Scommesse sul boxe: la concessione non è una promessa, la quota ha un prezzo
Un pugile che chiude l’incontro in anticipo decide una schedina in un modo che nessun calcio gli insegna. Il resto — dove si punta in Italia, cosa resta al bookmaker, cosa rischia chi sbaglia indirizzo — è la materia di questa pagina. Dati aggiornati a Ottobre 30, 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Normativa e vigilanza: chi può accettare la tua puntata in Italia
Tutto parte da un numero. Ogni operatore che accetta scommesse sportive da un indirizzo italiano espone nelle proprie condizioni un codice di concessione, e a quel codice corrisponde una riga in un elenco pubblico. Non è una decorazione da sito: è la ragione per cui, se il pugile finisce al tappeto alla settima ripresa e il tuo credito non arriva, esiste qualcuno a cui chiedere conto.
Il mercato regolato italiano si appoggia all’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» nella prima menzione e ancora chiamata «AAMS» da mezzo listino e da quasi tutti i giocatori. Sopra ci sta il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola tecnica è «concessione», e non significa licenza aperta: le concessioni si assegnano per gara pubblica. Non esiste la scorciatoia di aprire un sito, compilare un modulo e accettare puntate sul prossimo mondiale dei pesi massimi.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, a carte e di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa il tetto: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara; l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 tengono fermi per tutta la durata, rispettivamente, le condizioni della concessione e il regime fiscale.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Letto il 25 ottobre 2026, l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più d’una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda — ed è il primo dettaglio che sfugge a chi legge un confronto di fretta.
Qui si apre la prima crepa, e vale la pena guardarla da vicino perché è quella che costa. L’elenco non ha una colonna dei giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Chi ti vende una classifica come prova di affidabilità ti sta vendendo una riga di elenco per una cosa che la riga non dice.
E l’elenco non è il mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare fra i dieci esaminati qui non è per questo privo di concessione. Il confronto che segue riguarda dieci concessionari, non l’intero settore: nessuno di loro è l’unico autorizzato a prendere una puntata.
Quello che si può mettere in palinsesto, e quello che nessuno può
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto»: il programma di eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Da lì discende la regola pratica: si può accettare una puntata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non si legge dall’esterno: si vede dal programma che l’operatore pubblica.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se poi un marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi è un’altra domanda, e la risposta non è scritta da nessuna parte che sia pubblica.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti esistono per questo. L’ippica, invece, è due cose distinte nella legge: le puntate sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c), con l’art. 2, lett. h) a elencare vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — questi ultimi chiedono una concessione a sé. Se un marchio gestisca online i totalizzatori di ippica nazionale, di nuovo, non risulta.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori, e le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note; nemmeno esiste un elenco pubblico dei mercati live. L’exchange è ammesso come gioco separato: art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u), dove il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi, a passi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, e Betfair viene descritto come il primo, con concessione 16028.
Restano tre caselle vuote che è utile conoscere come vuote. Sulle scommesse relative agli eventi dei minori esiste una decisione dirigenziale ADM che cita il DM 111/2006, e sul contenuto non si sa nulla. Se il palinsesto comprenda gli esports, non risulta. Un tetto statutario in euro alle puntate sportive non esiste: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Chi cerca una norma che gli vieti di puntare 300 € su un match di cartello non la troverà.
Verificare una concessione in dieci minuti
Il test è uno solo, e sta in una pagina pubblica. Sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza si cerca il nome del concessionario — non quello del marchio, che spesso non coincide: Bwin.it fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it ad Azzurri Limited. Sotto il nome del marchio, in fondo alla pagina, c’è la riga con numero di concessione e ragione sociale; è da lì che si legge la società. Quando il codice coincide con una riga dell’elenco e il sito è quello .it abbinato a quella riga, la verifica è chiusa. Due clic, nessuna interpretazione.
Il secondo controllo costa un minuto in più e riguarda il prodotto, non la licenza: aprire la sezione scommesse e guardare se il palinsesto c’è davvero. Un concessionario può legittimamente non averlo, o averlo magro.
