema. Abbassare il tetto è una decisione che ti proteggono, alzarlo è una decisione che ti fanno raffreddare. Sette giorni di attesa sono esattamente la distanza fra una serata storta e una rivincita presa a caldo. Se stai pensando di alzare il limite per recuperare, la pausa è già il consiglio che ti serve.
Il limite di deposito si fissa in registrazione e vale settimanalmente o mensilmente, secondo quanto indicano le pagine degli operatori. Sulla cifra che ADM fissa nella gara di concessione non c’è qui alcun numero: il tetto che conta, nella pratica, è quello che scegli tu, e per questo conviene sceglierlo guardando il mese e non il sabato sera.
Autoesclusione e RUA, il tetto che non si aggira
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è il pezzo che distingue il mercato regolato da tutto il resto. L’iscrizione blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche, non solo il sito su cui la richiesta è partita. Il quadro cambia dal 1° febbraio 2026: la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi. Nelle condizioni di Admiralbet si trovano ancora le forme precedenti — autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia — perché il passaggio al nuovo regime è graduale.
Qui il lettore deve vedere una sola cosa: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un’autoesclusione chiesta su un bookmaker autorizzato ti chiude le porte di tutto il mercato legale. Non chiude quelle di un .com estero, che non sa nemmeno che esisti. Se il problema è il controllo, la differenza fra i due mondi è precisamente questa, e non c’è modo di ottenerla altrove.
Il D.Lgs. 41/2024 aggiunge un dovere informativo che vale la pena conoscere: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Sono soldi che non finiscono in un banner ma in materiale di prevenzione, ed è la ragione per cui, se ti iscrivi al RUA, trovi anche il numero che serve: per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 rimandano al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.
Il margine, spiegato una volta per tutte
Prima dei marchi conviene capire dove finisce il denaro. Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate che un mercato non restituisce, e la si legge dalle quote stesse. Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da qualcuno. La somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. Il payout, la parte che il mercato restituisce, è 1 diviso quella somma: siamo intorno al 95 %. Il margine, cioè 100 % meno il payout, sta quindi attorno al 5 %, e va letto come una banda: con le quote a 1,90 su due esiti sta nella parte alta del 4-6 %, mentre su un mercato a tre esiti come l’1X2, dove il bookmaker deve coprire anche il pareggio, la stessa forbice si apre ancora, e su un mercato a molti esiti — marcatori, risultato esatto — il margine tipicamente respira più largo.
Il conto che ne segue si fa con una riga: su 100 € puntati su quel mercato, il ritorno medio atteso è di circa 95 €, e i 5 € che mancano non sono una tassa né un errore, sono il prezzo d’ingresso. Nessun bookmaker lavora gratis, e chi promette condizioni migliori le sta prendendo da qualche altra parte del listino. Il margine non è una scorrettezza: è il modello di business. Ma la differenza fra un margine stretto e uno largo, su un anno di giocate, è la differenza fra un passatempo e un salasso, e per questo è la prima cosa da guardare quando due operatori offrono lo stesso mercato allo stesso evento.
Calendario e tornei: cosa coprono davvero i palinsesti
La legge parla di palinsesto, e la parola ha un significato preciso. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Sopra un evento si può giocare solo se è nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata.
Questo spiega una stranezza che molti lettori notano senza capirla: due concessionari italiani possono avere palinsesti diversi sullo stesso weekend, non perché uno sia pigro ma perché la copertura degli eventi passa da un’autorizzazione. E spiega anche perché gli sport «strani» compaiono e scompaiono. Se cerchi una disciplina di nicchia, la domanda da fare al servizio clienti non è «avete la pallamano?», è «la pallamano è in palinsesto per questo campionato?».
Sul calcio il quadro è solido perché è il cuore del prodotto. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Planetwin365 arriva ai principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e a competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Su un elenco così, l’offerta di calcio non è ciò che distingue un operatore dall’altro: lo sono il prezzo e la profondità dei mercati laterali.
