Scommesse con SPID: il conto si apre in pochi minuti, ma il limite di deposito si sceglie subito
Chi cerca un modo rapido per aprire un conto di gioco scopre presto una cosa poco pubblicizzata: la velocità dell’identificazione è solo metà della faccenda. L’altra metà si decide nella stessa schermata, quando il sistema chiede quale somma si intende versare in una settimana. È lì che il percorso mostra il suo vero carattere, e non nel pulsante che promette di risparmiare la fotocopia del documento.
La registrazione con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, elimina l’invio di fronte e retro del documento in fase di apertura, perché i dati anagrafici arrivano già verificati dal gestore dell’identità digitale. Su un conto di gioco italiano questo si traduce in un vantaggio concreto: il conto è operativo subito, senza la finestra di convalida che invece grava su chi si registra per la via tradizionale. Su AdmiralBet, per esempio, il livello di sicurezza dell’accesso via SPID è il 2 e alla password si aggiunge un codice temporaneo; l’alternativa manuale chiede un documento valido, leggibile, a colori e nel formato richiesto, con un secondo invio per e-mail entro 2 giorni se il primo non è idoneo, altrimenti il contratto non si attiva.
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state riscontrate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS).
Liquidazione, ricariche e accrediti: cosa cambia davvero con SPID
Il primo effetto dello SPID non si vede nella schermata di registrazione ma nel momento in cui si chiede un prelievo. Un conto aperto con un documento scaduto o illeggibile resta in attesa di convalida, e in quello stato il denaro entra ma non esce. La validazione va completata entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre con SPID questo capitolo non lo incontra mai: l’anagrafica è già certificata all’origine, e non c’è nulla da rimandare per e-mail.
Vale la pena fermarsi su questo punto, perché è il tipo di dettaglio che si scopre quando i soldi sono già dentro. La finestra dei 30 giorni non è una formalità burocratica: è il periodo in cui il saldo resta ostaggio di una scansione. Un lettore che apre il conto di venerdì sera e carica subito 200 € per giocare la domenica sportiva si trova, senza SPID, nella condizione di poter scommettere e di non poter incassare.
Metodi di ricarica e struttura dei prelievi
Sui canali di pagamento le differenze tra piattaforme sono meno spettacolari di quanto la pubblicità lasci intendere. AdmiralBet elenca carte di credito e debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con la condizione che gli strumenti siano intestati al titolare del conto. Il conto gioco Goldbet si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, e si accede all’app con le credenziali di Goldbet. Lottomatica accetta PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi, con accesso da applicazione tramite nome utente e password.
La ripetizione di PostePay e PayPal in tutte e tre le carte non è un caso redazionale: sono i due strumenti che il pubblico italiano usa di più, e la loro presenza non è un differenziale competitivo. Il differenziale, quando esiste, sta altrove — nei tempi, nei limiti di importo e nella possibilità di prelevare verso lo stesso strumento con cui si è depositato.
SNAI concentra la gestione del conto nell’applicazione, da cui si ricarica con più modalità, e dichiara un’assistenza disponibile sette giorni su sette. Eurobet permette di consultare le informazioni sul conto di gioco e di effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. StarCasinò presenta depositi e prelievi come rapidi, sicuri e gratuiti, con un’ampia gamma di metodi. Sisal aggiunge un canale che gli altri non hanno: dall’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare per sapere subito se è vincente.
Il punto vendita ricariche merita una riga a parte, perché è una figura giuridica e non un negozio qualsiasi. La disciplina del D.Lgs. 41/2024 li definisce come esercizi — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione all’albo costa 100 € l’anno all’esercente. Chi immagina di ritirare la vincita al banco del tabaccaio sta confondendo due mestieri.
Quanto pesa il conto non ancora validato
Il conto di gioco richiede identificazione piena. È una regola che vale per tutti i concessionari, ed è la ragione per cui la registrazione con SPID esiste come procedura distinta: un’anagrafica certificata da un’identità digitale riconosciuta dallo Stato soddisfa il requisito in un colpo solo. Il conto aperto con il documento caricato a mano, invece, resta in una condizione intermedia finché qualcuno non guarda quel file.
Le conseguenze si ordinano così. Prima: l’accesso al gioco in sé, perché un conto sospeso non accetta scommesse. Poi: l’uscita del denaro, che è bloccata sulla stessa sospensione. Infine: il contratto, che non si considera attivato se il documento non viene rimandato nei tempi che l’operatore fissa. Tre effetti diversi, un’unica causa.
Chi ha un’identità SPID attiva non ha motivo di affrontare quella fila. Chi non ce l’ha può comunque aprire il conto in modo tradizionale, sapendo che il primo prelievo dipenderà dalla convalida.
