1X2 scommesse sportive: il mercato dove si vince, si pareggia o si perde

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Se cercate come funziona una scommessa 1X2 e a chi affidata, siete nel posto giusto. E se vi interessa sapere

quanto costa davvero quella comodità — perché di comodità si tratta — meglio ancora.

Una partita di calcio dura 90 minuti di gioco regolamentare, divisi in due tempi da 45 minuti, e l'arbitro aggiunge il recupero per sostituzioni, infortuni e altre interruzioni.

Metto subito due cose sul tavolo, prima di ogni altra. La prima è che il mercato 1X2 è il più semplice che un

bookmaker possa offrire, e proprio per questo è quello su cui nasconde meglio il prezzo che vi fa pagare. La

seconda è che in Italia la domanda «a chi sto giocando» ha una risposta verificabile, una sola, e non è la

classifica che leggete su un sito qualsiasi: è l’elenco dell’agenzia che concede licenza per licenza, sito per

sito.

**Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; concessioni e quote di riferimento verificate sull’Elenco dei

concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).**

Che cos’è il mercato 1X2 e cosa resta fuori dalla quota

Il mercato 1X2 copre tre esiti di un incontro: vittoria della squadra di casa, pareggio, vittoria della squadra

in trasferta. Una partita di calcio può finire in uno di questi tre modi e in un campionato a girone il pareggio

vale un punto a testa. Nient’altro entra nella giocata: il numero di gol, i marcatori, chi segna per primo sono

mercati vicini, non questo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Una partita di calcio può finire con una vittoria, un pareggio o una sconfitta, i tre esiti coperti dal mercato 1X2 (casa, pareggio, trasferta).

La domanda che quasi nessuno si fa prima di selezionare la casella «1» è quando quella casella si chiude. Una

partita dura 90 minuti di gioco regolamentare, divisi in due tempi da 45, e l’arbitro aggiunge il recupero per

sostituzioni, infortuni e altre interruzioni. Al novantesimo il mercato 1X2 è finito: i gol del recupero contano,

quelli dei supplementari no.

Ed è qui che il lettore distratto perde soldi senza accorgersene. Se una partita a eliminazione diretta è in

parità dopo 90 minuti si giocano due tempi supplementari da 15 minuti e nella maggior parte delle competizioni

a eliminazione diretta si passa poi ai calci di rigore, i cui gol non contano nel risultato finale. Chi gioca

«2» su una sfida di Coppa Italia a dicembre e vede la sua squadra vincere ai rigori non ha vinto niente. Ha

pareggiato. Il novantesimo minuto è il confine della giocata, non il fischio finale vero.

Che i 90 minuti siano la misura di tutto viene da lontano: le Regole del Gioco del 1897 fissarono la durata di

una partita in 90 minuti salvo diverso accordo, e quelle diciassette regole sono ancora amministrate

dall’International Football Association Board. Un secolo e mezzo dopo, una quota 1X2 è ancora agganciata a quella

riga di regolamento.

Quota, puntata, vincita: cosa succede quando la schedina si chiude

La vincita di una scommessa a quota fissa è la puntata moltiplicata per la quota fissata nel momento in cui la

giocata è stata registrata. La quota non cambia dopo: il prezzo che avete davanti è quello che state

acquistando, effetto collaterale compreso. Il denaro si consegna al momento dell’accettazione, la quota si

congela con esso.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Se una partita a eliminazione diretta è in parità dopo 90 minuti si giocano due tempi supplementari da 15 minuti e nella maggior parte delle competizioni a eliminazione diretta si passa poi ai calci di rigore.

L’esempio che nessuno fa mai a voce alta, e che rifaremo con i numeri veri più avanti: una puntata da 10 € a

quota 1,90 restituisce 19 € se l’esito arriva, cioè 9 € di utile netto. Dieci euro diventano diciannove, e nove

di quelli sono vostri guadagni. Il resto — i dieci che avete messo — erano vostri anche prima.

Una precisazione che in Italia vale più che altrove, perché cambia il conto finale e non il lordo. Le vincite

pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate,

perché il prelievo cade sul concessionario: il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una

ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria,

quindi vale la regola di buon senso: prima di una vincita importante, consultare un commercialista.

Il rovescio della medaglia è quello che succede fuori dal perimetro italiano, e qui la faccenda cambia di

natura. Su un sito senza concessione il prelievo non esiste a monte e la partita si sposta sul giocatore:

l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come

«redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati

all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intera somma ricevuta senza deduzioni. La lettura pratica

è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota.

Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza

fiscale.

Singola, multipla, sistema: tre modi di usare lo stesso mercato

Sull’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono

raccolte nella pagina My Bets. Uno dei tre nomi, in Italia, resta il più frainteso. Nella multipla le quote delle

selezioni si moltiplicano in un unico prezzo e le selezioni devono chiudersi tutte dalla parte giusta; nel

sistema si giocano più combinazioni sulle stesse selezioni, e basta sbagliarne una perché il risultato non sia

più quello sperato.

Una singola da 5 € a quota 1,80 e una multipla da 5 € con tre selezioni a 1,80 ciascuna raccontano la differenza

meglio di qualsiasi spiegazione. Nella multipla il prezzo totale non è 1,80: è il prodotto delle tre quote, e il

capitale a rischio è lo stesso. Cambia solo una cosa, e cambia in peggio: le probabilità. Eppure la multipla è la

giocata che più spesso accompagna un requisito di puntata, perché è quella che «fa girare» il volume. Ricordate

questo dettaglio, tornerà quando parleremo di bonus.

Anche la scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori — il betting exchange, «punta e banca» —

ha una sua disciplina separata: il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita

a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per

i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo

di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo cade sul

concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è

descritto come il primo, con concessione 16028.

Un’ultima cosa che il calcio non spiega da solo. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata

predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può giocare solo su eventi che stanno lì dentro: l’ADM

aggiunge gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner, come

riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga, però, non è noto. Nella

stessa famiglia stanno le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altri eventi generati al

computer o mostrati con un evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per le scommesse

sportive, e presenti sui siti degli operatori con una sezione «Virtuali».