Quando il torneo è un contratto
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un’informazione commerciale, non una qualità del prodotto: la partnership dice che quel marchio ha pagato per stare accanto al torneo, non che la sua quota sul passaggio sia migliore di quella del vicino. Su un mercato dove il margine si aggira intorno al 5 %, il valore di una sponsorizzazione non entra nel prezzo della giocata.
Più interessante è dove finisce il calcio e comincia l’altro. Eurobet copre calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È una scelta editoriale prima che commerciale, e dice molto sul tipo di giocatore che l’operatore immagina: uno che scommette su ciò che guarda, non solo su ciò che gioca.
Virtuali e ippica: due cose diverse, spesso confuse
Gli eventi simulati hanno una definizione legale: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato, e sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. Nell’app di Lottomatica i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Nella sezione Virtual di Eurobet si gioca su partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), sul Galoppo, sui Levrieri Reali e su Palline 2.0. Sisal ne conta oltre 3.000 al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
L’ippica invece è due cose in una, e la differenza conta per chi ci punta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a): rientrano nella concessione per le scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, nella definizione dell’art. 2, lett. h) — sono alla lett. c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. Che poi un marchio tratti online il totalizzatore ippico nazionale è un’altra domanda ancora, e la risposta cambia da operatore a operatore.
Live, exchange e quel che non si sa
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e ADM non pubblica qui un elenco dei mercati live, dei ritardi o degli eventi ammessi: un libro di regole consultabile non esiste, quindi la regola che conta è quella scritta nel regolamento dell’operatore. In compenso c’è abbondanza di strumenti. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. SNAI affianca alle scommesse live un’offerta di streaming gratuito. Lo streaming gratuito è la parte da controllare con attenzione: è spesso legato a un evento nel palinsesto e a un saldo non a zero, condizioni che stanno nei termini e non nella pubblicità.
Il betting exchange è un gioco separato per legge — lett. e) dell’art. 6, comma 1 e art. 2, lett. u) — nel quale il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che va verificata caso per caso. L’esito di una giocata su un exchange, va detto chiaro, non è la stessa cosa di una scommessa contro il banco: la quota la fa un altro giocatore, e il rischio non cambia ma la controparte sì.
Sul resto, almeno, l’onestà è semplice. Le scommesse sugli eventi dei minori sono toccate da una decisione dirigenziale ADM che richiama il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esports è una domanda aperta per ogni operatore. Un tetto legale in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Criteri e classifica: come si valuta un concessionario
Nessuna classifica seria nasce dall’ordine alfabetico o dalla quota più alta di una serata. Le voci che contano sono quattro, e nessuna delle quattro è la più pubblicizzata.
La concessione e il dominio, primo. Il numero di concessione e la società concessionaria sono dichiarati dall’operatore nei propri termini, e la verifica si fa incrociandoli con l’elenco ADM. Un marchio che non compare fra le 52 righe del 25 ottobre 2026 è fuori dal perimetro regolato, per quanto noto sia il nome.
Il margine e la profondità dei mercati, secondo. Un bookmaker può avere il palinsesto più lungo d’Italia e quotare il mercato che ti interessa con due punti di margine in più. Su un mercato a due esiti a 1,90 sono circa cinque euro ogni cento puntati; su un mercato laterale, dove il margine si allarga, la forbice può raddoppiare. La domanda giusta non è «chi ha più eventi», è «quanto costa il mercato che gioco io».
Gli strumenti sull’account, terzo. Limiti modificabili, tempi di attesa per alzare un tetto, canali di assistenza, tempi di prelievo, metodi di ricarica. Sono le voci che non si vedono in una schermata promozionale e che si sentono tutte quando serve.
Il tipo di offerta di benvenuto, quarto. Una ricarica gratuita sul saldo e un bonus spendibile solo in giocate non sono la stessa cosa, anche quando l’importo scritto è identico. Questa voce la trattiamo nella sezione che segue, operatore per operatore, senza inventare multipli che nessuno ha pubblicato.