Quali bookmaker italiani regge il confronto
Tre concessionari con SPID confermato, tutti su sito .it e tutti con un numero di concessione dichiarato nei propri termini. Le differenze che contano non stanno nella licenza, che è la stessa categoria di titolo per tutti e tre, ma in tre cose: cosa l’operatore scrive nei propri termini sul tema dell’identificazione, come si comporta sulla liquidazione, e quanto la meccanica dell’offerta si allinea con quella promessa. Nessuno dei tre è una classifica definitiva del mercato, e nessuno dei tre va letto come una raccomandazione: qui si confrontano carte, non si distribuiscono medaglie.
I tre nomi del confronto, in ordine di lettura
Il primo della lista è il più esplicito sul tema. Il secondo ha costruito il percorso identitario su due binari, SPID e CIE. Il terzo ha legato un importo in denaro alla scelta di registrarsi con SPID, e questa è la differenza che un lettore attento nota subito, perché trasforma una procedura tecnica in un incentivo economico.
L’ordine di lettura qui sotto non è una graduatoria di merito: va dall’operatore che documenta il meccanismo nel modo più disteso a quello che lo usa come leva promozionale. Chi legge solo il primo paragrafo ha già capito come funziona il sistema; chi legge l’ultimo capisce cosa ci si può guadagnare.
Che cosa distingue i tre sulla carta
AdmiralBet è l’unico dei tre che descrive per esteso la procedura SPID nei propri termini: si sceglie «Registrati con SPID» e si accede tramite il gestore dell’identità digitale, con i dati importati automaticamente e un livello di sicurezza 2 che aggiunge un codice temporaneo a nome utente e password. In alternativa, la registrazione classica richiede l’upload fronte e retro di un documento valido, leggibile, a colori e nel formato richiesto; se il documento non è idoneo va inviato per e-mail entro 2 giorni, pena la mancata attivazione del contratto. La lettura di questa asimmetria è semplice, e non è un complimento per il marketing: l’operatore ha reso il percorso manuale così esplicito da rendere evidente quanto convenga l’altro.
BetFlag dedica due pagine di Apertura Conto alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, la Carta d’Identità Elettronica, e richiama una convenzione con AgID per l’uso dello SPID. È la scelta più ampia sul piano dei metodi: chi non ha SPID ma ha la CIE può comunque evitare la scansione del documento cartaceo, sia tramite un fornitore di identità che attraverso la carta. Sotto il profilo editoriale, due pagine dedicate valgono più di un pulsante: dicono che l’operatore considera l’identificazione un tema da spiegare, non una scocciatura da superare in fretta.
William Hill ha legato il percorso al risultato: chi sceglie SPID ottiene un Bonus Sport da 10 € immediato, senza invio di documentazione, mentre con la registrazione manuale i documenti vanno inviati entro 96 ore e il bonus di verifica è di 5 €. Dieci contro cinque: la differenza tra i due percorsi è quantificabile in euro, ed è il modo più diretto in cui un operatore italiano dice che preferisce non ricevere scansioni.
Liquidazione, limiti di deposito e dove i conti si allontanano
Qui le carte si separano davvero. Il catalogo pagamenti di AdmiralBet è il più dettagliato dei tre e include Admiral Pay accanto agli strumenti mainstream; il conto si apre con SPID e si ricarica senza costi aggiuntivi, purché gli strumenti siano intestati al titolare. È la combinazione che un lettore attento cerca: identificazione rapida e nessuna sorpresa sulla gratuità delle operazioni.
Su William Hill la meccanica è diversa e va letta con attenzione, perché l’importo che accompagna il percorso SPID non è un bonus di benvenuto ma un riconoscimento di verifica: 10 € accreditati subito contro i 5 € del canale manuale. Chi si ferma al titolo «Bonus Sport da 10 €» e non legge il resto si costruisce un’aspettativa sbagliata: quello che arriverà dopo, sul primo deposito, è un pacchetto diverso e con requisiti propri.
Su BetFlag l’apertura del conto è la parte semplice: le procedure SPID e CIE sono documentate, e il conto si gestisce dall’app. È l’operatore dei tre che tratta l’identificazione come infrastruttura, non come argomento promozionale, e per un lettore che vuole solo scegliere il metodo e passare oltre è probabilmente la lettura più riposante.
I tempi di accredito dei prelievi variano in base al metodo di pagamento, e i termini aggiornati dell’operatore offrono i dettagli più precisi.
Le tre concessioni sono per sito e non per azienda, ed è un dettaglio che vale quando una verifica va fatta davvero. AdmiralBet fa capo ad Admiral Bet S.r.l. con concessione ADM numero 16048; BetFlag a Betflag S.p.a. con concessione 16008; William Hill a William Hill Malta Plc con concessione 16044. La società concessionaria raramente porta il nome del marchio, ed è normale: il titolo si legge dalla riga di licenza, non dal logo.