Il terzo è quello che quasi nessuno fa. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su quei marchi: è quello che dice l’elenco in quella data. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM, non porta gli strumenti di limitazione obbligatori e non offre un foro italiano dove litigare. Questa è la parte in cui il costo smette di essere una questione di quote.
Cosa rischia chi punta fuori dalla concessione
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il giro di vite non passa solo dagli operatori. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche provider resta indietro: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con l’ordine del 24 settembre 2025 come riportato; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a giro, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che si usa è «oscurati».
Poi c’è il lato del giocatore, che è quello che sorprende. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come lo cita ADM il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti; la regola, nella lettura che ne dà l’autorità, è quella. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di puntate in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non valgono nulla, e quella zona è descritta come non protetta.
La pubblicità: il cartello che non puoi vedere, e i bonus che esistono lo stesso
Un dettaglio che sfugge a chi guarda il panorama da fuori: la promozione del gioco è vietata, non il gioco. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano spazio: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, dall’altra parte, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Il quadro si è mosso, ed è utile saperlo perché cambia la lettura delle sponsorizzazioni che si vedono sugli anelli. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, è rimasto una proposta: l’esito non si è trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.
E qui va detta una cosa che nessuno dice mai ai giocatori. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e un tetto statutario ai bonus o ai requisiti di rigioco non esiste. Importi, condizioni di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Il silenzio pubblicitario non è un mercato senza bonus: è un mercato dove i bonus si trovano nelle condizioni invece che in televisione.
Il conto che lo Stato presenta prima del tuo
Il prelievo sul gioco regolato passa dal concessionario, e conviene sapere di che ordine è, se non altro per capire quanto margine un operatore debba recuperare dalle quote.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è quella del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano 43 % e 47 %. Le puntate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è una cosa che non risulta.
Dal lato del giocatore, la fotografia cambia completamente a seconda di dove si preme il tasto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 usa l’espressione «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione complessa consulti un commercialista.
Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono un’altra strada. L’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Chi punta su un .com per una quota più alta farebbe bene a mettere nel conto anche quella riga, che arriva dodici mesi dopo e non ha niente a che vedere con il pugilato.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che costano all’operatore, non a te
Un bookmaker regolato in Italia è tenuto a fare alcune cose che non gli portano un euro. Il Decreto Dignità gli ha tolto la pubblicità; l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 gli impone strumenti che invece entrano nella schedina di tutti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata della sessione e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Gli autolimiti sono la parte che il giocatore usa davvero. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e l’attesa di sette giorni per un aumento. La cifra che ADM stabilisce nella gara come limite di deposito non risulta: è una delle caselle in cui la norma esiste e il numero no.
L’autoesclusione è un interruttore, non una richiesta gentile
Il pezzo forte è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018. Un’iscrizione al registro blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e le sale sul territorio: non è un modulo che il singolo operatore può decidere di ignorare, è un interruttore che spegne la raccolta per quel nominativo dappertutto. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, con periodi e modalità che stanno nelle condizioni degli operatori e nella pagina ADM.
Un avvertimento che vale più di tutte le altre righe di questa sezione: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi si iscrive a un .com non è protetto da nulla, perché l’interruttore non arriva lì. La protezione più solida del sistema è anche quella che si perde per prima cambiando indirizzo.
Quanto costa all’operatore la responsabilità
C’è una riga di bilancio che spiega molte cose. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. È poco, ed è dichiarato: un operatore che raccoglie centinaia di milioni di euro destina a parlare di gioco responsabile una somma che non sposta il conto economico. Il divieto pubblicitario gli toglie la voce, questo obbligo gliene restituisce una piccola, e le due cose insieme spiegano perché in Italia il gioco si promuove con il logo su un messaggio sociale e non con uno spot.
Il conto del giocatore: puntate più grandi, controlli più stretti
Il legame fra quanto depositi e quanto ti controllano non è arbitrario: sotto l’art. 15, comma 1, lett. b), il concessionario fissa i limiti di deposito in base all’età e al comportamento di gioco, secondo protocolli approvati da ADM. Uno storico di puntate grosse porta con sé un limite più stretto, e non è una punizione: è il meccanismo che il regolatore ha scelto per intercettare il gioco problematico prima che diventi tale.
