Comparazione di quote di scommesse 2026, letta dal lato di chi paga il margine

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Le quote non sono una vetrina con dieci prezzi quasi uguali. Sono dieci percentuali trattenute sulla stessa partita, e la differenza tra la più generosa e la più avara vale, su una stagione di giocate, più di qualunque bonus di benvenuto. Con l’inglese: l’overround.

Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l'evento.

Aggiornato al Ottobre 30, 2026; concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Prima di guardare le quote: chi può raccoglierle in Italia

Un bookmaker che accetta puntate da un giocatore in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza. La parola conta al plurale: le concessioni sono per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. ne amministra tre — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e ciascuno di quei tre indirizzi è una riga separata nella lista. Chi apre il conto su un dominio non concede nulla a un dominio gemello dello stesso gruppo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.

Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non si comprano a sportello: si assegnano per gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza, e tra questi figurano, alla lettera a), le scommesse a quota fissa e quelle a totalizzatore su eventi sportivi (anche simulati) e su corse dei cavalli. Sempre l’articolo 6, comma 3 fissa il tetto temporale: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 dello stesso articolo mette tra i requisiti di gara una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. L’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 bloccano le condizioni di concessione e il regime fiscale per tutta la durata del titolo.

La gara di settembre 2025 ha chiuso con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco di ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito sotto il dominio .it.

C’è un dettaglio che vale più di tutte le classifiche: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel dominio è autorizzato al gioco a distanza, non che quel dominio offra scommesse sportive. La concessione copre, in qualunque combinazione, scommesse, poker e skill games, giochi di casinò, bet exchange e bingo. Chi vuole sapere se un sito ha davvero un palinsesto sportivo guarda il sito e l’app dell’operatore, non la riga di ADM — e una posizione in una comparazione non è una concessione, né vale come prova che ne esista una.

Il regio decreto del 2024, in tre righe che contano

Il decreto fa tre cose che un giocatore sente direttamente. Fissa la durata del titolo, e quindi la data oltre la quale nessuna condizione di oggi è garantita. Sposta la concessione dal marchio all’indirizzo web, il che rende inutile ragionare per gruppi societari. E rinvia ai termini della singola concessione la materia dei limiti di deposito, il che significa che quei numeri non stanno in una legge ma in un bando che il giocatore non legge.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l'85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.

Unibet, Betway, 1xBet, 22bet: cosa dicono le 52 righe

Su nessuna delle 52 righe presenti il 25 ottobre 2026 compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Non è una condanna penale e non è nemmeno una notizia: è un dato di fatto che un lettore italiano può verificare da solo, in un minuto, sulla lista pubblicata da ADM. Chi cerca quote su quei marchi sta confrontando prezzi di operatori che non rispondono al regolatore italiano, e questo cambia il conto finale in modi che il prezzo da solo non mostra.

La concessione ADM non è un bollino: è una serie di tutele che si pagano con i limiti

Il valore pratico di una concessione italiana non sta nel logo in fondo alla home. Sta in cinque cose che il giocatore ottiene solo lì.

La prima è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Un’autoesclusione iscritta nel registro blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Su un sito senza concessione quel blocco non esiste, perché il sito non è collegato al registro: chi si è autoescluso per proteggersi resta vulnerabile esattamente dove andava protetto.

La seconda è la vigilanza di ADM, che passa anche dalla lista dei siti inibiti. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei domini il cui accesso è inibito; entrambi sono pubblici. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche provider resta indietro; il verbo che il settore usa è «oscurati».

La terza è l’obbligo informativo dell’articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. È denaro che il concessionario non sceglie di spendere: glielo impone il titolo.

La quarta è la sede legale. Un operatore con concessione italiana risponde davanti a un’autorità italiana. Un marchio estero, con licenza straniera, non ha alcun titolo in Italia.

La quinta è il conto di gioco identificato: un conto di gioco richiede identificazione piena, e senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Il costo della tutela, e il costo dell’assenza di tutela

Qui l’analisi diventa scomoda, perché nessuno dei due lati è gratis. Il prezzo delle tutele italiane è la lentezza: un limite di deposito alzato richiede pazienza, un conto non convalidato si blocca, e il tetto di nove anni del titolo significa che nessuna condizione di oggi è eterna. Il prezzo dell’assenza di tutele è più alto ma arriva dopo la vincita, non prima: nessun RUA, nessuna supervisione ADM, nessun limite imposto per legge, e la possibilità di non rivedere i soldi.