Fondamenti: come funziona l’apertura del conto
Aprire un conto di gioco in Italia non è la stessa cosa che iscriversi a un servizio qualunque. Il conto di gioco è un rapporto identificato con un soggetto che risponde a un’autorità pubblica, e ogni passaggio della registrazione esiste perché qualcuno lo ha imposto o lo ha reso possibile.

Lo SPID in due righe
Lo SPID è una chiave di accesso unica ai servizi digitali delle amministrazioni locali e centrali: un solo insieme di credenziali identifica la persona presso la pubblica amministrazione. Con lo stesso strumento si accede anche ai servizi pubblici degli Stati membri dell’Unione europea e a quelli di imprese e commercianti che lo hanno adottato per identificare i propri clienti.
Ed è proprio in questa seconda parte che i concessionari italiani si inseriscono. Non serve nessun accordo speciale con lo Stato perché un bookmaker accetti SPID: serve che il bookmaker decida di adottarlo come metodo di identificazione dei clienti, esattamente come hanno fatto imprese e commercianti fuori dal settore del gioco.
C’è poi un secondo uso dello SPID che ha poco a che vedere con l’apertura del conto e molto con la protezione di chi lo apre. Sul portale di ADM si accede con SPID, si seleziona la scheda «SPID» e si invia la richiesta di autoesclusione; chi non ha SPID la invia a uno dei concessionari con cui ha un conto di gioco aperto. Lo stesso strumento serve anche per l’area riservata del portale, per esempio l’albo dei punti vendita ricariche, dove sono richieste credenziali SPID di livello 2 oppure CNS o CIE.
Il quadro regolatorio in breve
Il mercato del gioco a distanza italiano è disciplinato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. L’autorità di vigilanza è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio comune del settore è ancora spesso chiamata AAMS.
Le licenze si chiamano concessioni e non si comprano al banco: sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione, e la lettera a) mette al primo posto le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Il comma 3 fissa la durata del titolo in un massimo di nove anni senza rinnovo automatico, e il comma 5 indica tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per un valore di circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza consultato il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.
Qui sta il punto che quasi nessuno mette in chiaro: la concessione è per sito e non per azienda. Una società può gestirne più di una, come Eurobet Italia S.r.l., che amministra Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E l’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente nella lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché il concessionario può avere in mano il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo nelle combinazioni più varie. Che un sito offra davvero scommesse sportive lo dice il sito stesso, non l’elenco.
Da qui derivano due letture. La prima è che l’elenco di ADM è la prova di una cosa sola, l’esistenza del titolo, e non di tutte quelle che il pubblico gli attribuisce. La seconda è che una presenza in una pagina di confronto non è una concessione. Sono due cose diverse, e in Italia la differenza si paga.
Il meccanismo dell’identificazione nei tre percorsi
Un conto di gioco richiede identificazione piena, e gli operatori mettono a disposizione due o tre strade per arrivarci. La prima è la registrazione con modulo accompagnata dalla copia di un documento, la seconda è lo SPID, e in alcuni casi si aggiunge la CIE attraverso un fornitore di identità. Goldbet è tra gli operatori che citano anche la CIE accanto allo SPID.
La strada tradizionale funziona, ma ha un costo nascosto: il tempo. Il documento va caricato in una forma che il sistema accetti — leggibile, a colori, in un formato tra quelli ammessi — e se qualcosa non torna, il conto resta a metà. Su AdmiralBet la scadenza per rimandare un documento non idoneo è di 2 giorni, pena la mancata attivazione del contratto; su William Hill i documenti della registrazione manuale vanno inviati entro 96 ore. Sono finestre brevi, e sono la ragione per cui il percorso manuale va intrapreso solo quando si ha il documento a portata di mano.
Il percorso SPID salta il problema all’origine. Non c’è un file da produrre, non c’è un formato da rispettare, non c’è una finestra di invio che scade: i dati anagrafici entrano nel conto già verificati dal gestore dell’identità. Il livello 2 aggiunge un fattore in più, come il codice temporaneo previsto da AdmiralBet, e questo è un guadagno di sicurezza prima ancora che di comodità.
Resta una domanda pratica che vale la pena sciogliere: chi non ha SPID è tagliato fuori? No. La registrazione classica resta disponibile, e su BetFlag è affiancata dalla CIE. Il percorso tradizionale costa qualche minuto in più e un documento leggibile, non una rinuncia.
Da dove vengono i limiti che il conto porta con sé
Al momento della registrazione il conto non chiede solo chi sei. Chiede anche quanto pensi di giocare.