Sopra tutto questo, il canale di contatto dell’art. 15, comma 1, lett. f): aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è un centralino di cortesia, è un requisito.
E poi c’è la linea d’ombra della sezione: lo Stato non tutela chi gioca fuori dalla concessione. Le limitazioni dell’art. 15 sono obblighi del concessionario, non diritti del giocatore in quanto tale. Su un sito non autorizzato non esiste il limite minimo di deposito imposto, non esiste il RUA, non esiste il canale di contatto obbligatorio. Non è una questione di serietà del marchio: è che gli obblighi non lo raggiungono.
L’età, l’identità, il conto
L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la soglia è una condizione di concessione, non uno slogan.
L’identità è la parte più noiosa e più importante. Un conto di gioco richiede identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID — Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID — accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. La finestra dei trenta giorni è la trappola classica: chi si registra, vince una scommessa alla seconda ripresa e prova a prelevare la settimana dopo, senza aver completato la validazione, scopre che il prelievo è fermo.
La verifica dell’identità non è un fastidio burocratico, è la condizione perché esistano il RUA, i limiti per comportamento e i controlli sull’età. Un conto anonimo non può avere un’interruzione centralizzata.
Calendario e competizioni: cosa offre il palinsesto del pugilato
La boxe ha una struttura che il calcio non ha, e prima di guardare le quote conviene guardare il regolamento, perché è quello che decide il mercato.
Un incontro di pugilato professionistico dura di solito da 10 a 12 riprese, con incontri da quattro riprese comuni per i pugili alle prime armi; ogni ripresa dura tre minuti, con un minuto di riposo fra una e l’altra. Un incontro si può vincere per knockout, per knockout tecnico — interruzione decisa dall’arbitro, dal medico o dall’angolo — per decisione sui cartellini dei giudici o per squalifica per falli. E si può anche pareggiare, quando i giudici assegnano ai due pugili punteggi uguali.
Quella struttura è la ragione per cui il pugilato non si legge come il calcio. Il numero delle riprese cambia il numero di round da giocare e allunga la finestra in cui una schedina live resta aperta. La decisione ai cartellini introduce un esito che si decide a tavolino, con tre giudici che possono non essere d’accordo fra loro, e che nella cronaca di questo sport ha prodotto polemiche che una partita di calcio non conosce. Il pareggio è un esito reale e non un’eventualità remota, il che cambia il senso di un mercato «rimborso in caso di pareggio»: nel pugilato quella formula non protegge quanto protegge nel calcio.
Sui titoli c’è poco da interpretare. WBA, WBC, IBF e WBO sanzionano i titoli mondiali del pugilato professionistico: quattro sigle, quattro cinture nella stessa categoria, e per un appassionato la domanda su chi sia «il» campione è una domanda a cui lo sport stesso non dà una risposta sola. Per chi scommette è una nota di contesto, non un mercato: la cintura non decide un verdetto.
E il resto del palinsesto? Il calcio, che è dove passano le schedine
Sia chiaro un punto che riguarda il portafoglio e non la boxe. In tutti e dieci i marchi esaminati il cuore della raccolta è il calcio, e l’app del pugilato è quasi sempre l’app dello sportivo qualunque. Vuol dire che il tuo conto servirà soprattutto per altro, e che la scelta del bookmaker va fatta guardando il palinsesto che userai davvero, non solo l’evento che ti ha portato qui.
Le app raccontano l’ampiezza dell’offerta meglio di qualsiasi conteggio di eventi. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. L’app Eurobet Sport allarga il palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica, elezioni comprese. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Sul lato dei numeri, Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Il pugilato sta dentro questa cornice come uno sport di nicchia con un calendario irregolare: pochi eventi di richiamo mondiale all’anno, distribuiti su fusi orari che in Italia si guardano di notte, e un’offerta di mercati che si concentra sui grandi incontri. Chi punta boxe in modo continuativo lo fa su eventi che arrivano a ondate, e fra un’ondata e l’altra il conto resta aperto per altro.