La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Nella stessa citazione ADM aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti da queste fonti. È la norma lato giocatore, scritta dall’autorità stessa, ed è il motivo per cui una pagina che confronta quote dovrebbe mettere la concessione prima del prezzo e non dopo.

Cosa succede al deposito, al prelievo e al conto quando il gioco è autorizzato

Il denaro che entra in un conto di gioco autorizzato fa un giro preciso, e ogni passaggio ha una regola.

Ricarica, 100 € a settimana, e niente prelievi al tabaccaio

L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro di questi punti, tabaccai e ricevitorie. Il punto ricarica il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non può pagare vincite e non può sbloccare il saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi gestisce il punto.

Le rotaie che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti al tabaccaio (SisalPay, Mooney). L’elenco di ogni singolo operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione resta aperta e nessuna norma conosce un elenco di strumenti approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Il limite che si sceglie in registrazione ha due velocità diverse

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. L’articolo 15, comma 1 prevede, alla lettera a), autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b), limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lettera c), messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera f), un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Le pagine degli operatori mostrano poi la meccanica quotidiana: il limite si sceglie all’iscrizione, una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota. Il fatto è che la macchina è asimmetrica per costruzione, e l’asimmetria è nel verso giusto: frenare è un clic, accelerare è una settimana. Chi decide a mente fredda paga un giorno di attesa quando cambia idea; chi decide a mente calda trova il tempo di ripensarci.

Le autoesclusioni hanno date, e le date cambiano

L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Da febbraio 2026 esistono anche forme parziali di esclusione, e le durate e le forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano: chi cerca un confronto serio su questo punto non guarda il titolo del paragrafo, guarda la data di aggiornamento.

E poi c’è il tema delle vincite.

Le vincite di un concessionario italiano non si dichiarano, quelle di un .com estero sì

Questa è la parte in cui il confronto tra due prezzi identici diventa un confronto tra due adempimenti diversi.

Sui giochi autorizzati in Italia l’imposta unica la paga il concessionario. Per le scommesse sportive a quota fissa vale il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta è fisica, 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, prima erano 43 % e 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le prime due al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto. Quello che conta per il giocatore sta a valle: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è del concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha posizioni rilevanti consulta un commercialista.

Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri il discorso si ribalta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, e questo vale anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il punto per il lettore è che due quote identiche su due siti diversi possono valere cifre diverse, e la differenza la decide la concessione, non il prezzo. Un punto di quota in più su un sito senza titolo si può pagare con una dichiarazione dei redditi e con la paura di non riavere il saldo.

Perché la tassa non si vede nella quota

L’imposta unica grava sulla differenza tra puntate e vincite, cioè sul margine del concessionario, non sulla singola giocata. Il giocatore non la incontra come voce separata. La incontra dentro il prezzo, mescolata al margine, e non ha modo di distinguere le due componenti guardando una quota. È una ragione in più per leggere le quote come un pacchetto unico: quello che resta al libro dopo che lo Stato, il palinsesto e l’aleatorietà hanno fatto la loro parte.

Pubblicità vietata, bonus legali: l’unico posto d’Italia dove un bonus non si può reclamizzare

C’è una regola che rende l’Italia diversa da quasi ogni altro mercato europeo, ed è anche la ragione per cui un confronto di bonus si costruisce leggendo i termini e non le inserzioni.

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto non è cieco: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, all’articolo 3, lettera l), e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, all’articolo 3, lettera m) e all’articolo 15, comma 3. Nella sua nota ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM anche sui mezzi che ospitano quella pubblicità.

Della vicenda 2025–2026 si sa questo: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e il divieto resta in vigore alla data di verifica.

Il bonus di benvenuto è il termine degli operatori. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: nessun tetto normativo agli importi e nessun tetto normativo ai requisiti di puntata è noto in queste fonti, quindi ammontari, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.

La conseguenza è scomoda e utile. Sul mercato italiano un bonus non si annuncia, quindi non esiste una campagna da confrontare: esiste un insieme di regolamenti che il giocatore trova e legge per conto proprio. Chi cerca il bonus più rumoroso non lo troverà; chi legge le condizioni trova quello meno caro.

