Scommesse sul cricket 2026: quanto costa davvero giocare su un bookmaker italiano
Chi cerca dove si gioca a cricket in Italia scopre presto un fatto scomodo: il cricket non è il problema del bookmaker. Lo è il palinsesto.
In Italia un operatore che accetta scommesse da giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata dall’ADM (ex AAMS), valida per singolo sito e gestita su un dominio .it. La concessione però non dice cosa quel sito può offrire: nessuna colonna dell’elenco ADM elenca i giochi autorizzati, e un marchio presente nell’elenco non dimostra da solo che quel sito tratti scommesse sportive. A dirlo è il sito dell’operatore stesso, insieme all’app.
Verificato il Ottobre 30, 2026 sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Il cricket entra in questa storia da una porta stretta, e vale la pena dire subito da quale. Il formato non conta: un Test match dura fino a cinque giorni, in un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi, nel Twenty20 il limite è 20 over. Conta la lista di eventi che ogni concessionario prepara e fa approvare dall’ADM, il palinsesto, e l’ADM quegli eventi li aggiunge uno alla volta. Il cricket c’è quando un concessionario decide di prepararlo e l’ADM di approvarlo. Fino a quel momento non c’è, e nessuna quota mancante è un’omissione: è assenza di evento approvato.
Restano due cose che il giocatore può misurare davvero. La prima è la quota, perché il margine del bookmaker è dentro ogni prezzo che vede. La seconda è il conto finale di un’offerta di benvenuto, perché un bonus del 100 % del primo deposito si porta dietro requisiti che valgono più del bonus. Il resto — dove si gioca, con quale formato, con quale tutela — dipende da scelte che il giocatore non controlla. Conviene sapere chi le controlla.
La concessione ADM è un permesso per un sito, non un bollino di qualità
Il quadro è cambiato di recente, e non tutti i giocatori se ne sono accorti. Il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza arriva con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non si rinnovano: sono concessioni assegnate per gara pubblica, e il vincitore può gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli (lett. a); totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); ippica nazionale (lett. c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d); scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); bingo (lett. f). I requisiti li fissa l’articolo 6, comma 5, e includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimento e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 si è chiusa con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it.
Qui la prima cosa che costa al giocatore è un equivoco. Chi cerca un marchio sulla lista e lo trova pensa di aver verificato qualcosa. Ha verificato meno di quanto crede. La concessione è per sito, non per azienda, e il concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Il codice 16026 non dice «questo sito prende scommesse sul cricket». Dice che quello è il numero di concessione di Azzurri Limited per Starcasino.it.
Fuori elenco, la questione si sposta di piano. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Per loro il problema non è il palinsesto: è che non esiste, in Italia, un’autorità che risponda di quello che fanno.
Concessione, palinsesto e quello che l’elenco non dice
L’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Quello che il palinsesto contiene davvero, sport per sport e giocata per giocata, non è pubblicato da nessuna parte in forma consultabile.

Gli eventi entrano uno per uno, e questo ha un effetto pratico che nessuna pagina promozionale spiega. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Un torneo di nicchia, autorizzato per nome, è la fotografia esatta di come funziona il meccanismo: non esiste una categoria «cricket» accesa in blocco, esistono singole voci approvate.
Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria — art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti dei concessionari stanno lì. L’ippica, invece, è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) che richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti oggi il totalizzatore ippico online è una domanda a cui non c’è risposta pubblica; cambia poco per chi cerca cricket, e molto per chi cerca certezza.
Il betting exchange merita una riga a parte perché è l’unico gioco in cui il ruolo del concessionario si svuota. L’articolo 2, lett. u) lo descrive così: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimamente. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano un exchange oggi e con quali commissioni è materia aperta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Il resto della zona grigia è corto e va detto corto. Esiste una delibera di un direttore ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, e il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esports non risulta. Un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è previsto: gli strumenti che legano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Pubblicità vietata, bonus consentito: la regola che confonde
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le parole del testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che pubblicizzare operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che ospitano quella pubblicità.