L’era dei Virtuali, e il pugilato che non c’è
Il palinsesto non è solo cronaca sportiva, e questa distinzione conta perché il pugilato vero non si può giocare quando manca.
L’app Sisal affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il suo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. I Virtuali dell’app Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
Nessuno di questi è pugilato. È la differenza fra una puntata su un incontro che esiste e una su un evento costruito da un generatore, e l’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 tiene le due cose separate proprio per questo. Chi cerca scommesse di boxe per riempire una serata senza match in programma lo sappia prima di aprire l’app: il ripiego è il calcio virtuale, che con il ring non ha nulla a che fare.
Valutazione e criteri: come leggo i dieci marchi
Prima di confrontare conviene dire come. Tre domande, in ordine di peso, e sono domande da portafoglio prima che da appassionato.
La prima è la concessione. Il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario sono la base: tutto il resto — il RUA, la vigilanza, i limiti obbligatori, l’imposta alla fonte, il foro italiano — esiste solo se quella riga c’è.
La seconda è cosa l’operatore dichiara del proprio prodotto sportivo. Non quanti sport, che è una misura gonfiabile: cosa offre davvero, dove sta il calcio, se c’è lo streaming, quanto sono ampi i mercati. Le dichiarazioni che seguono vengono dalle condizioni e dalle schede delle app di ciascun operatore, che è il posto giusto per leggerle.
La terza è il prezzo. Il margine del bookmaker sta dentro ogni quota che vedi, ed è la variabile che incide su ogni schedina, grande o piccola. Un mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 è l’esempio più pulito che ci sia.
Le tre lenti, in pratica
Le colonne della tabella che segue sono tre, e non sono equivalenti. La prima identifica il marchio; la seconda dice chi risponde davanti ad ADM; la terza riporta cosa le condizioni dell’operatore dichiarano sul punto in esame. Le prime due sono fatti verificabili in una pagina pubblica. La terza è una dichiarazione dell’operatore, non una certificazione: è la parte che va letta con l’occhio di chi sa che un listino si scrive da sé.
E poi c’è la colonna che non c’è. Nel pugilato non esiste un dato di mercato omogeneo, e nessuno dei dieci marchi pubblica volumi o prezzi di un mercato di boxe; l’unico prezzo che si può mettere in tabella senza inventarlo è quello dell’esempio matematico più sotto. Una tabella di quote di boxe con una data diversa per ogni riga mette insieme cose che non sono confrontabili.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet settimanale per la stagione di Serie A su una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Più di 1.000 eventi al giorno e oltre 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei, coppe continentali e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
Tre righe della tabella vanno lette come un blocco unico. Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società, GBO Italy; Betsson e StarCasinò allo stesso concedente, Azzurri Limited. In un confronto scritto come se ogni riga fosse un mondo a sé la cosa non si vede, e invece spiega perché due offerte possano somigliarsi. Un marchio può anche non essere quello che il nome suggerisce, e la concessione è per sito: il sito non è l’azienda.
Tre profili si distinguono dal resto e vale la pena isolarli. William Hill è l’unico la cui proposta sportiva documentata è costruita attorno a una promozione sulla Serie A — l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0: chi cerca il pugilato trova un marchio che ha scelto il calcio italiano come terreno. La quota totale minima di 10.0 è la condizione che vale la pena leggere due volte, perché restringe la platea di chi può ritirarla. AdmiralBet è l’unico la cui riga documenta un presidio sugli strumenti di autolimitazione invece che un listino di eventi: in una tabella ordinata per ampiezza di palinsesto sembra fuori posto, e risponde invece alla domanda di chi ha il problema opposto a quello di scommettere troppo poco. Sisal è l’unico a dichiarare un numero di eventi live, oltre 15.000, e a legarlo allo streaming: per chi fa del live la propria modalità abituale è il dato più concreto della colonna.
Il criterio che conta: quanto trattiene l’operatore
Vale la pena dire come sta in piedi una quota, perché è la cosa che il lettore non vede e che paga sempre.