Come si legge il margine dentro una quota 1X2

Qui arriva la parte che nessuna pagina di comparazione mette in cima, e che invece decide quanto vi resta in

tasca sul lungo periodo. Il margine del bookmaker è la differenza tra quello che una quota restituisce su tutti

gli esiti di un mercato e il totale delle puntate raccolte su quel mercato. La formula, per chi la vuole: si

somma l’inverso di tutte le quote del mercato, si divide 1 per quella somma e si ottiene la quota di puntate

restituita; il margine è 100 % meno quella quota.

Prendiamo un esempio, dichiarato come tale e non come un prezzo di nessun bookmaker in particolare: un mercato a

due esiti, entrambi a quota 1,90. La somma degli inversi è 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa 1,0526. La quota

restituita è 1 diviso 1,0526, che sta intorno a 95 %, e il margine è di conseguenza intorno al 5 %. Tradotto:

su 100 € giocati complessivamente su un mercato di questo tipo, il bookmaker ne tiene in media circa 5 e ne

restituisce circa 95.

Il «circa» non è pigrizia da scrittore. Il margine dipende da quale mercato state guardando e da quanto è

liquido. Su un mercato principale di una partita di cartello la forchetta è più stretta; su un mercato di nicchia,

su un evento minore o su una lega che il bookmaker segue con meno attenzione, la forchetta si allarga e il

prezzo del servizio sale. Lo stesso operatore applica margini diversi a mercati diversi dello stesso incontro, e

lo fa senza annunciarlo da nessuna parte. Se qualcuno vi dice che un bookmaker ha «il margine del 5 %», vi sta

dicendo una cosa che non esiste: il margine è del mercato, non del marchio.

Da questo discendono due conseguenze pratiche, e sono le stesse che rendono il paragone tra operatori meno

utile di quanto sembri. La prima: due siti che mostrano 1,90 / 1,90 e 1,88 / 1,92 hanno margini quasi identici,

ma la seconda coppia vi invita a giocare sulla trasferta invece che sulla vittoria interna, quindi la scelta

«quale bookmaker» nasconde spesso una scelta «quale esito». La seconda: il margine è già dentro la quota prima

che voi apriate l’app, quindi non esiste un momento in cui «conviene» entrare per non pagarlo. Si paga sempre.

L’unica variabile è quanto.

Quote Maggiorate, combo e Cash Out: quando la comodità ha un prezzo

Il prodotto che più di ogni altro vende l’idea del prezzo regalato è la quota maggiorata. bet365 offre Quote

Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi

selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale,

Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Sisal schiera la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate

su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out. L’app SNAI Sport aggiunge il risultato esatto,

il numero di goal, i tiri in porta, i cartellini e i rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine

prima della fine dell’evento; la funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa

partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto,

con una quota unica. Tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di

goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna

ultimo goal.

La parola «maggiorata» fa un lavoro che il numero non fa. Una quota maggiorata su un mercato di nicchia può

restare più cara della quota ordinaria sul mercato principale di una partita di cartello, perché il punto di

partenza — il margine di quel mercato — era più alto. Quella «quote maggiorate» non è una quota migliore,

è una quota meno peggiore. Non è astuzia del bookmaker, è aritmetica: per alzare il prezzo su un mercato basta

partire da una base più gonfia.

Il Cash Out merita lo stesso trattamento. Chiudere una giocata prima della fine dell’evento significa accettare

la quota che il bookmaker propone in quel momento su quello che ancora resta da giocare, e su quella quota c’è

il margine di adesso, che non è quello di dieci minuti fa. È utile se l’obiettivo è ridurre l’esposizione; non

è una scorciatoia per incassare di più.

Sul formato delle multiple c’è una nota che riguarda soprattutto l’ultima casella in fondo allo scontrino. Nella

multipla le quote si moltiplicano, quindi una selezione su mercati meno liquidi sposta il prezzo totale molto più

di quanto si immagini, mentre la condizione di riuscita resta la stessa per ogni gamba. Il prodotto vende

l’idea che una gamba valga l’altra. Il prezzo dice il contrario. Una selezione a 1,15 e una a 4,00 non pesano

uguale sul risultato finale, ma pesano uguale sull’obbligo di indovinarla.

La classifica: i dieci concessionari ADM al banco di prova

Una premessa che vale più di ogni riga della tabella. Quella che segue non è una classifica del mercato, è

l’elenco dei dieci concessionari su cui questa pagina ha materiale. Altri concessionari esistono, e un marchio

assente da qui non è per questo privo di licenza. La concessione, inoltre, si concede per sito e non per

azienda: una stessa società può gestirne più di uno — Eurobet Italia S.r.l. porta Eurobet, Bwin e

Gioco Digitale — e il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio che leggete in vetrina.

E una cosa che nessun comparatore mette accanto a una tabella: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un

concessionario può avere insieme diritto a scommesse sportive, poker e skill games, giochi di casino, exchange e

bingo, in qualsiasi combinazione. Il nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse

sportive: a dimostrarlo è il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. Il confronto, quindi, si fa su ciò che

le condizioni di ciascun operatore dichiarano, non sul numero di concessione.

Marchio Concessione e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul soggetto della pagina
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. La app Betfair Sport elenca Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, oltre a Supercombo; la documentazione sulla disciplina dell’exchange italiano è indicata con regole aggiuntive per i conti
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag: i 10 € in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited La app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi nella app, con schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited La app dichiara scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; a settembre 2026 primo partner del palinsesto Setka Cup autorizzato dall’ADM
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out e My Combo, che unisce più combinazioni su match o sport diversi in un biglietto con quota unica
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale

Il colpo d’occhio che questa tabella produce è una sola cosa: la colonna di destra parla di mercati, di

funzioni e di requisiti di bonus, quasi mai di prezzi. Le condizioni degli operatori dicono cosa c’è nella

vetrina. Quanto costa entrarci lo dicono i requisiti, e quelli li esaminiamo brand per brand.

