Scommesse con Draw No Bet: il pareggio rimborsa, ma il margine resta

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Ogni volta che un bookmaker scrive «rimborso in caso di pareggio» accanto a un mercato, sta vendendo una polizza che paga in un caso solo: lo 0-0, l’1-1, il 2-2. Tutto il resto — novanta minuti più recupero, e non un minuto di più — resta a carico di chi ha puntato. Il Draw No Bet, in sigla DNB, è esattamente questo: non un mercato più generoso del mercato 1X2, ma lo stesso pronostico con il pareggio tolto di mezzo e il prezzo rifatto di conseguenza. E il prezzo, come sempre, lo decide il margine.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Ottobre 30, 2026 — Dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e contro i regolamenti e i termini pubblicati dagli operatori.

Dove si gioca davvero in Italia: la concessione, non la classifica

Conviene partire dal vincolo, perché in Italia il Draw No Bet non è un prodotto che chiunque possa vendere. Servire una clientela italiana con scommesse a quota fissa richiede una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — e la concessione vale per singolo sito, non per azienda. Un concessionario può gestire più siti .it sotto lo stesso tetto societario, e i codici lo dimostrano: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare nell’elenco con Eurobet e con altre insegne, mentre Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa Azzurri Limited.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Il quadro normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non si tratta di licenze aperte: le concessioni si assegnano con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza in regime concessorio — dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, fino al bingo — e l’art. 6, comma 3 fissa a nove anni il tetto di durata, senza rinnovo. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi entra paga, e paga in anticipo.

Un dettaglio che sfugge a chi legge le classifiche: l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sui 52 posti autorizzati dice che quel sito può operare, non che offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di sorte a quota fissa, al betting exchange e al bingo. La prova che il palinsesto contenga davvero calcio, e Draw No Bet, sta sul sito e nell’app dell’operatore, non nell’elenco.

E una nota di igiene elementare, dato che la confrontiamo per dovere di cronaca: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto. È la fotografia di un registro pubblico.

Cosa può stare nel palinsesto, e cosa no

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza pratica è secca: si può scommettere solo su eventi che stanno in quel programma approvato, e ADM aggiunge eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa compongano il palinsesto di ciascun operatore, oggi, non è dato sapere dall’esterno.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

Le scommesse su eventi simulati, definite all’art. 2, lett. v) come eventi sportivi generati al computer e mostrati in animazione, vivono dentro la stessa concessione delle scommesse sportive. L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono invece una concessione propria. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e nessun elenco dei mercati live esiste qui. Il betting exchange è ammesso come gioco separato: il concessionario mette in contatto anonimo punta e banca, e la documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50. Se il palinsesto includa gli esports è questione aperta.

Sul punto che interessa a chi cerca scommesse con draw no bet: un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non esiste. Gli strumenti che mordono sono altri, e sono quelli che il giocatore si dà da solo — i limiti di tempo, di spesa e di perdita e il limite di deposito scelto in registrazione.

Chi paga il conto: sanzioni, pubblicità vietata e imposta unica

Offrire gioco senza concessione a chi sta in Italia è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce la macchina: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco lavora a livello DNS, alcuni provider arrivano in ritardo, e un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati. Gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror ricompaiono in poche ore. Chi pensa che «tanto ci sono sempre» stia leggendo un bollettino, non una garanzia.

Sul fronte della domanda, ADM ha richiamato il 28 febbraio 2024 la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero, e — questo è il punto che nessuna pagina promozionale ripete volentieri — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Un sito offshore che accetta italiani porta una licenza straniera, che in Italia non vale nulla, non è collegato al RUA e non offre rimedio italiano.

La pubblicità, invece, è vietata in modo quasi totale. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM ne ha citato il testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, la stampa, le affissioni e internet. AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti. Una proposta di modifica per rimuovere il divieto sull’indiretta — le sponsorizzazioni — è rimasta una proposta, non legge: al momento della verifica il divieto è in vigore. Il paradosso è noto a chiunque apra un sito: le «quote maggiorate» si possono mostrare sul proprio spazio, non si possono reclamizzare in televisione. Il decreto, d’altra parte, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario messaggi di gioco responsabile con il proprio marchio.