Un mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 è l’esempio più comodo, e non è un prezzo quotato da nessuno. Su quel mercato il bookmaker restituisce una quota dei volumi pari a 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 0,95, cioè il 95 % di quanto è stato puntato, e trattiene il resto, il 5 %. Il numero sembra enorme perché non è il margine della serata: è la quota di ciascuna puntata che non torna indietro. In un mercato vero a due esiti non si vedono due volte 1,90. Si vedono due prezzi che sommati restituiscono tra il 90 % e il 96 % dei volumi, e il margine effettivo — la quota che resta all’operatore su ogni unità puntata su quel mercato — sta tra il 4 % e il 10 %, con la parte alta della forbice sui mercati meno battuti, come quelli di un incontro di pugilato dal calendario irregolare o di un campionato minore.
Il conto pratico è questo: 5 % di margine significa che su 100 € puntati su quel mercato 95 € tornano indietro in vincite; 10 % di margine significa che ne tornano 90. La differenza tra un bookmaker che lavora con margini stretti e uno che li allarga pesa più di molte promozioni, e non scade a fine mese. Un lettore che guarda solo il numero del bonus si sta perdendo la voce che incide su ogni schedina, compresa quella piazzata senza offerta alcuna.
Come si calcola una vincita, comunque vada
Vale la pena fissare l’aritmetica una volta, perché tutto il resto la dà per scontata.
Con una quota decimale, il ritorno di una scommessa vincente è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di guadagno. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico; nel sistema si combinano più giocate in modo che alcune possano sbagliare, e il costo in quote è che ogni combinazione vale per sé. Il cash out è un’altra cosa ancora: chiude la schedina prima della fine dell’evento, al prezzo che l’operatore offre in quel momento — comodo, e mai gratuito, perché quel prezzo lo fa l’operatore.
Panoramica: il meccanismo di una scommessa di boxe
Il pugilato, come mercato, si legge con tre domande prima di guardare un numero.
La prima: che tipo di esito sto comprando? Il mercato principale è il testa a testa, chi vince. Il pareggio esiste come esito reale. Poi ci sono i round: il numero di riprese in cui l’incontro finisce, o il superamento di una soglia fissata dal bookmaker. E c’è il metodo di vittoria — knockout, knockout tecnico, decisione, squalifica. Un lettore che non distingue «vince ai punti» da «vince», in questo sport, sta giocando un altro mercato rispetto a quello che crede.
La seconda: quanto dura la mia schedina? Qui la boxe ha una proprietà che il calcio non ha. Un incontro può essere chiuso alla prima ripresa o arrivare a dodici, e con esso i mercati che si riferiscono alle riprese. Sul live questo significa una finestra che si apre e si chiude con il gong, e nessuno può anticipare quanto durerà. Il live lo offrono tutti i grandi operatori, e lo streaming accompagna la funzione — ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e un elenco pubblico dei mercati live non esiste.
La terza: quanto costa questo. Un bookmaker può offrire una quota alta e lavorare comunque con un margine più largo di un concorrente dalla quota meno appariscente, e il margine è quello che resta dopo aver incassato l’effetto dell’evento. Il prezzo non è l’unica variabile — la concessione, i tempi di prelievo e i mercati disponibili contano — ma è quella che si paga a ogni schedina.
Perché nessuno ti vende una quota di boxe
Qui l’angolo di questa pagina si fa scomodo, e va attraversato. Chi cerca un confronto di quote di boxe cerca una tabella, e la tabella non esiste.
Nessuno dei dieci operatori pubblica in modo continuo e verificabile i prezzi di un mercato di pugilato. Un incontro dal calendario irregolare non produce nemmeno abbastanza righe per un confronto decente in un dato giorno, e i numeri di un match di un anno fa non dicono nulla su quello di fra un mese. L’unico prezzo che si può mettere in piedi senza inventarlo è quello di un esempio matematico dichiarato come tale — 1,90 / 1,90, che serve a mostrare il meccanismo, non a dirti quanto vale un pugno. Il resto lo si legge sul posto, nel palinsesto del proprio conto, quando l’incontro compare.