Il dato interessante è cronologico, non giuridico. Nel 2025, secondo la stampa di settore, l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni: esito non reperito, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Da qui una conseguenza che vale per ogni lettore. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e quel termine non è pubblicità: il divieto colpisce l’annuncio, non l’esistenza dell’offerta. Nessun tetto statale né al bonus né ai requisiti di rigioco è previsto, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Il giocatore confronta condizioni contrattuali, non massimali di legge.
Da chi è verificata la concessione, e cosa non copre
Il nome sul sito dell’operatore è il punto di partenza corretto, e va letto per intero. Ogni concessionario indica nelle proprie condizioni numero di concessione e società titolare, ed è da lì che si legge chi risponde davvero del conto.
Sui pagamenti c’è un pezzo di normativa che quasi nessuno legge e che tocca il deposito di tutti i giorni. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Una ricarica al tabaccaio, quindi, è un’operazione con una natura precisa: alimenta il conto, non lo svuota.
Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco vero, per un marchio preciso, sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non esiste una norma che nomini strumenti approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Il costo che l’offerta non dichiara
Il margine è la parte di ogni quota che non torna mai indietro, e il giocatore che non lo calcola sta confrontando prezzi a metà.
Un esempio aiuta più di una definizione. Su un mercato a due esiti offerto a quota 1,90 e 1,90 — cifra illustrativa, non un prezzo quotato — la somma degli inversi delle due quote dà 1,0526. Il payout, cioè la quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce, è 1 diviso 1,0526, quindi circa il 95 %. Il margine è la parte restante, intorno al 5 %, e il «circa» va tenuto stretto: il valore scende sotto il 5 % quando le quote salgono verso 1,95, e si allarga verso l’8 % quando scendono a 1,85. Detto in modo più diretto: su un mercato così, il bookmaker trattiene stabilmente un ventesimo circa di tutto ciò che viene puntato, qualunque cosa accada sull’evento. Con quota 1,90 su entrambi gli esiti non esistono scommesse «senza margine»: esistono scommesse il cui margine è più alto.
Cosa cambia il margine su una singola giocata, e cosa su due
Su una singola da 10 € a quota 1,90, la vincita lorda è 10 × 1,90, cioè 19 €, con un profitto netto di 9 €. Il margine non compare in quel calcolo, perché vive nella quota, non nel conteggio: è la ragione per cui 1,90 non è 2,00. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e con esse si moltiplica anche l’effetto del margine. È la ragione per cui una multipla lunga «paga bene» e resta comunque un prodotto venduto a un prezzo caricato, selezione dopo selezione.
Il conto che conviene tenere a mente è quello del costo atteso. Riprendendo l’esempio: se un’offerta comporta 1.000 € di giocate richieste a quota 1,90 su un mercato con margine del 5 %, il costo medio di quelle giocate è 1.000 × 5 %, cioè 50 €. Non è una previsione — è una media su molte giocate e regge solo se tutte le giocate cadono su mercati con quel margine. Una multipla a 5,00 non vive in quel perimetro, e una parte consistente del rigioco finisce lì.
Il secondo pezzo di costo: quanto rigioco chiede un bonus
Un bonus di benvenuto del 100 % del primo deposito non è un regalo: è un contratto con una clausola di volume. Il numero che conta è il fattore di rigioco, e il conto si fa così: si moltiplica la base del bonus per il fattore, si divide per la puntata media per ricavare il numero di giocate necessarie, e si contano solo le giocate che stanno sopra la quota minima richiesta. Applicando lo stesso costo medio dell’esempio — 5 % di margine — a un bonus da 100 € con fattore di rigioco 5, il volume richiesto è 500 € e il costo medio di quel volume è 25 €; con un fattore 10 la richiesta sale a 1.000 € e il costo medio a 50 €. Sempre una media, sempre sotto l’assunzione che il rigioco si faccia a quote di quel tipo, mai una garanzia su una singola giocata. Un fattore di rigioco che non compare nelle condizioni di un operatore non va stimato: va cercato lì, e finché non si trova, quel bonus non è confrontabile con gli altri.