Cosa cambia, in concreto, per chi ha una concessione ADM

Il regolatore è l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)»; il mercato continua a dire

«AAMS» e non sbaglia del tutto, cambia solo il nome dell’ufficio. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo

2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78

del 3 aprile 2024. Le licenze non sono aperte, sono «concessioni» aggiudicate con gara pubblica.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto al 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da

16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Quella struttura spiega un dettaglio che sfugge a chi legge

«licenza» al singolare: la concessione è per sito. Una società può tenerne diversi, e il nome sull’elenco è

quello della società, non del marchio.

Che cosa entra in una concessione lo dice l’art. 6, comma 1: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi

sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di ippica

nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con

interazione diretta tra giocatori; il bingo. I vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di

nove anni, senza rinnovo (art. 6, comma 3), con requisiti che includono una società di capitali con sede nello

SEE, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5);

condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per

nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

La cosa che conta per voi non è il numero delle righe, è il filtro che quel numero produce. Unibet, Betway,

1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto. È un fatto

sullo stare in Italia.

Come si verifica la concessione, senza credere a una classifica

La domanda non è retorica, ha una procedura. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza

sul sito dell’ADM e si cerca il sito su cui si sta per giocare, riga per riga: ogni riga porta un codice e un

solo indirizzo .it. Se il sito non c’è, la partita si chiude lì. Un posto in una comparazione non è una

concessione, e non lo è nemmeno una classifica che vi ha portato sulla pagina.

Poi c’è la verifica sul sito stesso, che è la più semplice e la meno usata. Gli operatori dichiarano numero di

concessione e società nelle proprie condizioni: è la ragione per cui questa pagina, nella classifica sopra, ha

messo accanto a ogni marchio il concessionario che le condizioni dichiarano. Il nome in vetrina e il nome sul

registro spesso non coincidono — Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy,

Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited — e trovare una differenza non è un allarme. È la normalità di

un mercato dove la concessione appartiene alla società, l’insegna al marchio.

La terza cosa da controllare è che dietro il numero ci sia davvero una scommessa sportiva. L’elenco non ha una

colonna per i giochi, quindi un sito autorizzato può essere autorizzato al poker, al casino o al bingo e non

avere un palinsesto sportivo. Marchi che sono casino prima di tutto, con un bookmaker accanto, non sono una

stranezza in questa lista: l’app StarCasinò, per esempio, dichiara scommesse sui principali eventi sportivi

italiani e internazionali con varie tipologie accanto alle slot e al Live Casinò. Chi cerca solo calcio deve

guardare il palinsesto, non il timbro.

Il palinsesto approvato e quello che ci può stare dentro

Il palinsesto è definito dall’art. 2, lett. s) come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal

concessionario e approvato dall’ADM, e la regola operativa è secca: si può scommettere solo su eventi del

palinsesto approvato. Non è un dettaglio burocratico, è il motivo per cui un mercato che vedete su un sito

straniero può non esistere su un sito italiano la settimana dopo.

Dentro il palinsesto stanno cose diverse che conviene non confondere. Le corse dei cavalli sono due cose

separate nella legge: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1,

lett. a), e i giochi di ippica nazionale (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili), che richiedono

una concessione propria e che nessun dato qui conferma essere offerti online da un marchio.

Le scommesse su eventi simulati sono a loro volta definite (art. 2, lett. v)) e ammesse dentro una concessione

per le scommesse sportive. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori; le regole ADM sui

mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Un tetto

statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero sono

i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. Gli eSports, e se il palinsesto

li includa, restano un punto aperto.

Cosa succede se il sito non ha la concessione

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la frase non è una formula. L’art. 22 del

D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai

concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i

fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati

da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avvertimento.

Su come funziona il blocco, la realtà è meno pulita della norma. Il blocco opera a livello DNS e alcuni

fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta

la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, mentre i

mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Il pezzo che riguarda direttamente chi legge è un altro, ed è quello che le pagine di comparazione di solito

saltano. L’ADM, il 28 febbraio 2024, scrive che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, «prevede l’arresto

fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate

all’Estero», e aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è

sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come l’ADM stessa la formula.

L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono noti. Per gli

operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Lo stesso fatto su un sito con concessione e su uno senza

Il confronto onesto è questo, e sta in poche righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza

dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non

porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive l’ADM, espone il giocatore a una

sanzione di natura penale.

C’è anche una questione di pagamenti che vale la pena guardare da vicino. L’art. 22, comma 1 prevede un

regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare

denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando

arriverà, il canale di ricarica è la prima cosa che si chiude su un sito non autorizzato.

Sui binari di pagamento dei concessionari ADM va detto quello che si sa e non di più. I punti vendita ricariche

sono disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie),

che ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già

comunicati al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né

prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le condizioni dei singoli operatori sono la

fonte per la loro lista di strumenti; il cripto presso i concessionari ADM è una materia non definita, e non è

nota una norma che elenchi i binari approvati.

Pubblicità vietata, bonus che restano

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo

cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o

scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive,

culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le

pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della

pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco

pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l)) e consente al concessionario messaggi

sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Sul fronte applicativo, la stampa di settore riporta per il 2025 zero sanzioni dell’AGCOM per violazioni del

divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la

sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono

pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto).

Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla

pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è rimasta allo stato di proposta: il divieto è in vigore alla

data di verifica.

Il punto che quasi nessuno separa correttamente: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus.

Non sono noti né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e

quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Un «bonus di benvenuto» è il termine degli

operatori, e descriverlo non è pubblicizzarlo. È la stessa distinzione che permette a una pagina come questa di

dire quanto costa un bonus senza invitare nessuno a prenderlo.