La cosa utile da imparare non è una quota, è la domanda da fare. Due prezzi che sommati restituiscono il 96 % dei volumi valgono più di due prezzi da 2,10 che ne restituiscono il 94, e la seconda coppia ha l’aria della più generosa delle due. Un bookmaker con margini larghi su un mercato di nicchia, come il pugilato, sta dicendo che quel mercato non è il suo terreno, e probabilmente ha ragione lui.
I dieci concessionari, uno per uno
Dieci schede, dieci profili diversi. Ogni riga viene dalle condizioni dell’operatore o dalla scheda della sua app, e la lettura è mia. L’ordine è quello che trovi anche nella tabella qui sopra, così puoi passare dall’una all’altra senza perdere il filo.
Lottomatica: la stessa società di Goldbet, e un palinsesto calcio-first
Lottomatica gira su Lottomatica.it con la concessione ADM n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). È il primo dettaglio utile e il meno visibile: due marchi che in classifica appaiono separati — Lottomatica e Goldbet — appartengono alla stessa società. Chi confronta le due offerte per scegliere la più conveniente sta confrontando due prodotti dello stesso concedente, e le differenze che trova sono differenze di listino, non di proprietario.
La scheda della sua app racconta un prodotto sportivo dichiaratamente costruito sul calcio e sugli sport di grande pubblico: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il pugilato c’è quando c’è, dentro un palinsesto che non ha nella boxe il suo centro. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio — la struttura completa dei mercati ippici, che serve a chi copre anche quel terreno.
La lettura è questa: chi arriva da qui per un incontro di boxe trova una piattaforma solida con un’offerta ampia e un live ben attrezzato, e non trova alcun motivo per scegliere il marchio in funzione del pugilato. Il vantaggio è il perimetro del listino; il limite è che la boxe, in quel perimetro, è ospite.
William Hill: la freebet settimanale e la quota minima che quasi nessuno legge
William Hill opera su William Hill con la concessione ADM n. 16044 a nome di William Hill Malta Plc. Il marchio porta il nome di un allibratore, non di una piattaforma generalista, e la sua offerta documentata lo conferma.
L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Sono tre condizioni che si sommano, e la terza è la più severa. Una multipla a cinque eventi con quota totale minima 10.0 richiede di comporre una schedina tutta sopra il prezzo medio: non è la giocata che si improvvisa, è quella che si prepara. Chi la compone per il gusto di farlo trova nella promozione un ritorno modesto; chi la compone perché ci crede comunque trova un piccolo extra sul costo già sostenuto. La freebet è una freebet, e il suo valore non è un rimborso in denaro: chi la incassa fa bene a leggerne le condizioni, perché lo stake non torna con l’eventuale vincita.
Il profilo del marchio è il calcio italiano, e la scadenza settimanale della promozione è tutta lì: è un meccanismo che premia la continuità di gioco durante un campionato. Per chi cerca il pugilato è il meno inclinato dei dieci, e va detto.
Sisal: quindicimila eventi live e lo streaming che non costa nulla
Sisal sta su Sisal.it, ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. La sua scheda è la più densa di numeri di tutto il gruppo, e i numeri sono dichiarati dall’operatore, quindi vanno letti come tali.
Dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il numero degli eventi live è la parte interessante: è ordini di grandezza più alto di quello dei pre-match, e dice che la piattaforma vive sulla partita in corso più che sulla schedina preparata il giorno prima. Lo streaming gratuito completa il quadro, perché guardare l’evento mentre lo si gioca è la differenza pratica fra scommettere live e indovinare.
I mercati proposti includono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sul bonus, la nota utile riguarda la meccanica: l’operatore dichiara che per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Non è un bonus senza deposito, ed è bene saperlo prima di aprire il conto.
Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per chi vuole un prodotto sportivo completo e una componente live dominante, è il profilo più attrezzato del gruppo. Per chi cerca la boxe, vale la regola generale: si guarda il palinsesto quando l’incontro compare.