Su AdmiralBet la registrazione impone di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La regola che governa questi limiti è asimmetrica, ed è la parte da fissare bene in testa: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La ratio è evidente — rallentare chi vuole alzare il tetto sotto l’effetto di una giornata storta — e la conseguenza pratica è che il limite scelto in apertura è, per una settimana intera, una decisione quasi irreversibile.
Chi digita un numero a caso perché «tanto si cambia dopo» sta sbagliando i calcoli: la settimana di attesa vale anche quando si vuole salire, non solo quando si vuole scendere.
Normativa: chi controlla, chi ha la concessione, cosa rischia il conto non autorizzato
Di fronte a un sito che si presenta come bookmaker, la domanda «è autorizzato?» ammette una risposta verifica bile e una serie di risposte decorative. ADM pubblica la lista dei siti legali, collegata ai concessionari, e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso: sono entrambe pubbliche, la prima sui canali dell’Agenzia, la seconda anche su quelli della Guardia di Finanza. Chi vuole sapere se un sito è in regola ha il suo strumento e non ha bisogno della parola dell’operatore.

L’elenco, gli oscurati e il registro
Le due liste non sono un’opinione. Art. 22, D.Lgs. 41/2024: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avvertimento.
Sul funzionamento reale del blocco conviene essere precisi, perché molta narrativa circola al riguardo. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad applicarlo; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti nel 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini per volta — e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «eliminati». Un lettore che trova un sito .com dall’aspetto curato in prima pagina di ricerca non ha trovato un’eccezione sfuggita al sistema: ha trovato la parte del sistema che non funziona in modo istantaneo.
Perché la concessione cambia la posizione del giocatore
La concessione non è un bollino estetico. È la condizione che attiva una serie di tutele che fuori da quel perimetro non esistono.
Su un operatore con concessione ADM valgono le regole sul monitoraggio dell’attività, gli strumenti obbligatori di limitazione, il collegamento al registro degli autoesclusi e un foro legale italiano per qualunque controversia. Su un marchio .com senza titolo nulla di questo è previsto; a monte c’è la possibilità del blocco DNS, e a valle c’è la posizione del giocatore, che ADM descrive in termini che meritano di essere riportati con le sue stesse parole. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».
È la regola lato giocatore nella versione dell’autorità che la applica, e cambia il modo di leggere l’intera questione. Chi deposita su un .com non sta solo accettando un rischio tecnico: sta entrando in un perimetro che l’ordinamento italiano considera illecito, con una conseguenza penale prevista per il partecipante. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non emergono dalle fonti consultate, e questo va detto senza girarci intorno.
Sul versante dell’operatore, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Offrire gioco a giocatori italiani senza concessione è illecito, e il divieto non si aggira trasferendo il server.
C’è poi la faccia meno comoda della verifica, che riguarda anche i siti che sembrano in ordine. Un marchio presente nell’elenco dei concessionari non è automaticamente un bookmaker calcistico: come detto, l’elenco non distingue i giochi. E un marchio assente dall’elenco al 25 ottobre 2026 non è per ciò stesso illecito per sempre, perché l’elenco fotografa una data. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette a quella data.
Che cosa si può scommettere, e perché conta per il conto
Il prodotto centrale delle scommesse sportive a quota fissa ha una cornice che pochi lettori conoscono, e che vale la pena spiegare perché tocca la vita quotidiana di chi scommette.
L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Su un evento fuori dal palinsesto approvato non si può prendere una scommessa. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata.
La conseguenza per il lettore è che la profondità dell’offerta non dipende solo dalla voglia dell’operatore di fare mercato. Dipende anche da quante voci sono state approvate. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto, però, nessuna fonte pubblica lo dice in modo completo: è una delle zone in cui l’unica verifica sensata è guardare il palinsesto dell’operatore prima di scommettere.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato; sono consentite all’interno di una concessione per scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno infatti una sezione «Virtuali». Chi cerca un mercato che non dipende dal meteo della domenica lo trova lì, sapendo che sta scommettendo su un algoritmo.
L’ippica è due cose diverse nella legge, e la distinzione è utile a chi segue le corse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio offra il totalizzatore di ippica nazionale online è, anche qui, una verifica da fare sul posto.
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non emergono dalle fonti consultate, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Un lettore che vuole capire quanto è profondo il live di un bookmaker deve aprire l’evento e contare le voci, non fidarsi di una descrizione.
Il betting exchange è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o bancante e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, però, non emerge dalle fonti consultate.
Sulle scommesse riguardanti eventi di minori esiste una decisione del direttore di ADM che cita il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esport è un’altra voce aperta. E un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. È una nota importante, perché circola l’idea opposta.