Gioco responsabile: cosa si attiva al momento della registrazione

I limiti che contano non si trovano in fondo a un menu, si impostano mentre si apre il conto, e chi li salta

raramente torna a cercarli. È il momento in cui la mano è più libera e la testa meno lucida, e non a caso la

legge lo ha scelto.

L’art. 15, comma 1 fissa il pacchetto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in

un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo

protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per

categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il

commento non serve: la voce (f) — un canale umano, non un form — è quella che nessuna app pubblicizza mai.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori

mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e

un’attesa di sette giorni per alzarlo. È una meccanica deliberata, e funziona come un freno a mano: chi vuole

giocare meno lo fa subito, chi vuole giocare più deve aspettare una settimana e riprovarci con calma. Il valore

del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è noto.

Un esempio di come si presenta la schermata, per chi non l’ha ancora vista. In registrazione Admiralbet chiede

di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e

mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul versante opposto, gli

strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi

sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale

Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Due approcci, la stessa logica: il limite si mette prima, non dopo.

RUA e autoesclusione: la parte che nessuno spiega

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con

concessione ADM e alle sale fisiche. È lo strumento più potente del sistema, e per questo quello che conviene

capire meglio: non è un blocco su un sito, è un blocco sull’intero perimetro legale italiano.

Le durate sono cambiate di recente, e la data conta più della regola. Le condizioni di Admiralbet prevedono

l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di

gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con

revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal

1° febbraio 2026. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di

prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

La conseguenza pratica è quella che vale la pena scrivere in chiaro. Un giocatore autoescluso è protetto su

tutte le piattaforme con concessione ADM, e non è protetto altrove: i siti privi di concessione non sono

collegati al RUA. Chi si è escluso da un operatore italiano e ricomincia su un .com non ha trovato un

cavillo, ha semplicemente lasciato il perimetro in cui la sua scelta produceva effetti. Questo è il tipo di

conseguenza che non si vede il giorno in cui la si attiva. Si vede il giorno in cui serve.

Documenti, SPID, CIE: quando il conto si blocca

Il conto di gioco richiede identificazione piena, e in Italia il tema non è teorico. Per aprire il conto

BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione

classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età non è una raccomandazione: l’art. 3, comma 1, lett. a)

nomi la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei

minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il dettaglio da conoscere prima, non dopo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è

sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non

si è in ferie con un documento scaduto e una vincita ferma. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che

alcuni operatori offrono, non tutte le strade portano allo stesso ufficio, e il conto non funziona a metà.

Sui doveri informativi dei concessionari c’è una cifra che vale la pena conoscere per capire come è finanziata

la prevenzione: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per

un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da

una commissione governativa.

Metodo e limiti di una previsione 1X2

Qui bisogna essere netti, perché è la sezione dove una pagina di scommesse di solito perde ogni credibilità:

nessuno sa chi vince una partita, e una pagina che promette una vincita garantita sta vendendo qualcosa che non

possiede. Un metodo 1X2 non è un sistema che indovina gli esiti, è una procedura che decide prima come si

distribuisce il denaro, e sta in piedi solo se resta scritta.

La parte statistica è quella che si può davvero fare, ed è meno eccitante di come la si racconta. Due squadre,

una forma recente, i gol fatti e subiti, il rendimento in casa e in trasferta, gli infortuni, il calendario

ravvicinato: sono gli ingredienti del lavoro. Ma ognuno di questi dati racconta la partita che è già finita, e

la quota che vedete è la sintesi di tutto questo fatta da qualcun altro, con gli stessi numeri in mano. La

domanda utile non è «chi vince». È «la quota che sto leggendo è alta o bassa rispetto al lavoro che ho fatto

io?», e la si risponde solo se si è scritto quel lavoro da qualche parte.

Sulle serie lunghe c’è un dettaglio di formato che vale la pena misurare con la calcolatrice. Un campionato a

girone produce un terzo esito — il pareggio — che vale un punto a testa, e nei tornei a eliminazione diretta

il pareggio dopo 90 minuti non chiude niente, perché si va ai supplementari e poi ai rigori, i cui gol non

contano nel risultato finale. Sono due partite diverse per chi gioca «X», e la seconda è quella che fa più

vittime: la schedina pagata a fine novanta minuti su una sfida di Coppa non ha guardato i rigori.

Sui metodi che circolano online, il rasoio è semplice. Un «sistema» che non può spiegare che cosa fa quando la

sua previsione sbaglia non è un sistema. Un metodo che funziona solo su un campione piccolo non è un metodo.

E una «vincita garantita» è una contraddizione in termini, perché la garanzia e la quota non possono stare

nella stessa frase: se un esito fosse garantito, il suo prezzo sarebbe 1,00, e quel prezzo non esiste da

nessuna parte. La quota esiste perché l’esito è incerto. È tutto lì.

Tre regole bastano, e sono più noiose di qualsiasi pronostico. Un capitale separato da qualsiasi altro denaro,

stabilito prima e non ricostituito a caldo. Un’unità di puntata fissa, in percentuale, che non sale dopo una

vincita né dopo una sconfitta. Un limite alle giocate settimanali, scritto, perché la frequenza è la variabile

che più spesso sfugge al controllo. Su un bookmaker con concessione ADM quella disciplina ha un supporto

esterno: gli autolimiti su tempo, spesa e perdita e i limiti di deposito scelti in registrazione sono

obbligatori per legge (art. 15, comma 1). Fuori da quel perimetro, gli stessi strumenti non esistono.

Un’ultima nota sui termini che circolano nelle ricerche: il DNB, «rimborso in caso di pareggio», e l’handicap

non sono varianti del mercato 1X2. Sono mercati vicini che spostano il problema del pareggio altrove,

restituendo la puntata o caricando una squadra di un gol di vantaggio. Confonderli con l’1X2 è l’errore che

porta a credere di non pagare il margine, mentre il margine è dentro anche lì, e spesso più alto.