Sulla tassazione conviene essere precisi, perché è qui che si legge di tutto. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è pari al 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e al 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il giocatore, dal canto suo, non subisce una ritenuta: le vincite pagate da un concessionario ADM non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario — la stampa di settore lo riassume con «tassate alla fonte», e il giocatore riceve la somma netta. Vale la pena ripeterlo come è giusto fare con una materia che non è assistenza fiscale: si tratta di una ricostruzione giornalistica, non di una pagina dell’amministrazione finanziaria, e prima di muovere somme importanti conviene consultare un commercialista.

Con i siti non autorizzati il discorso cambia di segno. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Pagamenti: dove entra il denaro e dove non esce

Il denaro verso un conto di gioco passa da binari precisi. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Due cose che quei punti non fanno: non pagano vincite e non consentono prelievi. E l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una filiera costruita per far entrare denaro in fretta e per farlo uscire solo per la via tracciata, il che è una scelta di tutela e, insieme, un limite pratico per chi spera in un prelievo allo sportello sotto casa.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è indeterminata, e non esiste una norma che nomini i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Su un punto la confusione è alta e vale la pena scioglierla: nessun tetto in euro alle puntate sportive è fissato per legge. Il vincolo che il giocatore incontra davvero è il limite di deposito scelto in registrazione, che è cosa diversa.

Se il limite lo scegli tu, il costo lo paghi solo quando lo alzi

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che un concessionario deve offrire: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il punto è che l’architettura è asimmetrica di proposito. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Sette giorni non sono una formalità: sono il tempo in cui la decisione presa ieri sera viene riesaminata alla luce del giorno. Chi conosce le proprie ricadute — e chiunque abbia mai giocato una notte storta le conosce — quella finestra la considera un servizio.

Dall’altro lato c’è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. È un interruttore secco, e la sua forza sta proprio nell’essere centrale: l’autoesclusione che il singolo operatore raccoglie da solo, senza registro, sarebbe un gentlemen’s agreement con sé stessi. L’art. 15, comma 1, lett. e) impone gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e durate e forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

Il risvolto che nessuno mette in vetrina: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude credendo di essersi chiuso fuori dal gioco scopre che il muro riguarda solo la parte legale del mercato. È il costo più caro di tutti, e non si misura in euro.

Autoesclusione e limiti, come li scrivono i concessionari

Vale la pena guardare come la materia appare nei documenti, perché è lì che si vede se l’operatore la tratta come una casella o come un servizio. Admiralbet, nel suo regolamento, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda metà della frase è quella che conta per il giocatore: un’impostazione a tempo indeterminato senza una via d’uscita dichiarata è una gabbia, con una via d’uscita a nove mesi è una scelta. Sempre in registrazione, Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola già vista: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il dettaglio da cogliere è la granularità: una «pausa» e un limite di versamento fanno cose diverse, e il primo è pensato per chi deve solo rallentare. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’identità piena, del resto, non è un optional: un conto di gioco la richiede, gli operatori offrono la registrazione con documento oppure con SPID, e Goldbet consente anche la CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono un termine ampio, e la sospensione non tocca i soldi: li lascia fermi. Chi apre un conto la vigilia di una partita e non completa la verifica scopre che il problema non è depositare, è ritirare.

Il Draw No Bet è un Asian handicap travestito

Aprite il regolamento di William Hill e la definizione del Draw No Bet sta in due righe: si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Nessun mistero, nessun bonus, nessuna promessa. Il DNB è il mercato a due esiti costruito sul calcio, e la sua logica è identica a quella dell’Asian handicap con handicap 0: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Cambia il nome sul listino, non l’aritmetica.

Quest’ultima precisazione non è pedanteria, perché è l’unica che spiega la quota che vedete. In un 1X2 con il pari a 3,40 il bookmaker deve prezzare tre esiti; nel DNB ne prezza due, ma il capitale che gli resta in mano dipende comunque dall’1X2 completo. Da qui viene la regola ferrea del regolamento William Hill: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Il gol al 93° che pareggia un 1-0 fa tornare la posta. Il gol al 121° dei supplementari non conta nulla. I tempi supplementari non esistono, ai fini del mercato: la partita finisce quando l’arbitro fischia dopo il recupero, e tutto ciò che accade dopo appartiene a un altro evento.

William Hill spinge la logica oltre, e questa è la parte che sorprende chi pensa al DNB come a un mercato secco sul risultato finale: lo offre anche su singole parti della partita — per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo — con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Nel basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Chi scommette sul primo quarto scopre così che il DNB è un formato, non un mercato: si applica a qualunque finestra abbia due esiti e un possibile pareggio.