Il tetto che decide l’offerta prima ancora del bonus
Prima di guardare il bonus, un giocatore italiano dovrebbe guardare gli strumenti che riducono la sua libertà di perdere. Non per virtù: per calcolo. Sono l’unica parte del rapporto con il bookmaker che non è contrattabile, e sono la ragione per cui alcuni marchi sono più adatti di altri a chi ha già avuto problemi di spesa.
Autoesclusione, RUA e il muro che separa i siti autorizzati
L’articolo 15, comma 1 fissa la cassetta degli attrezzi: limiti autoimposti di tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
Il pezzo che fa la differenza tra un mercato e l’altro è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Un’autoesclusione registrata lì blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche. È un interruttore unico per tutto il gioco legale italiano, e vale esattamente quanto vale la concessione di chi lo alimenta: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. Chi ha un problema di controllo e gioca su un dominio non autorizzato non sta correndo un rischio in più: sta buttando via la protezione che aveva già attivato altrove.
Sulle durate si è mossa anche la disciplina. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il limite di deposito che si sceglie una volta e poi si paga
Il limite di deposito è il secondo strumento, e ha una asimmetria che vale la pena leggere due volte. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
La logica è voluta. Abbassare un limite è una decisione presa lucidamente e si esegue subito. Alzarlo è la decisione che un giocatore prende nel momento peggiore, quindi il sistema gli fa aspettare una settimana. Per chi gioca con criterio, quella settimana è un fastidio da mettere in conto prima di impostare numeri troppo bassi per comodità. Per chi non gioca con criterio, è l’unico freno che non dipende dalla sua forza di volontà in quel momento. Da qui un consiglio poco simpatico: il limite settimanale conviene fissarlo quando non si ha fretta, perché dopo non si cambia in fretta.
Dietro c’è anche l’articolo 15, comma 1, lett. b), che lascia al concessionario il compito di fissare i limiti di deposito per età e comportamento secondo protocolli approvati dall’ADM. Il limite scelto dal giocatore non è l’unico che esiste: è quello che il giocatore vede.
Dati, SPID e la trafila che precede la prima giocata
Il conto di gioco richiede identificazione completa, e le strade sono più di una. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
L’età è un principio di legge, non uno slogan: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano tanti, e per chi si registra prima di una vacanza non lo sono: si torna, si prova a prelevare, e il conto è fermo in attesa di un documento.
C’è poi la parte che nessuno legge e che qualcuno paga. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. È denaro che esce dal settore e torna al giocatore come informazione. È anche il motivo per cui le avvertenze che si trovano sui siti autorizzati non sono decorazione.
Quando il pallone non rotola: il calendario delle competizioni
Il cricket è lo sport che nessuno ha visto giocare e che tutti sanno descrivere male. Prima di cercarlo in un palinsesto, conviene avere chiaro cosa si sta cercando, perché il formato decide la durata dell’attesa e le opzioni di giocata.
Una squadra di cricket ha 11 giocatori, e i formati internazionali sono tre: Test match, One Day International (ODI) e Twenty20 (T20). Le differenze non sono estetiche. Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra; sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi; se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio (tie). Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over.
Il formato comanda sulla scommessa in modi concreti. Un Test che si trascina per cinque giorni è un evento che può cambiare esito mentre il giocatore dorme, quindi un mercato live su un Test è un’altra cosa rispetto a un mercato live su un T20, che si consuma in una serata. Un ODI può finire in parità, e il pareggio è un esito a sé, non un rimborso: chi punta su una squadra e vede un tie scopre che il mercato 1X2 del cricket ha tre esiti reali, di cui uno raro e non per questo impossibile.
Poi c’è la pioggia, che nel cricket non è un dettaglio meteorologico ma una regola scritta. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over, di solito 20, l’incontro è dichiarato senza risultato. Un «senza risultato» è la voce che un giocatore di calcio non conosce e che nel cricket capita abbastanza da cambiare il modo in cui si guarda una quota sotto un cielo grigio. Il formato breve riduce il rischio, non lo cancella.
Il governo dello sport sta in un posto solo: l’International Cricket Council (ICC). Dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Il calendario internazionale si legge da lì.