Il costo reale di un bonus: requisiti, quote minime, scadenze

Questa sezione è il cuore economico della pagina, perché i bonus si vendono come regali e si comportano come

contratti. Un importo senza il requisito che lo accompagna non dice nulla: 100 € di bonus su un requisito x8

sono un impegno di 800 € di puntate, e 100 € su un requisito x1 sono una fotografia diversa.

Nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito

minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni

con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Leggete i numeri nell’ordine in cui sono scritti, perché

l’ordine è la trappola. Il bonus è in denaro, non in gettoni, ed è già un buon segnale. Ma per liberare ogni

tranche da 10 € serve una multipla da cinque selezioni a quota complessiva minima 5.00, giocata con denaro

reale: cinque partite devono tutte finire dalla parte giusta prima che 10 € si muovano. Con quattro tranche

disponibili, il conto totale è di quattro multiple da cinque gambe. Moltiplica al quadrato la fragilità.

Il caso di BetFlag è l’altro lato della stessa medaglia, e mostra come lo stesso requisito minimo cambi

funzione. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno

giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la

verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Un bonus senza deposito è il

formato più generoso in circolazione, e insieme il più vincolato: c’è un solo tentativo, la quota minima è alta,

e i tre giorni decorrono dall’attivazione — non dalla registrazione — quindi il conto alla rovescia parte nel

momento in cui il conto è verificato, non quando ve lo aspettate.

Poi ci sono i 200 Fun Flag, che sono un secondo contratto nel primo. Arrivano in quattro tranche da 50, una

ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si

converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. Il requisito «x8» su 400 Fun Flag equivale a 3.200 Fun Flag di

puntate per tranche. Non è un moltiplicatore sul valore nominale del premio, è un obbligo di volume, e il

valore che ne esce sta tra 1 € e 25 € — la forbice la decide il caso, non il regolamento.

Sport4Fun e i bonus che vivono fuori dal palinsesto

La riga sui Fun Flag merita una pausa, perché è l’unico punto di questa pagina dove un bonus rimanda a un gioco

che non è una scommessa sportiva a quota fissa. «Su Sport4Fun» significa che il volume richiesto si fa su quel

prodotto, non sul calcio. Un lettore che apre il conto per il calcio e ignora la riga si trova con 200 Fun Flag

che non si convertono, perché il requisito va soddisfatto dove il regolamento dice, non dove si è comodi.

Vale come regola generale, e vale oltre il singolo caso. Prima di valutare un bonus si guarda su quale prodotto

il volume va fatto, con quale quota minima per selezione, entro quale termine e con quale tetto alla vincita.

Sono i quattro parametri che trasformano un importo nominale in un costo reale, e sono tutti nelle condizioni

dell’operatore. Chi legge solo il titolo del bonus non sta leggendo l’offerta.

Una nota sul confine tra bonus e pubblicità, che nel mercato italiano è più stretto che altrove. Il divieto del

2018 riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, come abbiamo visto nella parte sulla normativa; ma

questo significa anche che la comunicazione intorno ai bonus è più sobria di quanto un lettore straniero si

aspetti. Il bonus c’è, si chiama «bonus di benvenuto», e va letto nelle condizioni dell’operatore.

Margine, rigioco e vincita: il conto che quasi nessuno fa

Mettiamo in fila i due conti che questa pagina ha già messo a disposizione, perché presi insieme dicono qualcosa

che separatamente non dicono. Da una parte c’è il margine di mercato: su un mercato illustrativo a due esiti

quotati 1,90 e 1,90, la quota restituita è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Dall’altra ci sono i

requisiti di puntata, che spostano il volume da giocare di un fattore che nessuna quota di restituzione può

compensare.

La conseguenza è elementare e un po’ scomoda. Il margine è un costo che si paga su ogni unità giocata, non solo

sulla prima. Per far girare il volume richiesto da un bonus bisogna giocare più volte, e ogni passaggio

attraversa un mercato dove il margine lavora contro. Su un requisito di puntata alto, il costo atteso della

sola movimentazione si avvicina pericolosamente al valore nominale del premio, e su un requisito molto alto può

superarlo: è il caso in cui il regalo diventa un conto da pagare, e succede più spesso di quanto le pagine dei

bonus lascino intendere.

Un bonus senza deposito è strutturalmente più indulgente, e la ragione è ovvia una volta vista. Se non c’è

deposito, il capitale a rischio è zero e il costo del rigioco non intacca il vostro saldo. Un bonus con

deposito è vincolato a denaro che avete messo voi, e il volume richiesto grava su quel denaro. È la differenza

tra provare un prodotto e comprarlo.

Il terzo conto è quello che nessuno fa, e riguarda il tempo. Una scommessa giocata su un mercato di un

campionato minore porta un margine più alto di una giocata sull’incontro di cartello, perché la quota è fissata

su un evento che il bookmaker segue con meno attenzione e su cui accetta meno rischio. Chi costruisce la

propria schedina abituale sulle sfide di nicchia paga quel conto trecento volte l’anno senza accorgersene. Non

è un invito a giocare solo i big match, è un promemoria: il prezzo del mercato è una variabile che si sceglie,

e le condizioni di un operatore non dicono quanto costa quel mercato.

Da qui una nota sull’onestà dei numeri che circolano, e non è una formalità. Una quota «circa 95 % di

restituzione» e un margine «circa 5 %» sono la stessa cosa vista da due lati, e chi li usa entrambi per

rafforzare un argomento sta contando due volte lo stesso numero. Nelle condizioni degli operatori i margini non

compaiono quasi mai. Compaiono i requisiti, le quote minime e le scadenze, e sono quelli che decidono il conto

finale. Il resto è etichetta.

I dieci concessionari, uno per uno

Le schede che seguono prendono ciascuna operatore dalle sue condizioni e dalle sue schede applicative, con il

numero di concessione che le condizioni dichiarano. Il metro è lo stesso per tutti: cosa c’è dentro il prodotto

sportivo, cosa chiede il bonus, cosa resta da sapere. L’ordine è quello dell’elenco, non una graduatoria.