La tabella: chi ha la concessione e cosa dicono i suoi termini
La tabella raccoglie quello che si può verificare senza fidarsi di nessuno. La prima colonna è il marchio, la seconda il numero di concessione con la società che lo detiene, la terza quello che i termini dell’operatore dicono sulla materia di questa pagina — la tutela del giocatore, i limiti, il conto.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa stabiliscono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con Supercombo e mercati unici a quote maggiorate |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; accesso con username e password |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e le coppe europee, con oltre 20 sport |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Sport-50: bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, conto verificato |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi; depositi e prelievi dall’app, con le giocate raccolte in My Bets |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento |
Dieci righe, dieci numeri di concessione tutti diversi, due società che compaiono due volte. Azzurri Limited tiene StarCasinò e Betsson: due marchi, un concessionario, due app con identità visive e palinsesti che non si somigliano. È il caso che mostra meglio perché la concessione si legge come un dato di fatto e non come un sigillo di qualità — la stessa società può gestire un prodotto costruito sulle slot e uno costruito sulle multiple, e la legge non le chiede di scegliere.
La colonna centrale non è un elemento decorativo. Prendere il numero di concessione dalla tabella, andare sull’elenco ADM e ritrovarcelo è l’unica verifica che non passa dalla parola dell’operatore. Un marchio può scrivere qualunque cosa nella propria pagina «chi siamo»; l’elenco lo pubblica ADM, insieme alla Guardia di Finanza, e non si compra uno spazio.
Qualcosa la tabella non dice, e vale la pena dirlo invece di lasciarlo intuire: nessuno ha pubblicato, in questa sede, un multiplo di rigioco, una quota minima per una giocata promozionale o un tetto alle vincite di un bonus senza deposito. Su questi punti l’unica fonte che conta sono i termini dell’operatore, aggiornati al momento in cui leggi. Se un multiplo non c’è scritto, non c’è.
I dieci concessionari, uno per uno
L’ordine che segue è quello dei marchi nella tabella, e ognuno è presentato per quello che lo distingue nel confronto. Non è una classifica: è una lettura delle specifiche, con il giudizio in fondo a ciascuna.
Betfair: il marchio che ha portato l’exchange in Italia
Betfair è un caso a parte nel mercato italiano, e la ragione sta nella sua storia più che nella sua offerta. La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., e Betfair è descritta come il primo exchange del mercato, con quella concessione. L’exchange, va ricordato, è un gioco separato per legge — art. 6, comma 1, lett. e), e la definizione dell’art. 2, lett. u) — nel quale il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.
Sul lato del prodotto classico, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parola «maggiorate» merita un secondo di riflessione: una quota maggiorata su un mercato unico è spesso il modo in cui un operatore sposta il margine da un mercato all’altro, allettando su una giocata che si fa raramente. Non è un inganno, è una scelta di listino. Va semplicemente letta come tale.
Il giudizio: Betfair sta in questa lista per il modello di gioco, non per la promozione. La sua documentazione sull’exchange italiano è riportata indicare regole specifiche — puntata minima back di 200 centesimi, passi da 50 centesimi — e su un conto exchange le regole operative pesano più di qualunque bonus di benvenuto. Chi vuole capire come funziona il punta e banca trova qui la sua porta d’ingresso; chi cerca una schedina semplice e una ricarica veloce sta guardando il posto sbagliato.
Lottomatica: il conto che parla con PostePay e PayPal
La concessione n. 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la società che nel mercato italiano si è costruita una presenza multipla. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Ai nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Il dettaglio che sposta la bilancia, però, non è il calcio: è la cassa. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Chi gestisce il proprio denaro attraverso una prepagata o un portafoglio elettronico trova qui una strada che altrove richiede di cambiare abitudini.