E quando il pareggio non è un esito contemplato? Il regolamento delle scommesse a quota fissa di Admiralbet è chiaro: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti previsti da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Il DNB è il caso in cui questo principio si applica per costruzione — l’evento «pareggio» è escluso dal mercato e il denaro torna — ma la stessa regola copre i casi imprevisti, e vale la pena leggerla prima che serva.

Quanto costa il pareggio escluso: il margine

Qui il Draw No Bet smette di essere una questione di regolamento e diventa una questione di prezzo. Un mercato a due esiti non è mai prezzato al centesimo, e la differenza tra ciò che i bookmaker pagano complessivamente e ciò che incassano ha un nome: margine. Il conto si fa su un esempio illustrativo, non su una quota quotata da un operatore: un mercato a due esiti con quota 1,90 da una parte e 1,90 dall’altra.

La quota di payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90. Un solo esito su due, in un mercato equo, pagherebbe 2,00; a 1,90 il rimborso complessivo si ferma al 95 %, e il margine trattenuto è del 5 %. Da qui la banda che interessa al lettore: su un mercato a due esiti prezzato intorno a 1,90 per lato il margine si aggira tra il 4 % e il 6 %, e questo vale a condizione che entrambe le selezioni stiano davvero a quel livello.

Il secondo termine della banda è quello che conta, ed è la ragione per cui una singola coppia di quote non dice molto. Lo stesso margine del 5 % è, per il bookmaker, un ricavo certo su ogni unità puntata su quel mercato, indipendentemente da chi vince: su un giro complessivo di 10.000 € puntati sul mercato a due esiti, il modello si tiene 500 € e ne restituisce 9.500 €. Non è un guadagno garantito partita per partita — nessun operatore sa in anticipo quale lato del mercato vincerà, e un listino sbilanciato può costargli caro — ma è la struttura del prezzo. Un bookmaker che prezzasse il DNB con lo stesso margine di un 1X2 a tre esiti non vi starebbe facendo un favore: vi starebbe vendendo un prodotto che è più facile prezzare, allo stesso ricarico.

Ed è per questo che un DNB a 1,85 merita di essere confrontato con il mercato a tre esiti sullo stesso incontro, non guardato da solo. Con l’1X2 e il DNB sullo stesso foglio, il pari è un esito esplicito da una parte e un rimborso dall’altra: due scommesse diverse, due prezzi diversi, un solo margine che li attraversa entrambi. La conclusione che il conto autorizza non è quale mercato vincerà: è che su un lato quotato 1,85 circa il 5 % della posta è già uscito dal tavolo prima del fischio d’inizio.

Il formato nel dettaglio: copertura, rimborso, tempi

Tre cose vanno tenute ferme quando si legge un DNB, e non riguardano il pronostico. La prima è la copertura: due esiti su tre, con il pari trasformato in restituzione. La seconda è la forma del rimborso: la posta torna, non si trasforma in una vincita, e nelle multiple la selezione rimborsata obbliga a ricalcolare la maggiorazione. La terza è la finestra temporale: novanta minuti più recupero sul calcio, tempi regolamentari nel basket.

La seconda merita un esempio, perché è il punto in cui i giocatori sbagliano i conti. Immaginate una multipla con tre selezioni DNB: due vincono, una finisce in parità. Non perdete tutto e non vincete tutto. La selezione pari esce dal calcolo, la quota complessiva viene ricalcolata sulle due rimaste e la posta resta in gioco su quelle. Chi ha costruito una multipla per raggiungere una quota totale alta scopre di essere tornato indietro di un gradino, non di essere caduto. Un sistema che dipende dalle tre selezioni insieme, invece, si rompe.

La finestra temporale è la più insidiosa, perché non si vede dal nome del mercato. Un DNB su un incontro di basket e un DNB sul primo quarto dello stesso incontro sono due prodotti diversi con lo stesso nome sul listino: il primo guarda la partita intera, il secondo solo la frazione indicata. Chi copia una selezione da una lista senza guardare l’etichetta sta scommettendo su qualcos’altro.

Resta il punto di partenza, quello che lega tutto: un DNB è un pronostico sulla vittoria di una delle due squadre, con il pareggio che diventa denaro restituito invece che denaro perso. Tutto il resto — la quota, il margine, la finestra, la definizione di pareggio — è contorno che decide se quel pronostico valeva il prezzo.