Betfair: l’exchange travestito da bookmaker

Betfair è una scheda anomala in questo gruppo, e conviene dirlo subito. Il marchio è legato nell’immaginario

all’exchange, e la disciplina italiana dell’exchange è separata: il giocatore può fare il bookmaker o il

puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima (art. 6, comma 1, lett. e);

art. 2, lett. u)). Betfair è descritto come il primo exchange, con concessione 16028. La documentazione

riportata indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200

centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle

vincite perché il prelievo cade sul concessionario.

Accanto a questo, la app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo,

e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La convivenza tra un prodotto classico e

un prodotto di scambio non è un caso, ma un modo di coprire due tipi di giocatore che usano lo stesso mercato

in modo opposto.

La conseguenza più interessante riguarda l’incastro tra i due. Su un mercato di scambio l’altro lato della

puntata non è il bookmaker ma un altro giocatore, quindi il costo non si esprime come margine incorporato nella

quota nello stesso modo; e chi usa la parte sportiva classica dello stesso conto paga, su quella, un margine

ordinario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, e questo è il

limite della scheda: la parte exchange si giudica sulle regole generali, non sui numeri di oggi.

Chi resta fuori da questo profilo sta fuori con motivo. Un giocatore che cerca solo una quota 1X2 sul

campionato italiano con una schedina semplice non ha nessun motivo di pagare la complessità dello scambio; la

brochure promette «migliori quote», ma la quota migliore esiste solo se qualcuno, dall’altro lato, sta

offrendo il prezzo opposto nel momento in cui si clicca. La qualifica che decide la scelta è il tempo che si

passa sul mercato, non il marchio.

BetFlag: il bonus senza deposito che chiede un solo tentativo

BetFlag mette al centro della propria offerta quello che è, sulla carta, il formato più interessante del

panorama: il bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno

giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo

la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Un solo colpo, una quota

minima alta, un conto alla rovescia che parte dalla verifica.

L’apertura del conto passa dalle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione

classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha già SPID è avanti di una pratica; chi non ce l’ha

scopre che il tempo di attivazione del bonus dipende da una verifica che non controlla.

I 200 Fun Flag completano il quadro con la loro struttura a tranche: quattro blocchi da 50, uno ogni due

giorni, ciascuno con 400 Fun Flag di puntate (x8) a quota minima 5.00 su Sport4Fun, convertibili in un Bonus

Sport da 1 € a 25 €. Il volume richiesto per tranche è di 3.200 Fun Flag di puntate, su un prodotto che non è

il calcio, e il valore finale è una forbice che parte da un euro.

La scheda si giudica su una sola variabile, l’esito. Quel singolo colpo da 10 € a quota 5.00 è un biglietto

con una probabilità bassa e un rendimento, se passa, intorno ai 40 € netti rispetto alla quota minima. Chi

accetta il vincolo sta comprando un tentativo, non un piano. Chi cerca un bonus da lavorare con calma, con più

occasioni di rigioco e un prodotto coerente con il calcio, trova qui meno di quanto il titolo «senza deposito»

lascia sperare.

Betsson: il bookmaker con il casinò nella stessa app

Betsson si presenta con la app Sportsbook & Casinò, che offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi,

con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il nome dell’applicazione mette i due

prodotti nella stessa riga, ed è una dichiarazione: la porta d’ingresso per molti utenti sarà il casinò, non la

schedina.

Sul versante della concessione c’è un dettaglio che vale la pena annotare, perché riguarda la geografia

societaria del marchio. La concessione è la n. 16027, e il concessionario è Azzurri Limited, la stessa società

che porta Starcasino.it con la concessione n. 16026. Due marchi, due siti, due concessioni, un solo gruppo.

La copertura dichiarata — 1X2 insieme a Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo — è quella di un operatore

generalista che vuole il giocatore dentro l’applicazione per più di un mercato. La combinazione di pre-match e

live su migliaia di eventi suggerisce un palinsesto ampio, ma sulle condizioni economiche del prodotto sportivo

questa scheda si ferma.

Il giudizio si regge su un fatto e su un’assenza. Il fatto è che il prodotto sportivo esiste e ha la copertura

di mercato che serve a chi gioca i mercati principali; l’assenza è che nulla, nelle condizioni esaminate,

distingue l’offerta sportiva da quella degli altri generalisti. Chi cerca una schedina 1X2 senza troppe pretese

trova un prodotto completo. Chi cerca un bookmaker sportivo con un’identità propria, qui trova un casinò con

una sezione scommesse ben fatta.

Lottomatica: la copertura che si paga con la profondità

Lottomatica porta un nome che in Italia significa sport, e la app lo conferma: copre Serie A, Serie B, Champions

League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per

scommettere live seguendo la partita in diretta. È una vetrina costruita sul calcio italiano, con il campionato

nazionale come perno e la diretta come argomento di vendita.

Il dettaglio societario sorprende più del prodotto. La concessione è la n. 16010 e il concessionario è Goldbet

Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy): il marchio Lottomatica è gestito, sui registri, da una società il

cui nome dice Goldbet. Non è un errore e non è un’anomalia: è quello che il registro dice.

Lo streaming live è la funzione che cambia l’esperienza, e non solo la comodità. Poter seguire la partita

dentro l’applicazione mentre si gioca sui mercati live riduce la distanza tra la decisione e l’evento, e

aumenta la frequenza delle giocate per chi non ha una disciplina scritta; la stessa funzione che rende il

prodotto più attraente è quella che rende più facile superare il limite che ci si era dati.

La forchetta su cui si giudica questa scheda è la profondità dei mercati. La copertura di campionati e formule

è larga e include Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, il che risponde alla

domanda «c’è la partita che cerco?». Se la risposta alla domanda successiva — «c’è il mercato che cerco su

quella partita?» — sia altrettanto ampia, le condizioni dell’operatore non lo dicono, e resta da verificare sul

palinsesto. Chi guarda soprattutto il calcio italiano ha una ragione concreta per partire da qui.