La competizione che ha segnato la stagione appena trascorsa è la ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre. L’ha vinta l’India, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo con 20 squadre distribuito su due paesi significa molte partite, molte fasce orarie e, per un operatore, una mole di eventi da preparare e far approvare: è esattamente il tipo di calendario su cui un palinsesto cricket si costruisce o non si costruisce.
Il campo italiano: dieci concessionari, dieci modi di stare sul mercato
La classifica che segue non è una graduatoria di bravura e non è una raccomandazione. Ogni marchio elencato è un concessionario sull’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, con il proprio codice di concessione; la concessione è per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le raccontano le condizioni e le schede degli operatori stessi. Il concessionario spesso non porta il nome del marchio: Bwin.it è Eurobet Italia, Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it sono Azzurri Limited; la società si legge dalla riga di licenza. Diversi marchi sono casinò-first con un bookmaker dentro. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo senza licenza. Solo i marchi su cui esistono fatti relativi a questo sport vengono trattati su quel terreno; per gli altri si scrive quello che la riga di licenza e le condizioni dicono, e si confrontano i marchi solo su ciò che è coperto.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti; nessuna voce di cricket nel palinsesto descritto |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi; nessuna voce di cricket |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis; nessuna voce di cricket |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; nessuna voce di cricket |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più oltre 20 tipologie di sport; nessuna voce di cricket |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Esito finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e Supercombo a quote maggiorate; nessuna voce di cricket |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | Principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò; nessuna voce di cricket |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €, accreditato su saldo |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, eventi di spettacolo e politica; nessuna voce di cricket |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
Da qui un dato che emerge da solo. Il cricket non compare in nessuno dei palinsesti descritti dagli operatori, e il modo corretto di leggerlo non è «il cricket non esiste in Italia». È più stretto: su questo sport, nessuno dei dieci marchi si presenta oggi con una descrizione che lo includa. Il cricket entra in un palinsesto quando un concessionario lo prepara e l’ADM lo approva, evento per evento, e quella lista non è pubblica in forma consultabile: la si verifica sull’app o sul palinsesto dell’operatore, con i propri occhi, prima di aprire il conto. Chi apre un conto aspettandosi il cricket e trova solo calcio ha speso un’identificazione per un’ipotesi.
La riga di licenza, invece, si verifica sempre e gratuitamente, e vale per ogni marchio della tabella. Un numero di concessione e un nome di società diversi dal marchio sono la norma, non l’eccezione: Hillside (New Media Malta) Plc per Bet365.it, Azzurri Limited per Starcasino.it. Chi legge lì trova l’azienda con cui sta contrattando. Chi si ferma al logo trova un marchio.
NetWin: lo sport simulato come prodotto principale, e i limiti di quel modello
NetWin, concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è il marchio su cui il meccanismo del palinsesto si vede meglio, perché l’applicazione NetWin.it mette in vetrina il prodotto che vive di autorizzazione a sé: scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Il cricket non c’è in quella descrizione, e su questa pagina conviene dirlo invece di lasciarlo intendere. Per un appassionato di cricket, NetWin è il marchio meno adatto dei dieci: non c’è una singola voce che indichi quel palinsesto. Per un giocatore che cerca invece il ritmo — un evento nuovo ogni due minuti, un mercato che si chiude e se ne riapre un altro — NetWin è esattamente quello che promette, e il prodotto è coerente: gli eventi simulati sono una categoria definita dalla legge (art. 2, lett. v) e autorizzata dentro la concessione per le scommesse sportive. Il modello ha un costo che il giocatore paga e non vede: la frequenza è la proposta di valore, e la frequenza è anche il moltiplicatore del margine. Molti eventi brevi significano molte decisioni, e ogni decisione passata per una quota caricata. Chi cerca il controllo del proprio budget trova in NetWin il prodotto che gli mette più facilmente fretta.