Betsson: l’offerta dichiarata per mercati, non per quantità
Betsson opera su Betsson.it con ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited — la stessa società dietro StarCasinò, cosa che emerge solo dalla riga della concessione e non dal marchio.
La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È una scheda che elenca tipologie invece di contare eventi, ed è una scelta informativa più onesta di un numero gonfiato: dice cosa puoi costruire, che è la domanda vera di chi prepara una schedina con più di una riga.
Il profilo è quello di un operatore internazionale atterrato in Italia con un listino standard europeo. Chi cerca la boxe in una piattaforma di questo tipo la trova quando l’evento è abbastanza grande da entrare in tutti i palinsesti; per il resto, la struttura dei mercati è quella del calcio e degli sport maggiori. La combinazione Betsson-StarCasinò sotto un unico concedente è il secondo caso di doppio marchio in questa tabella, e vale la stessa avvertenza: due classifiche separate, un solo proprietario.
Planetwin365: venti sport e i risultati in diretta
Planetwin365 sta su Planetwin365.it, ADM n. 16007, Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Venti tipologie è un numero che va letto per quello che è: un perimetro largo. Non dice quanto siano profondi i mercati su ciascuno sport, e non è la stessa cosa di venti campionati seguiti con la stessa cura. Nel pugilato, dove il calendario è quello che è, un perimetro largo conta più di un mercato profondo su un singolo incontro: un operatore che copre venti sport ha più occasioni di aprire una linea su un match di contorno che un operatore concentrato su tre campionati. Il rovescio è che la copertura di ciascuno sport resta una linea, non un reparto.
Il presidio sul risultato in diretta vale la stessa considerazione fatta per Sisal: i risultati in tempo reale servono a chi gioca live, e per il pugilato il live è il modo più sensato di seguire un incontro di cui non si conosce la durata.
AdmiralBet: i limiti in registrazione, l’autoesclusione con le date
AdmiralBet sta su Admiralbet.it con ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il marchio la cui scheda, in questa tabella, non parla di eventi ma di controlli, ed è l’unico caso.
In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il dettaglio che conta è il comportamento dei limiti una volta fissati: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. È il meccanismo giusto, ed è anche quello che fa la differenza su una serata noiosa: non puoi alzare il tetto nell’ora in cui vorresti alzarlo, e questo ritardo di sette giorni è l’unica parte di un limite che serve davvero a qualcosa.
Sull’autoesclusione, le condizioni prevedono durate di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si autoesclude oggi guarda il secondo elenco di durate, non il primo: la finestra più corta è di una settimana e la più lunga di nove mesi, e la revoca dopo i nove mesi è la via d’uscita per chi ha scelto la forma indeterminata.
Una notazione sull’ordine di questa classifica. In una tabella ordinata per ampiezza di palinsesto, AdmiralBet sembra fuori posto: non dichiara numeri di eventi, non ha una promozione sportiva visibile. È però il marchio che dichiara di aver messo i limiti dentro la procedura di iscrizione, invece di lasciarli in una sezione di impostazioni che nessuno visita. Chi ha un problema con la spesa trova qui la cosa che gli serve, e chi non ce l’ha non paga nulla per averla davanti.
StarCasinò: il casinò che prende anche scommesse
StarCasinò sta su Starcasino.it, ADM n. 16026, ancora Azzurri Limited. Qui la proporzione si inverte rispetto agli altri: il nome dice casinò, e la scheda lo conferma.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il prodotto sportivo è quindi un’aggiunta a un’offerta di gioco di tipo casinò, non il contrario, ed è il motivo per cui il marchio compare in questa tabella con una riga breve: c’è tutto quello che serve per piazzare una scommessa, e c’è molto altro attorno.
Va detto chiaramente, perché è la cosa più utile per un lettore che punta boxe: un conto aperto qui per il pugilato porta con sé anche slot e live casinò a portata di clic, e le due cose hanno lo stesso saldo. Chi vuole un conto separato per la parte sportiva non lo trova qui, e chi è attento alla spesa dovrebbe saperlo prima di aprire. Su StarCasinò e Betsson pesa la stessa osservazione fatta per Lottomatica e Goldbet: la concessione è dello stesso soggetto, e le differenze tra i due marchi sono di prodotto, non di proprietario.