Imposta unica e tassazione delle vincite
Il prelievo principale del settore non tocca il giocatore ma l’operatore, ed è bene sapere come è costruito per capire cosa c’è dentro una quota.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non emerge dalle fonti consultate. Le aliquote sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se gli accrediti di bonus entrino nella base imponibile non emerge dalle fonti consultate.
Un’aliquota del 24,5 % applicata alla differenza tra puntate e vincite è più di un dato fiscale: è la spiegazione meccanica di perché una quota italiana su un evento di nicchia sia più bassa della quota dello stesso evento su un mercato meno tassato. Il margine del bookmaker e l’imposta vivono dentro lo stesso numero, e il giocatore li paga entrambi senza vederli.
Per il giocatore le cose stanno diversamente, con una precisazione da fare. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore nel 2024 e nel 2026 descrive la vincita come «tassata alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione ragionevole è che su questo punto convenga consultare un commercialista.
Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri il discorso cambia natura. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non emerge dalle fonti consultate, e la posizione va espressa per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Pubblicità e promozioni: il divieto in vigore
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le sue parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto non vieta le promozioni: vieta la loro pubblicità. È una distinzione che il lettore deve tenere ferma, perché spiega un paesaggio che altrimenti sembra incoerente. Un operatore con concessione può avere un bonus di benvenuto e non può farne pubblicità nel modo in cui lo farebbe qualunque altro settore. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’art. 3, lett. l), e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3.
Lo stato dell’applicazione è mosso. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non emerge dalle fonti consultate, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il giocatore la morale è meno giuridica di quanto sembri. Quando il marketing tace per legge, l’informazione sulle condizioni si sposta altrove: nei termini e condizioni, che nessuno legge, e nelle pagine di confronto, che troppo spesso ripetono il linguaggio del marketing senza averne il vincolo. Chi vuole capire un’offerta oggi deve andarla a leggere nel posto in cui è scritta davvero.
Prevenzione: limiti, RUA e strumenti che agiscono prima del danno
Gli strumenti di gioco responsabile non sono un capitolo a parte del conto di gioco: sono una parte del conto di gioco. Il quadro li rende obbligatori per i concessionari, e la loro struttura è pensata per agire prima che il danno si produca, non dopo.
Limiti che il giocatore sceglie, limiti che il concessionario applica
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che i concessionari devono mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
La struttura a due livelli non è un dettaglio. I limiti del primo tipo sono quelli che il giocatore si dà; quelli del secondo sono fissati dal concessionario e variano in base a età e comportamento. Un lettore che immagina un tetto unico e uguale per tutti si perde proprio la parte che cambia da conto a conto — ed è la parte che ADM può modulare.
All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con l’abbassamento che si applica subito e sette giorni di attesa per alzarlo. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non emerge dalle fonti consultate.
Autoesclusione e RUA: cosa resta scoperto
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che stabilisce il giocatore.
I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026.
Il punto che il lettore deve portarsi via non è la durata ma il perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi apre un conto su un .com non è protetto: la richiesta non arriva a nessuno, perché nessuno è tenuto a riceverla. È l’esempio più netto di come lo stesso strumento valga zero fuori dal sistema che lo alimenta.
Sul versante del contatto e del supporto, bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia riporta il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. SNAI dichiara un’assistenza disponibile sette giorni su sette.
Informazione e comunicazione responsabile
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
La cifra va letta per quello che è: una quota fissa che ogni concessionario versa, indipendentemente da quanto comunica spontaneamente. Serve a tenere in piedi un canale informativo che il mercato, lasciato a sé, non finanzia. Non è una garanzia che l’informazione arrivi a chi ne ha bisogno nel momento in cui ne ha bisogno — quello dipende dal canale di contatto e dalla sua accessibilità, che è il motivo per cui la norma fissa anche giorni e orari.
La verifica che il lettore fa da sé
Aprire un conto con SPID non richiede di fidarsi di nessuno: le credenziali le emette un gestore riconosciuto e i dati arrivano già verificati. La scommessa, semmai, è un’altra, ed è l’operazione su cui conviene spendere due minuti: l’operatore è nell’elenco ADM?
Il controllo si fa su due liste pubbliche, quella dei siti legali e quella dei siti inibiti. Se il marchio che si sta guardando compare nella prima, la concessione esiste e il conto avrà dietro il RUA, gli strumenti di limitazione e un foro italiano. Se non compare — o se compare il dominio in una forma diversa da quella del sito visitato — conviene fermarsi, perché la concessione è legata al sito e non al marchio, e un dominio diverso è un titolo diverso.
È una verifica poco romantica e molto redditizia. Richiede due minuti e riguarda l’unica cosa che, se sbagliata, nessuna procedura di registrazione può rimediare.