Lottomatica: la diretta streaming come strumento, non come regalo
Lottomatica, concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., presenta la propria app di scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La combinazione di diretta streaming e scommessa live è il punto di forza e la trappola della stessa offerta. Guardare la partita e vedere la quota muoversi sulla stessa schermata è un’esperienza che chi scommette dal divano con il tablet e il telefono in mano capisce al primo secondo. È anche la configurazione in cui si punta più spesso e si ragiona meno, perché ogni azione dell’incontro sembra un’informazione e la quota sembra un prezzo aggiornato invece di una quota caricata. Nulla nella descrizione di Lottomatica riguarda il cricket, quindi per questo sport il marchio condivide la posizione degli altri. Il vantaggio competitivo qui è operativo — la diretta — e resta tutto dentro il calcio e i motori.
bet365: il partner ufficiale UEFA che ha un primato di nicchia
bet365, concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Sul cricket, bet365 ha l’unico datapoint di nicchia che questa pagina possiede, e vale più di una linea di palinsesto. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, e bet365 è indicato dalla stampa di settore come il primo partner. Per chi cerca il cricket in Italia, quell’informazione dice due cose insieme: che esiste un percorso per far entrare un evento nuovo, e che un marchio con una posizione costruita sulle scommesse sportive tende a passare per primo su ciò che gli altri non hanno ancora. Essere il primo su un evento autorizzato non è un primato di offerta al pubblico, ed è sbagliato leggerlo così; è un primato di rapporto con il regolatore, che è un’altra cosa e non si traduce in una quota disponibile per il giocatore italiano medio. Chi scommette su quello che trova effettivamente nel palinsesto, e non su quello che un marchio è autorizzato a fare, non sbaglia.
Goldbet: la schedina tradizionale con il bonus dietro la registrazione
Goldbet, concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il catalogo di tipi di giocata è la parte solida di questa offerta, ed è anche la parte che costa di più senza dirlo. Sistemi e multiple sono prodotti in cui le quote si moltiplicano, quindi il margine si moltiplica con loro: la stessa combinazione che rende una multipla attraente è quella che rende caro il rigioco richiesto da un bonus. Un bonus di benvenuto legato alla registrazione, senza che questa pagina possa leggere fattore di rigioco, quota minima e scadenza, è un’offerta che si valuta solo nelle condizioni dell’operatore, prima di depositare. Il consiglio è quello di sempre: le condizioni si leggono prima, non dopo la prima giocata persa.
Planetwin365: la copertura larga che non serve sul cricket
Planetwin365, concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Ventuno tipi di sport è una promessa ampia, e la sua ampiezza si misura su una domanda sola: quali sono. La descrizione dell’app nomina calcio e competizioni europee, e il calcio occupa l’intera prima riga. Per un giocatore che cerca il cricket, la larghezza dell’offerta non è una garanzia, e va verificata come tutte le altre — direttamente sul palinsesto. Per chi invece scommette su un menù di sport ampio e vuole trovare tutto nello stesso conto, la copertura dichiarata è la ragione principale per aprire qui, e i risultati in diretta la completano.
Betfair: il mercato dove il bookmaker non fa il prezzo
Betfair, concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., propone mercati come esito finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Qui vale la pena fermarsi, perché il marchio è l’unico dei dieci a stare in una categoria di gioco diversa. Il betting exchange è un gioco a sé nella legge (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Cambia la natura del margine, non la sua esistenza. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo cade sul concessionario. Un conto su un exchange non è un conto su un bookmaker a quota fissa, e chi arriva da un sito tradizionale trova un’interfaccia e un vocabolario nuovi. Nessuna voce di cricket nella descrizione dell’app.
StarCasinò: il casinò-first che non nasconde cosa è
StarCasinò, concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited, permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è tra quelli dichiaratamente casinò-first con una sezione sportiva, e la sua descrizione non finge il contrario: slot e Live Casinò vengono per primi, la scommessa sportiva arriva dopo. Per un giocatore che cerca cricket, questa è la scheda meno probabile da soddisfarlo, e non serve girarci intorno. Il valore reale dell’etichetta sta altrove, e riguarda un lettore diverso: chi vuole un conto unico per casinò e scommesse sa in anticipo cosa troverà, e non scopre dopo tre clic di essere in un reparto secondario. La trasparenza di una gerarchia dichiarata è una qualità, anche quando la gerarchia non è quella che il giocatore cercava.