Il giudizio finale è sulla frizione: Lottomatica perde punti su chi vuole riconoscersi con uno strumento d’identità digitale, perché l’accesso dichiarato resta username e password, e ne guadagna parecchi sul ciclo completo del denaro, dal versamento al prelievo, che è dove la maggior parte delle piattaforme fa perdere tempo. Una ricarica che non passa è un conto inutilizzabile, per quanto ricco sia il palinsesto.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto una sezione sportiva
Dietro StarCasinò c’è la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare più sotto per Betsson. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il lettore deve leggere quella frase per quello che è: lo sport è il secondo prodotto, non il primo. Chi arriva sul marchio cercando una multipla trova una sezione funzionante ma costruita a fianco di un’anima da casinò, e chi cerca slot trova la casa. Non c’è niente di scorretto, ed è la conseguenza logica di una concessione che copre più giochi insieme: la stessa società può tenere un prodotto costruito sulle slot e un altro costruito sulle multiple senza dover scegliere.
Il giudizio: StarCasinò è un bookmaker in secondo piano dentro una piattaforma di gioco più ampia, e vale la pena guardarlo con gli occhi di chi sa già cosa cerca. Chi vuole scommettere sul calcio e ogni tanto girare sui tavoli trova un unico conto e un’unica ricarica; chi vuole un palinsesto profondo e mercati di nicchia lo troverà più stretto di quello dei concorrenti specializzati, e la cosa non lo sorprenderà dopo aver letto la descrizione del prodotto.
Planetwin365: la copertura più larga del campionato italiano
La concessione qui è la n. 16007, di Pwo S.p.a., e il marchio è quello che dichiara la copertura più capillare sul calcio nazionale. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C è la voce che fa la differenza, e non è una battuta. Chi segue il calcio minore lo sa: è il campionato dove gli operatori tagliano per primi, e ritrovarlo in un palinsesto dichiarato significa che quel marchio ha scelto di presidiare la filiera dal vertice alla base. Più di 20 sport con risultati in diretta completano il quadro di un’offerta costruita sulla quantità e sulla copertura, non sulla profondità di un singolo mercato.
Il giudizio: Planetwin365 è la scelta di chi gioca su tanti campionati diversi e non vuole cambiare sito ogni volta che scende di categoria. Il rovescio della medaglia sta nel prezzo: la copertura larga non garantisce un margine stretto, e su un mercato secondario un listino ampio può convivere con un margine più generoso di quello che si trova su un operatore più concentrato. Sulla profondità dei mercati laterali, come sui tempi di prelievo, non c’è qui nessun dato: sono proprio le prime due cose da chiedere all’assistenza prima di aprire il conto.
NetWin: l’unico bonus in denaro di questo confronto
NetWin porta la concessione n. 16035, di Netwin Italia S.p.a., e un’offerta che va letta con attenzione perché è la sola, in questa lista, con un importo e una soglia dichiarati in modo completo. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento.
Vale la pena ragionare sul costo del «reale». Un bonus davvero accreditato sul saldo, spendibile come denaro, è una cosa che pochi operatori fanno, e chi lo fa tiene la cifra bassa per costruzione. Cinquanta euro sono un buon ingresso, non un capitale: il tetto dichiarato è la parte che protegge l’operatore, e il giocatore deve sapere che il valore dell’offerta finisce lì. Che poi i termini aggiungano requisiti di rigioco o quote minime è la domanda da farsi leggendo il regolamento prima del versamento, non dopo.
Il giudizio: NetWin è l’operatore di questa lista con l’offerta di ingresso più trasparente nella forma, perché un importo e una soglia minima sono verificabili mentre una percentuale senza tetto non lo è. Per un giocatore che vuole provare la piattaforma con una spesa contenuta senza impegnare centinaia di euro, è il punto di partenza più ragionevole del gruppo; chi cerca di più dal bonus resterà deluso, ma lo saprà prima di versare e non dopo.
BetFlag: identificazione con SPID e un bonus di importo aperto
BetFlag opera con la concessione n. 16008, di Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Cinquemila euro di tetto sono una cifra che va letta per quello che è: una percentuale senza limite pratico, che in teoria cresce quanto versa il giocatore. La forma è generosa, l’effetto reale dipende da quanto si versa e da quale sia il saldo dopo l’accredito, e su questo la descrizione si ferma. Chi versa 100 € ottiene un raddoppio di 100 €; chi versa 20.000 € non raddoppia, e nessuno ha mai versato 20.000 € il primo giorno per un bonus.