Bonus e requisiti: cosa promettono i tre percorsi
Un bonus di benvenuto è il posto in cui il linguaggio del mercato si allontana di più dal testo che lo governa. La parola «bonus» non ha un significato univoco, e le condizioni che la accompagnano cambiano il valore dell’offerta molto più dell’importo stampato in grande. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto al rigioco risulta dalle fonti consultate: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza della promozione, quindi il bonus esiste anche dove non se ne può parlare.
Questo capitolo va letto con la calcolatrice in mano e con i piedi per terra. I parametri che seguono sono quelli che le condizioni dei tre operatori scrivono nero su bianco, e sono l’unica cosa su cui si può ragionare prima di depositare.
Il percorso SPID nelle condizioni dei tre operatori
I tre trattano il tema in modo diverso, e la differenza è più istruttiva degli importi.
Su AdmiralBet il percorso SPID non compare come voce di promozione ma come procedura: si sceglie «Registrati con SPID» e si accede tramite il gestore dell’identità digitale, i dati vengono importati automaticamente e il livello di sicurezza è il 2, con il codice temporaneo che si aggiunge a nome utente e password. Non c’è un importo collegato alla scelta: c’è una descrizione del meccanismo, che è tutto ciò che un lettore può effettivamente valutare prima di decidere.
Su BetFlag l’Apertura Conto rinvia alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e richiama una convenzione con AgID per l’uso dello SPID. Il bonus di benvenuto vero e proprio è un’altra faccenda: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto di cinquemila euro su un 100 % del deposito significa che per arrivarci bisogna depositare cinquemila euro, ed è la prima cosa da capire di quel numero: non è una dotazione, è un limite massimo.
Su William Hill il percorso identitario è legato a un importo, e vale la pena distinguere due livelli che il linguaggio promozionale tende a fondere. La registrazione con SPID porta un Bonus Sport da 10 € accreditato subito, senza caricare documenti; con la registrazione manuale i documenti vanno inviati entro 96 ore e il bonus di verifica è di 5 €. Il Benvenuto Sport è invece un pacchetto diverso: il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Sisal aggiunge una variante che vale la pena citare come esempio di come cambia la forma dell’offerta: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Che cosa rende pesante il Benvenuto Sport di William Hill
La struttura di William Hill merita un esame ravvicinato, perché è quella che più facilmente delude un’aspettativa costruita sul titolo.
Il bonus massimo è di 50 €. Per ottenerlo serve un primo deposito di almeno 20 € con carta o PayPal, ed è un deposito che l’operatore riconosce solo se effettuato entro 7 giorni. Fin qui sembra tutto semplice. Il nodo arriva dopo: il bonus cash viene erogato in tranche da 10 €, e ogni tranche si sblocca giocando multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 ciascuna, con denaro reale.
Una quota minima di 5.00 su una multipla è la condizione che riscrive l’offerta. Non è una soglia di comodo: restringe in modo drastico il numero di combinazioni che soddisfano il requisito, perché una multipla di cinque selezioni così lunghe è un prodotto ad alta varianza. Per liberare 10 € bisogna mettere insieme cinque partite che pagano, e vincere quella multipla. Il bonus massimo di 50 € corrisponde a cinque tranche da sbloccare, quindi a cinque multiple vincenti con quelle caratteristiche.
È qui che il linguaggio promozionale merita di essere letto con attenzione. Un importo «fino a 50 €» presentato accanto alla parola benvenuto può far pensare a un accredito, e l’accredito esiste ma è condizionato a un risultato sportivo. Chi scommette raramente multiple di cinque selezioni a quota 5.00 per selezione — cioè la quasi totalità delle persone — non sbloccherà gran parte del tetto, e le tranche non maturate restano dov’erano.
Il percorso identitario di William Hill resta comunque il più generoso sul momento dell’apertura: 10 € accreditati subito con SPID contro 5 € con la registrazione manuale, senza documenti da preparare. Per chi apre il conto e vuole capire come funziona la piattaforma prima di depositare, è un inizio poco impegnativo.
Che cosa resta dopo aver letto i requisiti
La domanda utile non è quanto vale il bonus, ma quanto costa prenderlo: nessuno dei tre operatori dichiara un fattore di rigioco numerico o un requisito di puntata espresso come multiplo del bonus. Questo cambia il modo di confrontarli: senza un numero con cui calcolare, l’unica discriminante che resta è la struttura dei requisiti, che è visibile e confrontabile.