Come abbiamo letto le dieci insegne: i criteri

Su un mercato che si regge su una concessione per sito, il primo criterio non può che essere la concessione: la si legge nei termini dell’operatore, dove il concessionario dichiara numero ADM e ragione sociale, e poi la si controlancia sull’elenco ADM. Il secondo criterio è cosa dicono i termini dell’operatore sull’oggetto di questa pagina: se e come il suo regolamento tratta il rimborso, i limiti, gli strumenti di tutela. Il terzo è l’ampiezza dell’offerta sportiva così come la raccontano le schede degli operatori — mercati, tipi di scommessa, funzioni come il cash out o il bet builder. Il quarto è la trasparenza del prezzo: un regolamento che spiega quando una selezione va a rimborso è un regolamento che si può usare per decidere.

C’è un criterio che deliberatamente non usiamo: la posizione in una lista. Un posto in una classifica non è una concessione, un nome in fondo all’elenco non è meno autorizzato di uno in cima, e nessuna delle dieci insegne qui sotto è più «sicura» delle altre in virtù di come è ordinata. L’ordine è una scelta editoriale, dichiarata e arbitraria come tutte le scelte editoriali.

Un’ultima avvertenza, che riguarda la lettura delle schede. I termini degli operatori descrivono i mercati che offrono; non tutti trattano il Draw No Bet allo stesso modo, e chi non lo nomina non è per questo un operatore senza DNB — semplicemente, quel particolare non è parte di ciò che queste pagine dichiarano. Chi cerca scommesse con draw no bet faccia la verifica che conta: apra il palinsesto dell’incontro, cerchi il mercato, guardi se la voce c’è e a quale quota. È l’unico controllo che vale per la partita che interessa.

Che cos’è il margine e perché decide il confronto

Il margine è la quota di ogni puntata che un mercato non restituisce, e l’esempio a due esiti da 1,90 per lato lo rende concreto: il 5 %. Sembra poco. Su un conto che gira, non lo è: chi punta 200 € al mese su mercati a due esiti è un cliente che il modello prezza a circa 10 € di margine al mese di media, e questa è una stima statistica su un gran numero di puntate, non un esito garantito per la singola giocata. Il margine non è una tassa nascosta né una truffa: è il prezzo del servizio, come lo spread su un cambio.

Ma è anche il motivo per cui il confronto tra operatori non si fa sui nomi. Due bookmaker possono offrire lo stesso DNB a 1,88 e a 1,85: la differenza è il 3 % circa della posta, e su un prodotto dove il void restituisce la puntata intatta, ogni frazione di quota pagata in meno è denaro che non torna mai. Chi punta poco può sorridere. Chi punta spesso sta pagando, mese dopo mese, la differenza tra un listino e l’altro.

La classifica: i dieci concessionari ADM

Insegna Concessione e concessionario Cosa stabiliscono i termini dell’operatore
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 30/60/90 giorni o indeterminata, effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione, riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi; schede in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno; Bet Builder+ che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Per sbloccare il bonus Sport-50 serve un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo

C’è una colonna che non c’è, e la sua assenza è la notizia: nessuna di queste righe porta un margine o un prezzo di DNB, perché un margine appartiene al mercato e all’istante in cui è stato letto, non all’insegna. Chi vuole trasformare questa tabella in una decisione deve completarla da solo, sul proprio foglio.

Le offerte, una per una

AdmiralBet: l’autoesclusione scritta meglio degli altri

Admiralbet è una delle poche insegne di questa lista il cui regolamento dice qualcosa di preciso sull’oggetto della pagina, e non è un dettaglio commerciale: sono le condizioni di utilizzo del gioco. La concessione è la ADM n. 16048, in capo ad Admiral Bet S.r.l. Nel regolamento delle scommesse a quota fissa l’operatore scrive la regola del rimborso quando il risultato verificatosi non è tra gli esiti previsti — restituzione in vincita dell’importo giocato, con la maggiorazione delle multiple da ricalcolare escludendo quella selezione. È il principio che regge il Draw No Bet in tutte le sue forme, ed è raro trovarlo enunciato così.

Sui limiti, l’operatore chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento efficace dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il giudizio: il pacchetto di tutele è il più documentato del gruppo, e la scala 30/60/90 giorni con l’opzione indeterminata è pensata per chi ha già capito che il problema non è la singola serata. Chi invece cerca un listino ricco di funzioni accessorie qui trova meno vetrina che altrove. La scelta tra i due profili è una scelta di priorità, e AdmiralBet si candida a chi mette la disciplina davanti all’intrattenimento.