Eurobet: la schedina ordinata e il marchio che non è il concessionario

Eurobet è la scheda con meno da raccontare sul prodotto e più da raccontare sull’identità, e non è una

critica. Con la app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono

raccolte nella pagina My Bets. Nient’altro: nessun mercato speciale rivendicato, nessuna funzione di punta

elencata, nessun formato esotico.

Il pezzo di informazione più utile riguarda la concessione. La n. 16012 è intestata a Eurobet Italia S.r.l.

Unipersonale, e la stessa società gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Tre siti, un solo

concessionario, tre insegne diverse: è l’esempio più pulito di come funziona la concessione per sito in Italia,

e spiega perché cercare il nome del marchio sull’elenco dell’ADM porta spesso a non trovarlo.

La pagina My Bets è una funzione piccola e sottovalutata. Tenere in un unico posto le giocate in corso e quelle

concluse non cambia la quota di nessuno, ma rende visibile la propria storia di puntate: è il punto da cui

parte chiunque voglia verificare quante giocate fa davvero e quante ne crede di fare. Sul controllo del volume

giocato, quella pagina vale più di qualsiasi consiglio.

Il marchio sta in piedi sulla solidità e non sull’effetto. Un prodotto che si limita a singole, multiple e

sistemi dichiara di non voler stupire; un conto con tre siti dietro dichiara di avere le spalle larghe. Chi

cerca emozione la trova altrove. Chi vuole una schedina che si chiude senza sorprese di formato ha un candidato

serio, e l’unica cosa da verificare in più è la corrispondenza tra i tre siti e le condizioni che si legge

sulla pagina dove si gioca.

StarCasinò: il bookmaker dentro il casinò

StarCasinò dichiara nella app la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e

internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è

la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società di Betsson.it.

Il nome dice già l’ordine delle priorità, e la domanda che questa scheda deve sciogliere non è se StarCasinò

faccia scommesse sportive — le fa — ma se sia il posto giusto per chi gioca quasi solo scommesse. La risposta

dipende da quanto conta, per il lettore, che il prodotto principale dell’operatore sia un altro.

Sul versante della concessione la scheda è in regola come le altre: numero, società, sito .it. Sul versante

delle condizioni economiche del prodotto sportivo, questa rimane la scheda più sottile del gruppo, e ciò che

non c’è va detto per quello che è: un operatore con una copertura sportiva dichiarata genericamente, «varie

tipologie», e nessun dettaglio su mercati specifici, quote minime o requisiti.

La differenza tra un casinò con una sezione scommesse e un bookmaker che ha anche un casinò si vede quando si

cerca un mercato poco battuto: il primo risponde con la vetrina generale, il secondo con il palinsesto. Chi

gioca pochi eventi principali può non accorgersene mai. Chi cerca profondità su un mercato preciso lo scopre

alla prima ricerca che non trova, e quel momento arriva quasi sempre quando la partita è già iniziata.

bet365: quote maggiorate e la prima mossa sul palinsesto

bet365 è la scheda con le due funzioni più riconoscibili del gruppo: Quote Maggiorate su centinaia di mercati

ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre

evento e live. La concessione è la n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.

C’è poi un dettaglio che appartiene alla storia recente del palinsesto italiano, e non è una funzione prodotto.

A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di

settore. È il caso concreto di quello che la definizione di palinsesto significa: gli eventi si aggiungono uno

per uno, e il sito che li aggiunge per primo ha un vantaggio di vetrina.

Sul prodotto, la combinazione tra Quote Maggiorate e Bet Builder+ è una macchina che lavora in due direzioni

opposte, e conviene vederle entrambe. Le Quote Maggiorate sono una promozione su mercati selezionati, quindi

sul mercato principale della partita di cartello il vantaggio può essere minimo; Bet Builder+ alza il numero di

gambe che compongono la giocata, e ogni gamba passa attraverso il margine del proprio mercato.

La parte che questa scheda non copre è quella dei requisiti, e qui la differenza con gli altri marchi si vede.

Quote Maggiorate e Bet Builder+ sono funzioni, non bonus: non c’è un volume da far girare, non c’è una quota

minima da rispettare, non c’è una scadenza. È un prodotto con un costo diverso — si paga sull’evento singolo —

ed è una distinzione che l’etichetta promozionale non rende mai esplicita. Chi vuole una funzione sportiva

senza vincoli di rigioco qui la trova.

SNAI: Cash Out e My Combo, la schedina che si muove

SNAI è la scheda con più funzioni sportive dichiarate. La app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e

sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori,

e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La My Combo di SNAI permette di

combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis

e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. La concessione è la n. 16032, Snaitech Spa.

Sul Cash Out è già stato detto quanto basta nella parte sulle funzioni, e vale ripeterlo in un contesto

specifico: chiudere in anticipo significa accettare la quota che il bookmaker propone in quel momento, che

porta dentro il margine di adesso e non quello di dieci minuti fa. Su una schedina che ha già perso metà delle

gambe è spesso la scelta ragionevole; su una che sta vincendo è il modo più rapido per trasformare una quota

più alta in una più bassa, con il prelievo del bookmaker applicato alla nuova fotografia del mercato.

Il sistema di My Combo ha un effetto meno visibile: unire più combinazioni sullo stesso biglietto aumenta il

numero di gambe che devono chiudersi correttamente, e quindi il numero di occasioni in cui il margine di un

mercato lontano dal calcio — tennis, basket — entra nella stessa giocata. Il calcio resta il perno, ma la

schedina non è più solo calcio.

Quello che questa scheda offre davvero è il controllo nel tempo. Chi vuole decidere quando uscire, e non solo

quando entrare, trova qui lo strumento; e chi gioca sistemi sulla stessa partita ha una flessibilità che gli

altri marchi della lista non dichiarano. Il costo è quello di sempre: più strumenti per gestire la schedina

significano più decisioni da prendere a mercato aperto, e ogni decisione a mercato aperto si prende contro una

quota che qualcun altro ha fissato.