Sull’identificazione, invece, BetFlag è avanti a buona parte del gruppo: SPID e CIE sono la strada che evita il caricamento del documento e i trenta giorni di validazione del conto. È un vantaggio che non si vede in nessuna schermata promozionale e che pesa su ogni prelievo futuro.
Il giudizio è sulla forma dell’offerta: un bonus «fino a 5.000 €» è una promessa che nessuno mantiene per intero, ed è la voce della lista dove la distanza fra il numero scritto in grande e il denaro realmente accreditato è più larga. Chi aprirebbe il conto lo stesso, per l’identificazione e per la semplicità, può farlo sapendo che il tetto alto non lo riguarderà.
Eurobet: il palinsesto che non finisce con lo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 e, come visto, anche il marchio Bwin: una società, due marchi, un solo intestatario. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Nella sezione Virtual si scommette su partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), sul Galoppo, sui Levrieri Reali e su Palline 2.0.
Il punto che interessa a un giocatore italiano è l’ampiezza che va oltre lo sport. Cinema, televisione e politica sono mercati che pochi operatori tengono, e portano con sé la stessa domanda di sempre: quanto costa quel mercato, e quanto è profondo. Sono eventi con molti esiti possibili e un margine che tende ad allargarsi, quindi il palinsesto largo qui non è una promessa di convenienza, è un’offerta di scelta. La pagina My Bets, dal canto suo, è la parte noiosa che nessuno pubblicizza e che serve a chi gioca più biglietti a settimana.
Il giudizio: Eurobet è l’operatore più «generalista» del gruppo, e per questo il più difficile da consigliare in blocco. Chi scommette su ciò che guarda — un reality, una partita di volley, un gran premio — trova qui materiale che altrove manca; chi vuole il miglior prezzo sul 1X2 di Serie A sta cercando un’altra cosa e probabilmente un altro sito, e nessuna sezione «spettacolo» gli cambierà l’idea.
bet365: pausa di gioco e numero verde in chiaro
La concessione n. 16030 è intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, una società maltese con un dominio .it dedicato. Sul piano del prodotto bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Nel confronto di questa pagina, però, bet365 si porta a casa un altro titolo. Dei dieci, è quello i cui strumenti di gioco responsabile sono descritti con più dettaglio: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il periodo di pausa è lo strumento meno pubblicizzato e più utile del pacchetto, perché non ti caccia e non ti premia: ti mette fuori per un po’, e alla scadenza decidi da capo.
Il giudizio: bet365 è l’operatore di riferimento sul lato tutela, e questa è una nota di prodotto, non di marketing. La partnership con la Champions League, per contro, vale quello che vale per ogni tifoso: un logo bello grande e nessun vantaggio di quota sul big match. Chi vuole poter fermarsi con un clic senza chiudere il conto — e chi vuole sapere dove chiamare se il gioco smette di essere un gioco — trova qui la strumentazione più completa del gruppo. Sui prezzi dei mercati, invece, questa lista non offre appigli.
Betsson: pre-match, live e i mercati di base scritti chiaramente
Betsson opera con la concessione n. 16027, di Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La brevità di questa descrizione è un’informazione in sé. Betsson non promette né il palinsesto più lungo né il bonus più alto: elenca i mercati che coprono la stragrande maggioranza delle giocate reali di un scommettitore italiano — l’esito, i gol, il marcatore — e non aggiunge molto. Per chi punta il sabato sul campionato, è esattamente ciò che serve: una piattaforma live su migliaia di eventi e mercati che tutti conoscono.
C’è però un dettaglio strutturale da segnalare, ed è nello schema societario: Betsson e StarCasinò appartengono alla stessa concessionaria. In un confronto fra marchi questo significa che due delle dieci righe portano lo stesso intestatario, e che un problema di conformità di quella società riguarderebbe due brand e non uno.