Sisal: il listino più creativo del gruppo

La ADM n. 16020 è intestata a Sisal Italia S.p.a. La scheda dell’operatore elenca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

È un catalogo costruito per chi vuole combinare, e il Draw No Bet dentro un’offerta così non è l’attrazione: è una voce tra molte. Il cash out, in particolare, cambia il calcolo di chi costruisce multiple con selezioni a rimborso, perché offre una seconda uscita prima del fischio finale. Due cose da ricordare, e sono regole generali: una selezione che va in parità resta un rimborso anche quando la giocata è chiusa, e il cash out non è una garanzia di guadagno, è un prezzo che il bookmaker fa per riprendersi la scommessa.

Il giudizio: l’offerta premia chi scommette per costruire giocate composite e vuole poterle smontare a metà. Chi cerca un DNB semplice, una selezione e via, qui trova tutto quel che serve ma paga il rumore di un listino pensato per altro.

Eurobet: il conto ordinato e la scheda sempre sotto mano

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è il concessionario dietro la ADM n. 16012, e la stessa società compare nell’elenco ADM con più di un sito: è il caso che meglio illustra come la concessione sia legata al sito e non all’azienda. L’app permette scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.

My Bets è una funzione domestica, e proprio per questo utile a chi lavora con selezioni a rimborso: quando una multipla contiene un DNB finito in parità, la ricostruzione della giocata — quale selezione è uscita, come è stata ricalcolata la quota — è più facile da verificare quando tutte le schede stanno in un posto solo. È manutenzione, non spettacolo.

Il giudizio: un profilo ordinato, senza fronzoli, adatto a chi legge il regolamento e controlla il conto. Chi cerca un motivo per entusiasmarsi non lo troverà in queste righe; chi cerca di non perdere il filo delle proprie giocate, sì.

bet365: la quota maggiorata e il costo che si vede solo dopo

Dietro la ADM n. 16030 c’è Hillside (New Media Malta) Plc. La scheda dell’operatore promette Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.

«Quote Maggiorate» è una delle formule da maneggiare con cautela, e questa pagina ha gli strumenti per farlo: una quota maggiorata su un mercato a due esiti è un prezzo che si confronta con il prezzo preesistente dello stesso mercato, non con la sensazione di aver preso qualcosa in più. Se il margine di un DNB è del 5 % su un lato a 1,90, una maggiorazione che porta quel lato a 1,95 lo sposta sotto, e diventa un prezzo che vale la deviazione. Una che lo porta a 1,91 non sposta nulla. Solo il confronto con il prezzo precedente dice quale delle due si sta guardando.

Il giudizio: l’offerta è dimensionata per chi scommette spesso e sa leggere un prezzo, non per chi cerca una funzione di comodo. La maggiorazione è uno strumento nelle mani di chi la misura.

Goldbet: l’app da installare e i virtuali accanto al calcio

La ADM n. 16009 appartiene a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e per chi scarica l’app e si registra c’è il bonus di benvenuto. Il catalogo dei mercati calcistici indicato dall’operatore comprende 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.

C’è anche una sezione che molti lettori non cercano e che conviene nominare: la Goldbet League, campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Le scommesse su eventi simulati stanno dentro la concessione delle scommesse sportive, quindi il prodotto è regolare. Il giocatore attento sa che il margine su un virtuale è cosa diversa dal margine su un mercato reale, e che la partenza ogni cinque minuti non è pensata per far riflettere.

Il giudizio: la densità del calendario virtuale è l’argomento più forte e, insieme, il motivo per cui un lettore che ha problemi di controllo qui deve tenere i limiti stretti. Chi invece usa l’app per il campionato reale trova il catalogo calcistico più completo del gruppo.

BetFlag: dieci euro che chiedono una quota totale da 5.00

Betflag S.p.a. è il concessionario della ADM n. 16008, e la sua offerta è quella che si legge meglio da un punto di vista di costo. Il bonus senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

Tre condizioni in una riga, e ognuna costa. La quota totale minima 5.00 obbliga a costruire una giocata con probabilità bassa o ad allungare la scommessa con una uguale: chiedere cinque volte il capitale è chiedere un esito che, per costruzione, arriva di rado. I tre giorni dall’attivazione sono una finestra stretta, e la finestra non parte quando si apre il conto ma quando il conto è verificato: chi si registra senza completare la verifica ha già speso il proprio tempo. Il tetto dei 30 giorni per la verifica, dal canto suo, è il termine oltre il quale il conto non si attiva affatto.