Planetwin365: la diretta streaming come palinsesto quotidiano

Planetwin365 punta tutto su una funzione: eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano

che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La concessione è la n. 16007, Pwo S.p.a.

Il dettaglio interessante è la composizione di quel palinsesto quotidiano. Tennis, basket e tennis tavolo non

sono i mercati di punta di chi pensa solo al calcio: sono gli sport che il bookmaker usa per tenere acceso il

sito nei giorni feriali, tra un turno di campionato e l’altro. È la funzione che risponde a un’esigenza di

frequenza, non di profondità.

Su questo bisogna essere precisi, perché la pagina è già stata chiara altrove. Il tennis tavolo è sport

rapido, e la diretta streaming è esattamente lo strumento che riduce la distanza tra guardare e giocare. Per

chi ha una disciplina scritta è una funzione; per chi non ce l’ha è un acceleratore, ed è la stessa cosa che

dicevamo dello streaming per Lottomatica: la comodità funziona in entrambe le direzioni.

Sui mercati, però, la scheda è esplicita: la diretta streaming con quel palinsesto quotidiano è quello che

l’operatore dichiara. Sulla profondità dei mercati di calcio, sul numero di campionati coperti e sui requisiti

di eventuali promozioni sportive le condizioni dell’operatore non dicono altro. Un giocatore che passa le

serate sui tornei minori di tennis ha qui una ragione concreta; un giocatore che vuole il mercato 1X2 sui

campionati principali verifica prima la copertura sul palinsesto.

William Hill: il bonus più generoso e il requisito che lo accompagna

William Hill chiude la lista con l’offerta più precisamente quantificata del gruppo. Nel Benvenuto Sport il

bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal

entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con

denaro reale. La concessione è la n. 16044, William Hill Malta Plc.

Il requisito merita di essere letto come una condizione, non come una decorazione. Cinque selezioni con quota

minima 5.00 complessiva significa che ogni tranche da 10 € richiede una multipla con cinque gambe e una quota

complessiva alta; quattro tranche significano quattro giocate di quel tipo. È un requisito che chiede volume in

una forma molto specifica, ed è la ragione per cui il tetto di 50 € va letto insieme alla struttura delle

tranche e mai da solo.

Sul resto, la scheda è sobria: depositare entro 7 giorni con carta o PayPal è una condizione di tempo e di

strumento insieme, e il deposito minimo di 20 € mette il primo gradino a dieci euro sotto il massimo. Un

dettaglio che sfugge: il bonus arriva in tranche da 10 €, quindi un deposito da 20 € produce due tranche e non

una somma unica, con due distinte giocate da costruire.

Il giudizio su questa scheda non può prescindere dal formato. Il bonus più grande della lista è anche quello con

il requisito più strutturato, e il rapporto tra i due è ciò che un lettore deve valutare prima di decidere se

il «100 %» sia un buon affare o un impegno. Chi gioca già regolarmente multiple da cinque selezioni a quota

alta riconoscerà nella condizione qualcosa che fa comunque; chi gioca singole da 1X2 troverà il requisito

estraneo alla propria abitudine, e in quel caso il valore del bonus si riduce a quello che si riesce davvero a

liberare.

Domande frequenti su quota, vincita e concessione

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM e si cerca l’indirizzo .it su

cui si intende giocare, riga per riga con il suo codice di concessione. In più si legge il numero di concessione

e la società dichiarati nelle condizioni dell’operatore, e si controlla che il sito offra davvero un palinsesto

sportivo.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della registrazione della giocata. Una

puntata da 10 € a quota 1,90 restituisce 19 €, cioè 9 € di utile netto. Nella multipla le quote delle selezioni

si moltiplicano in un prezzo unico e tutte le gambe devono chiudersi correttamente.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: si

ottiene la quota restituita. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la restituzione è

intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %, ma la forbice cambia con il mercato e con la sua liquidità.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine

degli operatori mostrano il limite settimanale già all’iscrizione. Una riduzione ha effetto immediato, mentre

per alzare un limite già impostato l’attesa è di sette giorni, come dichiarano le condizioni degli operatori.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché

il prelievo cade sul concessionario. Su siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione

n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi»; in ogni caso conviene consultare un

commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessun accesso al RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun limite obbligatorio e nessun foro italiano. L’ADM ricorda

che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e

arresto fino a tre mesi, e il sito è esposto all’oscuramento DNS. Le vincite, infine, ricadono sul giocatore

dal punto di vista fiscale.

L’unica cosa da portarsi via

Il mercato 1X2 è il più semplice che esista e il più facile da pagare senza vederlo. Tre esiti, una quota, un

novantesimo minuto che chiude tutto. Quello che cambia il risultato sul lungo periodo non è la previsione

migliore, è la somma di due variabili che nessuno mette mai nella stessa pagina: il margine che sta dentro

quella quota — intorno al 5 % su un mercato principale a due esiti, di più sui mercati di nicchia — e i

requisiti che accompagnano un bonus, che spostano il volume da giocare di un fattore che il margine non

compensa.

Messi insieme, i due numeri dicono una cosa sola e scomoda: il costo di giocare è la somma di quello che il

bookmaker trattiene su ogni unità e di quello che vi obbliga a giocare per liberare un premio. Il primo si

paga sempre, il secondo solo se si accetta un bonus. Il modo più semplice per ridurre il conto non è trovare

la quota migliore, è ridurre il volume inutile: meno multiple costruite solo per far girare un requisito, meno

mercati di nicchia per abitudine, una schedina alla volta.

E poi c’è la parte che non ha un numero. La concessione ADM non è un adesivo, è un filtro: porta il RUA, i

limiti obbligatori, la vigilanza e un foro italiano, e niente di tutto questo esiste fuori da quel perimetro.

Prima di guardare una quota, guardate l’elenco. L’ordine delle due operazioni cambia l’esito della serata più

di qualsiasi pronostico.

Contenuto creato dal team «scommessepagamento»