Il giudizio: Betsson è la scelta di chi vuole un bookmaker che copra il live in modo serio e non chieda di imparare un gergo nuovo per piazzare una giocata. La sua scommessa è la semplicità, e per un giocatore che punta una o due volte a settimana sul calcio è una scommessa che si vince sul tempo risparmiato. Chi cerca un mercato esotico o un’offerta di benvenuto fuori dal coro non è il pubblico di questo marchio.
SNAI: punti vendita, Cash Out e schedine da scansionare
SNAI opera con la concessione n. 16032, di Snaitech Spa, e in questo confronto è il marchio che tiene insieme il mondo online e la rete di punti vendita. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Il conto si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’assistenza è indicata a disposizione 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
Il pezzo che vale la pena spiegare è il Cash Out. Chiudere una giocata prima della fine dell’evento significa accettare il prezzo che la piattaforma offre in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del bookmaker più il rischio che si sta trasferendo. Non è un servizio gratuito, è un servizio pagato. Funziona bene per chi vuole incassare un buono prima che il risultato cambi; funziona male per chi lo usa come sostituto di una decisione presa prima di giocare, perché ogni chiusura anticipata è una nuova scommessa con il margine dentro.
C’è poi la parte fisica, che è la vera particolarità di SNAI in questa lista. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente, e un biglietto giocato in un punto vendita SNAI si verifica inquadrando il QR Code stampato sul ticket. SNAI conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno — calcio con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate, automobilismo — e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il giudizio: SNAI è l’operatore per chi vuole avere un negozio sotto casa e un’app in tasca, e il solo, in questo gruppo, che renda il prelievo possibile anche fuori dal conto digitale. Chi gioca in ricevitoria e vuole restare in ricevitoria trova qui un ponte che gli altri non hanno; chi non mette mai piede in un punto vendita paga comunque un’infrastruttura che non usa, e su un mercato dove ogni punto di margine conta la cosa si sente.
Quanto costa davvero un bonus: il conto che nessuno fa
I numeri che seguono non sono quotazioni, sono aritmetica. Il caso è quello di un bonus del 100 % su un deposito con un requisito di rigioco cinque volte il bonus, giocato su un mercato a due esiti con margine intorno al 5 %. Su un bonus da 50 €, il requisito è di 250 € di puntate complessive. Dividendo per una puntata singola da 5 €, sono circa 50 giocate. Il costo medio atteso è di circa 12,50 € — cioè 250 € di volume moltiplicati per il margine del 5 %. Se il bonus base fosse di 100 €, il volume richiesto salirebbe a 500 €, le giocate a circa 100 e il costo medio a circa 25 €. Ricordiamo che si tratta di una stima statistica, non di un risultato garantito per un singolo giocatore: è una media su molte giocate.
Una precisazione sui valori di ingresso della formula: il multiplo di rigioco, la quota minima e il tetto alle vincite di questa simulazione sono termini ipotetici, non presi dalle condizioni di uno degli operatori di questa lista. Nessun operatore ha pubblicato un multiplo di rigioco o un tetto alle vincite universale. Il numero del requisito di rigioco, della quota minima e del tetto va letto nel regolamento dell’operatore, alla voce «bonus», prima di versare: è la parte che determina se l’offerta è un regalo o un compito a casa.
La base del calcolo è il solo importo del bonus. È un’assunzione che va detta, perché cambia tutto: quando il requisito si applica a bonus più deposito, lo stesso multiplo su una base doppia raddoppia il volume, le giocate e il costo. Un requisito «5x bonus» e un requisito «5x bonus + deposito» sono due offerte diverse con la stessa etichetta.