Il giudizio: dieci euro sono dieci euro, e il costo del prelievo non è in denaro ma in vincoli cumulativi — quota alta, tempo corto, verifica obbligatoria. Chi ha già in mente una giocata da quota 5.00 lo trasforma in una scommessa gratuita; chi sperava in quattro puntate tranquille ha letto male l’offerta.

Betsson: due esiti scritti in chiaro

La ADM n. 16027 è intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare sul sito di StarCasinò: due insegne under lo stesso tetto concessorio, e quindi due nomi che non vanno contati come due operatori indipendenti nel valutare la concentrazione dell’offerta. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il catalogo è quello di un bookmaker generalista con un’anima internazionale: 1X2 e Under/Over come pilastri, mercati sui marcatori e combinazioni. Per chi cerca un DNB, la struttura dei mercati annunciata non va oltre l’elenco: è la conferma che il mercato a due esiti vive dentro un listino che lo supera in ampiezza.

Il giudizio: l’offerta è solida e ampia, ma il particolare che un lettore attento dovrebbe notare non è nel listino — è nella licenza. Due marchi, un solo concessionario: chi sceglie entrambi per «diversificare» non sta diversificando.

StarCasinò: il casinò che porta con sé il calcio

Azzurri Limited compare anche dietro la ADM n. 16026. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È un profilo casinò-prima con un bookmaker dentro, e va letto per quello che è: il calcio c’è, ma non è la ragione per cui il marchio esiste.

Per il lettore di questa pagina il dato rilevante è di contesto: su una piattaforma che offre casinò e scommesse, il giocatore incontra due prodotti con margini diversi, e il casinò ha un margine strutturalmente più alto del mercato a due esiti di cui si parla qui. Chi apre il conto per il calcio e lo tiene aperto per il resto sta pagando due prezzi diversi nello stesso saldo.

Il giudizio: adatto a chi già usa il casinò e vuole la scommessa nello stesso conto. Per chi cerca solo un DNB ben prezzato è un giro lungo, e il fatto che la concessione sia la stessa di Betsson toglie un argomento a chi pensava di avere due opzioni.

Planetwin365: il palinsesto che si guarda

Pwo S.p.a. è il concessionario della ADM n. 16007. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La diretta streaming è una funzione che cambia il modo di scommettere più di quanto non sembri: guardare il match mentre il mercato si muove rende visibile il movimento della quota, e un movimento visibile è un’informazione che chi scommette al buio non ha.

Sui mercati diversi dal calcio il listino indicato è quello degli sport da torneo e da tavolo, che significa volumi e liquidità diversi da quelli di un campionato maggiore. Il DNB, che è un mercato a due esiti nato sul calcio, sulla pallavolo e sul tennis esiste in forme equivalenti — nel tennis il pareggio non esiste proprio, il che è il modo più pulito di non doverlo rimborsare.

Il giudizio: la funzione di streaming è la ragione per aprire questa insegna, e vale soprattutto per chi segue sport che altrove non trova in video. Chi cerca il listino calcistico più profondo troverà di meglio altrove, e questa è la parte del confronto che le pagine dell’operatore non dicono.

NetWin: un rigiro che esclude metà del listino

Netwin Italia S.p.a. detiene la ADM n. 16035, e la sua offerta è quella che si legge più facilmente come un conto. Per sbloccare il bonus Sport-50, l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Il rigiro è basso — tre volte il deposito è un requisito leggero per questo mercato — ma le condizioni di forma sono severe: una multipla da almeno tre eventi, quota minima 2.00 su ciascuno, quota totale da 10.00, entro una settimana. E la lista delle esclusioni taglia esattamente le funzioni che questa pagina ha appena descritto: niente live, niente cash out, niente antepost, niente sistemi. Chi sblocca il bonus dovrà farlo con il prodotto più semplice e più esposto, la multipla costruita, che è anche quello dove il margine lavora di più. Un DNB dentro una multipla qualificante è ammesso — non è escluso — ma un rimborso in caso di pareggio fa scendere la quota totale sotto la soglia, e la giocata smette di contare.