Eurobet: dal calcio alla politica, e tre marchi sotto lo stesso tetto
Eurobet opera su Eurobet.it con ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È il concedente con più siti nella lista: oltre a Eurobet.it gestisce Bwin.it e giocodigitale.it, e chi cerca bwin in questo confronto non lo troverà perché non è fra i dieci profili esaminati, non perché manchi un titolare responsabile.
La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È il perimetro più eccentrico del gruppo, e racconta una strategia precisa: prendere un pubblico che cerca eventi che gli altri non quotano, dagli scacchi alle elezioni.
La sezione Virtual completa il quadro con partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. La boxe, dentro un palinsesto con gli scacchi e le elezioni, è un altro sport di nicchia che può trovare posto senza dover competere con il calcio per lo spazio in prima pagina.
Goldbet: la stessa società di Lottomatica, con più tipologie di schedina
Goldbet sta su Goldbet.it, ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — lo stesso concedente di Lottomatica, come detto parlando di quella scheda.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La parte da leggere è l’elenco delle tipologie: Live, Pre-match, Singole, Multiple, Sistemi copre la gamma completa delle modalità di gioco, e il sistema è quella che quasi nessuno usa e che nella pratica riduce la varianza — a un prezzo che l’operatore incassa sulle quote.
Il bonus di benvenuto è legato all’installazione dell’app e alla registrazione, ed è l’unica promozione che la scheda documenta. Chi ha già Lottomatica e sta pensando di aprire Goldbet per un secondo conto sappia che sta parlando con lo stesso soggetto: la concessione è per sito, e i due siti sono due prodotti di un solo proprietario. Per il pugilato non ci sono indicazioni specifiche, e vale il criterio generale: si guarda il palinsesto quando l’incontro compare.
SNAI: il Cash Out, il My Combo e la schedina che si chiude prima
SNAI sta su Snai.it, ADM n. 16032, Snaitech Spa. È il marchio con la scheda più orientata alla meccanica del gioco, e in una pagina che ha come angolo il costo è la scheda più interessante del blocco.
L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. I tiri in porta e i cartellini sono mercati che chiedono di guardare la partita, non il risultato: sono le giocate di chi segue l’evento minuto per minuto, ed è la stessa logica che sta alla base di un mercato sulle riprese di un incontro di pugilato.
Più delicata è la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Il vantaggio è evidente: un solo biglietto, un solo prezzo. Il costo è meno evidente e sta tutto qui — mettere insieme pronostici diversi moltiplica le quote e moltiplica anche la probabilità che l’insieme sbagli, e la quota unica nasconde questa aritmetica in un numero solo. Il pugilato non è fra gli sport che la scheda nomina per My Combo, ed è coerente con la struttura del mercato: gli sport citati sono quelli che si giocano in contemporanea.
Sul resto l’app propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il Cash Out merita l’ultima riga, perché è la funzione che incarna meglio l’angolo di questa pagina: chiude prima, ma il prezzo lo fa l’operatore, e un’uscita anticipata comoda è una comodità che si paga.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su quelli inseriti nel palinsesto approvato da ADM, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato dall’agenzia, che aggiunge gli eventi uno per uno.
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Cercando il nome del concessionario — non quello del marchio, che spesso differisce — nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, e confrontando il codice esposto nelle condizioni dell’operatore con la riga corrispondente e il sito .it abbinato.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Con quote decimali il ritorno è puntata × quota e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Dieci euro a 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di guadagno; in una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico.
Dal confronto fra due quote si vede quanto trattiene il bookmaker?
Si vede in parte. Due prezzi sommati dicono quanta parte dei volumi quel mercato restituisce: se sommati stanno fra il 90 % e il 96 %, il margine dell’operatore sta fra il 4 % e il 10 %. Più stretta è la forbice, meno costa ogni puntata su quel mercato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolato sulla differenza fra puntate e vincite — cade sul concessionario. Chi ha una posizione complessa consulti un commercialista.
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