E la struttura dice cose diverse. AdmiralBet non lega nulla alla scelta di SPID e non promette un importo per quel percorso: l’identificazione è un servizio, il bonus è un capitolo separato. BetFlag lega il bonus al deposito, con il 100 % fino a 5.000 € accreditato su saldo, e affianca SPID e CIE come metodi di apertura. William Hill lega una piccola somma al percorso identitario e un pacchetto più grande a un percorso di sblocco a tranche con quote minime alte.
Il consiglio che si può dare senza conoscere il lettore è limitato ma reale: il numero in grande non è l’offerta. L’offerta è la combinazione di importo massimo, deposito minimo, finestra di tempo e condizione di sblocco, e in due dei tre casi qui sopra la condizione di sblocco è la voce che decide il valore effettivo.
I tre bookmaker sotto la lente
Tre carte, un ordine di lettura che va dall’operatore più trasparente sul meccanismo dell’identificazione a quello che lo ha trasformato in leva. Le concessioni sono per sito e i numeri vanno letti come li scrivono gli operatori nei propri termini.
AdmiralBet, il conto che si apre con SPID e spiega come
AdmiralBet è l’operatore dei tre che ha scritto per esteso come funziona la registrazione con SPID, e per un lettore che arriva da una ricerca sull’argomento è la pagina più utile prima ancora che il bookmaker più conveniente. Si sceglie l’opzione «Registrati con SPID», ci si autentica presso il proprio gestore dell’identità digitale e i dati vengono importati automaticamente; il livello di sicurezza è il 2, con un codice temporaneo che si aggiunge a nome utente e password. Non c’è un documento da fotografare, non c’è un formato da rispettare, non c’è una finestra di invio che scade.
L’alternativa è descritta con la stessa precisione, e questa è la parte che merita attenzione. La registrazione classica richiede di caricare fronte e retro di un documento d’identità in corso di validità; un documento non idoneo va inviato per e-mail entro 2 giorni, pena la mancata attivazione del contratto. Due giorni sono un margine stretto, e il fatto che l’operatore lo dichiari in modo così esplicito è, paradossalmente, un buon segnale: la scadenza c’è per tutti, ma solo chi la scrive permette al lettore di arrivarci preparato.
Sul fronte ricariche il catalogo è il più fitto dei tre: carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con gli strumenti intestati al cliente. Nessun costo aggiuntivo è una promessa facile da fare e facile da disattendere; quello che conta è la condizione di intestazione, che è standard nel settore e impedisce di pagare con la carta di un familiare.
Poi ci sono i limiti, che su questo operatore sono un capitolo denso. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la regola è quella simmetrica rovesciata: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il primo numero che si digita è quindi il più importante, e chi non ha le idee chiare farà meglio a scegliere il più basso dei valori che si sente di sostenere.
L’autoesclusione segue lo stesso impianto. I termini prevedono l’esclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono le stesse condizioni che valgono per qualsiasi concessionario attraverso il RUA, ma vederle scritte per esteso in un contratto è diverso dal doverle dedurre.
La concessione è ADM numero 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., su sito proprio .it. Prima di registrarsi vale la pena leggere le condizioni in vigore sul sito: le tempistiche di autoesclusione sono cambiate di recente e le pagine di confronto, compresa questa, invecchiano più lentamente dei termini.
BetFlag, l’apertura con SPID e CIE e il 100 % fino a 5.000 €
BetFlag affronta il tema dell’identificazione con la scelta opposta a quella dei concorrenti: non un pulsante, ma due pagine dedicate dentro la sezione Apertura Conto, una per lo SPID e una per la CIE, con il richiamo a una convenzione con AgID per l’uso dello SPID. È il modo di comunicare di un operatore che considera l’identificazione una funzione da istruire.
La conseguenza pratica è che BetFlag è il più flessibile dei tre sul metodo. Un lettore con la Carta d’Identità Elettronica e senza SPID ha comunque una via per evitare l’upload dei documenti, e questo in un mercato dove il percorso identitario è normalmente presentato come una scelta binaria è un vantaggio concreto. Il conto, una volta aperto, si gestisce dall’applicazione.
Il programma è il pezzo più pubblicizzato. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il tetto di cinquemila euro è una cifra che a molti lettori non servirà mai: per raggiungerlo bisogna depositare cinquemila euro, e chi ha quel capitale da destinare a un conto di gioco non è il pubblico tipico di questo mercato. Per tutti gli altri l’offerta è un raddoppio del primo deposito fino alla somma che effettivamente si versa, e la voce da controllare resta una sola: cosa serve fare, nei termini dell’operatore, prima che quel saldo sia prelevabile.
La concessione è ADM numero 16008, intestata a Betflag S.p.a., su sito proprio .it. È il più discreto dei tre sul piano del marketing e il più esplicito su quello dei metodi di identificazione, e questa combinazione dice qualcosa sul tipo di utente che l’operatore si aspetta.