Il giudizio: il rigiro è onesto, la gabbia intorno è stretta, e il vero costo dell’offerta non è il multiplo ma il fatto che esclude proprio i mercati dove il giocatore esperto vorrebbe stare. Chi gioca multiple secche la settimana stessa trova un rigiro leggero; chi cerca flessibilità sta guardando l’offerta sbagliata.

Quanto costa un’ora di calcio, e cosa si porta via

Torniamo al numero che regge tutta la pagina, perché è l’unico che si applica a ogni insegna dell’elenco senza eccezioni. Su un mercato a due esiti prezzato 1,90 per lato, il payout è del 95 % e il margine del 5 %: circa 5 € su 100 € puntati finiscono nel prezzo, in media, prima che la palla rotoli. È una stima statistica su un gran numero di puntate, non la sorte di una singola giocata, e questo va detto chiaramente perché nessuno legga il 5 % come una previsione.

Mettiamo il margine accanto alle altre voci di costo che questa pagina ha incontrato, perché è così che si decide. La concessione ADM non costa al giocatore nulla, ma è ciò che rende possibile il RUA, la vigilanza e una sede legale italiana; un sito senza concessione non costa nulla in più e non offre nessuna di queste tre cose, e porta con sé il rischio che ADM descrive in termini di ammenda e arresto per il partecipante. Il limite di deposito non costa, ma richiede sette giorni per essere alzato, e quei sette giorni valgono esattamente quanto la decisione che sono lì per intercettare. Una promozione senza deposito non costa denaro e costa forma: quota totale minima, finestra di giorni, verifica obbligatoria. Un rigiro su un bonus con deposito costa meno di quanto si creda in multiplo e molto di più in restrizioni, quando le esclusioni cancellano live, cash out e sistemi.

Su una cosa non conviene avere illusioni: la convenienza di un’offerta non si misura con quello che l’operatore regala ma con quello che resta dopo le condizioni. Dieci euro giocabili a quota 5.00 entro tre giorni valgono dieci euro solo per chi avrebbe fatto quella giocata comunque. Un rigiro di tre volte il deposito è leggero se il giocatore puntava già in quel modo, e pesante se lo costringe a costruire multiple che non avrebbe mai giocato. Il margine non si batte: si confronta. È la sola differenza tra due operatori che il giocatore può misurare da solo, sul proprio foglio, con due quote e una divisione.

E vale anche la pena dire cosa questa pagina non fa. Non dice quale selezione vince, quale quota è «sicura», quale sistema batte il margine. Nessuno lo sa, e chi lo promette sta vendendo qualcosa che non esiste. Un DNB ben scelto è un pronostico con una rete sotto, non un pronostico che si avvera. La rete funziona, la caduta è di chi la scavalca con una multipla troppo lunga.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Il controllo ha due passaggi, ed entrambi sono a portata di mano. L’operatore dichiara nei propri termini il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario; si prende quel numero e lo si controlancia sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta 52 righe con codici da 16000 a 16051. Un nome sull’elenco non prova che il sito offra scommesse sportive: la concessione è per sito e l’elenco non ha una colonna per i giochi. La prova sta sul palinsesto dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntando 50 € a quota 1,85, chi vince incassa 92,50 € lordi, cioè 42,50 € di profitto oltre la posta. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro, e una selezione che va a rimborso viene esclusa dal calcolo con la quota totale da ricalcolare.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è il payout, la quota di puntate che il mercato restituisce. Il margine è cento per cento meno il payout. Su un mercato a due esiti con 1,90 da entrambi i lati il payout è del 95 % e il margine del 5 %. Confrontare due operatori su questo numero è l’unico metodo di confronto che dipende solo dalle loro quote.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; gli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non subiscono ritenuta e non vanno dichiarate, perché l’imposta è a carico del concessionario e il giocatore riceve la somma netta. Si tratta di una ricostruzione giornalistica: non è consulenza fiscale, e per importi rilevanti conviene consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati, trattate dall’Agenzia delle Entrate come redditi diversi.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna delle tutele del sistema concessorio è operativa: niente vigilanza ADM, niente collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi — chi si autoesclude resta esposto proprio dove il muro non arriva — e nessuna sede legale italiana per far valere un diritto. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 sanziona i prestatori di pagamento e di accesso che disattendono un ordine di ADM da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini vengono oscurati a livello DNS, con i mirror che ricompaiono in poche ore. ADM richiama l’art. 4 della Legge 401/1989: anche il partecipante è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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