E qui casca il velo sul bonus di basso importo. Su 50 € di bonus, un costo atteso di circa 12,50 € significa che stai rischiando 250 € di volume per un valore netto che, se tutto fila, arriva vicino a 40 €. È ancora un buon affare per chi voleva giocare quei 250 € comunque. Non lo è per chi si è iscritto per il bonus: in quel caso il bonus è il pretesto, e il volume è la spesa. Le due letture convivono, e quale sia la tua dipende da una domanda sola: avresti giocato quelle cinquanta giocate anche senza il bonus? Se la risposta è no, il costo atteso di 12,50 € è il prezzo del regalo che credevi di aver ricevuto.
Il tetto alle vincite, quando esiste, fa il danno peggiore. Un bonus spendibile ma incassabile fino a una certa soglia trasforma una vincita in credito di gioco, e il giocatore lo scopre al momento del prelievo, non al momento dell’accredito. È la ragione per cui vale la pena leggere il regolamento del bonus prima della prima ricarica: la differenza fra un bonus reale e un bonus di gioco non è nella percentuale scritta in grande, è nella riga piccola sul prelievo.
Le regole che valgono per tutti: identificazione, tassazione, siti oscurati
Le regole statali non si scelgono. Si conoscono, e poi si decide se giocare.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore, e la misura cambia molto a seconda di come la giocata viene raccolta: 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa specializzata. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. La conseguenza per il lettore è che il fisco non compare sulla tua schedina: compare nei conti dell’operatore, e questo spiega perché il margine sui mercati italiani non è mai il più basso d’Europa.
Sulle vincite c’è una regola che vale la pena scrivere bene. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una dichiarazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è una sola: per la propria posizione fiscale conviene consultare un commercialista.
La situazione si capovolge fuori dal mercato regolato. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» — art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR — anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è qui nota, e la posizione si riassume in una frase che vale la pena tenere a mente così com’è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il modello di dichiarazione è un modello, non un’opinione.
Offrire gioco a giocatori italiani senza concessione è illegale, e la legge colpisce anche chi partecipa. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro, quindi la parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi». Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo un articolo di stampa specializzata che riferisce l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, con le copie che ricompaiono nel giro di ore.
Sul lato del giocatore la regola la scrive ADM stessa, citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è qui noto, e non risulta alcun procedimento contro un giocatore: sono due cose che non si possono mescolare. La regola esiste, la sua applicazione al singolo non è documentata, e chi legge ha il diritto di sapere entrambe.
Per gli operatori esiste una previsione ulteriore: l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. E l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la sua entrata in vigore non è confermata.
Le ricariche nei punti vendita: il tetto dei 100 €
C’è un canale di pagamento che merita un paragrafo a parte, perché ha regole proprie e limiti propri: i «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — e il loro compito è specifico. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario o in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Sono due tetti diversi nella stessa frase, e vale la pena non confonderli: i 100 € a settimana riguardano il contante versato dal singolo giocatore al punto vendita, i 100 € l’anno riguardano l’iscrizione del tabaccaio al registro ADM. Il primo limite è quello che sente il giocatore, ed è basso di proposito: un tetto settimanale sul contante obbliga a passare da uno strumento tracciabile per importi maggiori, ed è esattamente il suo scopo. Chi ricarica in tabaccheria con mille euro in contanti non può farlo, e la regola non ha eccezioni.
Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono vari: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini i canali approvati.
Domande frequenti sulle scommesse sul web in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini e lo si incrocia con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM. L’elenco del 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La presenza in una comparazione non è una concessione.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Su una puntata di 10 € a quota 1,85 il ritorno è di 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e il ritorno cresce insieme al numero di esiti indovinati.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di puntate che il mercato restituisce. Con due quote a 1,90 il payout è di circa il 95 % e il margine di circa il 5 %. Sono dati che valgono solo come ordine di grandezza.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, accanto agli autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo servono 7 giorni: le condizioni di Admiralbet lo dicono in modo esplicito.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa specializzata, con il giocatore che riceve la somma netta. Sulla propria posizione conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM e non offre alcun foro italiano. È esposto al blocco DNS, che lo rende raggiungibile a intermittenza, e come ricorda ADM citando la Legge 401/1989, art. 4, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
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