BetFlag: il 100 % che diventa un conto da leggere
BetFlag, concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., offre un Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il bonus è cash, non freebet: accredito su saldo, quindi denaro con cui si gioca, e fino a 5.000 € è una cifra che parla di un tetto, non di un premio medio. Il tetto è anche il punto più delicato, e va letto come un segnale di dimensioni. Un bonus al 100 % del primo deposito è una formula proporzionale al deposito, quindi il valore reale dell’offerta tende a stare nella parte alta della fascia, dove il deposito è alto, dove il volume di rigioco richiesto sale con lui, e dove il costo medio del rigioco cresce nella stessa proporzione. Con un fattore di rigioco 5 e un bonus da 100 €, il volume richiesto è 500 € e il costo medio, al 5 % di margine, 25 €; il deposito che si merita davvero un’accoglienza da 5.000 € è un deposito cinque volte più grande, e allora conviene guardare il conto con la stessa lente. Il vantaggio concreto, invece, è sulla trafila: SPID e CIE accanto alla registrazione classica significano un’apertura più rapida per chi ha già l’identità digitale, che è la parte noiosa del percorso e quella che in molti abbandonano.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport e non tocca il cricket
Eurobet, concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi. È la lista più larga tra i dieci nel capitolo «sport minori», e il cricket non è tra le voci. La vera eccezione di questa scheda è un’altra: gli eventi di spettacolo e di politica non sono sport, e stanno nel palinsesto perché il palinsesto è, per definizione di legge, il programma di eventi «sportivi, ippica compresa, e non sportivi» preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Sapere che l’ADM approva anche i mercati sulle elezioni spiega perché l’assenza del cricket non sia una questione di permesso: è una scelta di programmazione, e come tutte le scelte si può cambiare. Per un giocatore che cerca varietà oltre lo sport, Eurobet è il marchio che la offre; per un crickettaro, è ancora un no.
William Hill: la freebet settimanale con la quota minima sulla porta
William Hill, concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc, assegna con l’Extra Bet Club una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Questa è l’offerta con la meccanica più istruttiva del gruppo, perché sono le condizioni a raccontarla. Una freebet è per costruzione uno strumento in cui la puntata non viene restituita con la vincita, e questa non fa eccezione: 5 € diventano il profitto di una giocata che, per stare a quelle condizioni, deve avere almeno cinque selezioni a quota complessiva 10.0, quindi una multipla lunga in un mercato caricato. Moltiplicare la vincita per cinque partite è la stessa cosa che moltiplicare il margine per cinque partite. Il premio è una vincita potenzialmente alta su una giocata la cui probabilità di chiudersi bene è quella che è. Il tetto di 100 € dice anche che l’offerta è pensata per un uso settimanale continuo, non per un colpo solo. In sintesi: non è il tipo di offerta che si sfrutta senza guardarla, ed è scritta in modo onesto abbastanza da farsi valutare prima.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si può giocare solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM: l’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi sportivi, ippica compresa, e non sportivi preparato dal concessionario e approvato dall’agenzia. Gli eventi si aggiungono uno alla volta, quindi nessun operatore può anticipare cosa sarà disponibile.
Come faccio a controllare che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it, e si confronta il numero con quello scritto nelle condizioni dell’operatore. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente dimostra la concessione, non l’offerta di scommesse sportive né del cricket.
Come si calcola la vincita di una scommessa da puntata e quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, con un profitto netto di 9 € rispetto ai 10 € giocati. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, quindi la vincita cresce come cresce la probabilità che una delle selezioni salti.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 restituisce circa il 95 % di tutto il puntato, e il margine è la parte restante, intorno al 5 %. La banda non è un numero solo: con quote a 1,95 il margine scende sotto il 5 %, con quote a 1,85 sale verso l’8 %.
Le vincite delle scommesse sono tassate in Italia?
No, quando a pagarle è un concessionario ADM: il prelievo cade su chi gestisce il gioco, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una lettura riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite si sceglie in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile: ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo dopo 7 giorni, come prevedono per esempio le condizioni di Admiralbet. L’articolo 15, comma 1, lett. b) lascia comunque al concessionario il compito di fissare limiti di deposito per età e comportamento secondo protocolli approvati dall’ADM.
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