William Hill, il bonus legato al percorso di registrazione
William Hill ha scelto la strada più diretta: mettere un prezzo sulla scelta del metodo. La registrazione con SPID porta un Bonus Sport da 10 € accreditato subito, senza caricare documenti; con la registrazione manuale i documenti vanno inviati entro 96 ore e il bonus di verifica è di 5 €. Chi sceglie SPID prende il doppio, subito, e senza produrre file.
Il Benvenuto Sport gioca un’altra partita. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il tetto di cinquanta euro è modesto rispetto ai cinquemila di BetFlag, ma la struttura di sblocco è quella che merita l’attenzione: cinque tranche da dieci euro, ciascuna legata a una multipla di cinque selezioni a quota almeno 5.00.
Il conto si apre in modo pulito, e la finestra delle 96 ore per i documenti nel percorso manuale è più larga dei 2 giorni di AdmiralBet. Per un lettore che non ha SPID e non ha fretta, è un dettaglio non banale. Per chi ha SPID, i 10 € immediati sono l’incentivo che l’operatore ha scelto di mettere sulla procedura più rapida, e la logica è coerente: meno lavoro per l’ufficio verifiche, più premio per chi lo evita.
La concessione è ADM numero 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su sito proprio .it. La società concessionaria italiana è una controllata maltese, come per altri marchi internazionali presenti nell’elenco: è normale, e non cambia nulla ai fini delle tutele, che restano quelle della concessione italiana.
Le tre concessioni a confronto
| Brand | Numero di concessione e concessionaria | Cosa scrivono i termini sul tema | Supporto del soggetto |
|---|---|---|---|
| AdmiralBet | Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Registrazione con SPID con dati importati automaticamente e livello di sicurezza 2 con codice temporaneo; in alternativa upload fronte e retro del documento in .pdf, .jpg o .png, con nuovo invio per e-mail entro 2 giorni in caso di documento non idoneo | Confermato |
| BetFlag | Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Due pagine dedicate nella sezione Apertura Conto alle procedure con SPID e con CIE, con richiamo a una convenzione con AgID per l’uso dello SPID; registrazione classica disponibile in alternativa | Confermato |
| William Hill | Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Registrazione con SPID con Bonus Sport da 10 € accreditato subito e senza documenti; con registrazione manuale documenti entro 96 ore e bonus di verifica da 5 € | Confermato |
La tabella mostra una cosa che il testo tende a nascondere: i tre operatori non usano SPID per lo stesso motivo. AdmiralBet lo descrive come infrastruttura, BetFlag come servizio al cliente con un’alternativa equivalente, William Hill come comportamento da premiare. La concessione, invece, non li distingue in alcun modo: tre numeri diversi, la stessa categoria di titolo, gli stessi obblighi.
Il numero di concessione va letto per quello che è. Non dice quanto è buono un bookmaker, non dice quanto è profondo il palinsesto, non dice quanto è veloce il prelievo. Dice una cosa sola — che il sito opera dentro il perimetro ADM — e quella cosa è la più importante delle tre, perché è l’unica che nessun operatore può darsi da solo.
Domande frequenti su SPID e conti di gioco
Che cos’è lo SPID e come si usa per aprire un conto di gioco?
Lo SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale: un insieme unico di credenziali che identifica la persona presso le amministrazioni e presso le imprese che lo hanno adottato. Su un conto di gioco si sceglie la registrazione con SPID e si accede tramite il gestore dell’identità digitale e i dati anagrafici vengono importati già verificati.
Perché un bookmaker con concessione chiede l’identificazione con documento o SPID?
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e la concessione lega l’operatore a obblighi precisi in materia di età, monitoraggio e strumenti di tutela. Lo SPID serve a soddisfare quel requisito in un passaggio solo, senza produrre scansioni. Chi non usa SPID deve completare la convalida entro i termini fissati dall’operatore, altrimenti il conto resta sospeso.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
In Italia l’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del settore e le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco. In apertura si controlla l’identità, si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile e, su alcuni operatori, anche i limiti di ricarica, spesa e tempo.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consultano le due liste pubbliche di ADM: quella dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e quella dei siti di cui è inibito l’accesso, quest’ultima pubblicata anche dalla Guardia di Finanza. La concessione è legata al singolo sito .it e non al marchio, e l’elenco non indica quali giochi il concessionario possa offrire.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo serve attendere sette giorni: significa che il tetto fissato all’apertura resta vincolante per una settimana intera. Su alcuni operatori la registrazione chiede anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche per il periodo scelto dal giocatore. La richiesta si invia sul portale ADM accedendo con SPID, oppure a un concessionario con cui si ha un conto. I siti senza concessione non sono collegati al registro.
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