Tipi di giocata: dal meccanismo della quota al costo di ogni formato

Prima di guardare un prezzo, vale la pena sapere che cosa quel prezzo sta promettendo. Non tutti i formati pagano allo stesso modo, e il formato decide quanto il margine pesa.

Quota fissa e totalizzatore non sono la stessa promessa

Con le quote fisse il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette; la quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. Il giocatore conosce la cifra prima di rischiare.

Con le quote variabili, cioè il totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento. La quota di restituzione è inferiore al 50 % presso gli operatori statali e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. La differenza non è tecnica, è di esperienza: nella quota fissa un prezzo modesto resta modesto, nel totalizzatore il prezzo buono può sparire perché un altro giocatore ha puntato di più.

Cosa vuol dire il formato della quota

Il payout, o quota di restituzione, indica quale parte delle puntate viene restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Le probabilità implicite delle quote decimali fisse corrispondono al reciproco della quota: 1,01 vale 99,01 %, 2,00 vale 50,00 %, 4,00 vale 25,00 %. I bookmaker calcolano le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti insieme superino il 100 %, e l’eccedenza si chiama overround: è il guadagno del bookmaker a libro bilanciato.

Singola, multipla, sistema, combo: dove il margine si moltiplica

Una singola è una selezione, una multipla è più selezioni nello stesso biglietto, un sistema combina più selezioni con coperture parziali. Il margine entra in ogni selezione: su una singola vengono trattenute due o tre percentuali, su una multipla il divieto non cambia ma il effetto sì, perché ogni selezione aggiuntiva aggiunge il suo margine al prezzo finale. Sistemi e combo non sfuggono alla regola: moltiplicano, non cancellano.

Gli operatori italiani hanno costruito formati propri su questa base. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. La Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia sono formati di Sisal, accanto ai mercati Goal, No Goal e Multigoal e alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out chiude la giocata prima che l’evento finisca. Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. bet365 porta Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Goldbet consente schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Con Eurobet si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il cash out merita una riga in più, perché è il formato che nasconde meglio il suo prezzo. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la quota che il bookmaker offre in quel momento, e quella quota incorpora un margine che nessuno vede scritto. Il vantaggio psicologico è reale, il costo pure.

Un margine visto da vicino: 1,90 / 1,90 su un mercato a due esiti

Le quote dell’esempio qui sotto sono illustrative, non sono il prezzo di nessun operatore e non sono rilevate da nessuna parte: servono a mostrare come si forma il margine.

Su un mercato a due esiti a quota 1,90 da entrambi i lati, la somma dei reciproci è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, cioè 0,5263 + 0,5263. Il totale fa 1,0526, quindi la quota di restituzione è 1 ÷ 1,0526, ovvero 95,0 % circa, e il margine del bookmaker è 100 % meno 95,0 %, cioè 5,0 % circa. Con l’assunzione implicita che le due quote siano davvero bilanciate sul mercato: con una sola gamba a 1,90 e l’altra a un prezzo diverso il margine si sposta, ed è la ragione per cui il numero non va mai letto come una proprietà fissa dell’operatore.

Il margine reale dei bookmaker non è uno solo. Alcuni applicano circa il 2,5 % su mercati a due esiti (un prezzo su entrambi i lati intorno a 1,95 dà una restituzione di circa il 97,5 %), e altri intorno al 10 % (con 1,80 su entrambi i lati), e sono i due estremi di una banda che passa da circa il 2,5 % a circa il 10 %. Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio. Sono stime indicative su mercati medi, non misure di un singolo evento.

Messo in cifre, il costo del margine si vede su un anno di giocate: chi punta 100 € su un mercato con margine 5 % si aspetta di restituire 95 € in media e di lasciare 5 € al libro; su un mercato con margine 10 % ne lascia 10. La differenza tra i due regimi, 5 punti percentuali su ogni puntata, vale più di molti bonus di benvenuto in circolazione. E va detto con precisione: è una stima media sotto l’assunzione che le giocate si paghino l’una con l’altra, non una previsione su una puntata.

Perché due bookmaker danno due prezzi diversi

Tre forze spingono lo stesso evento verso quote diverse. La prima è il margine scelto dall’operatore, che è la parte strutturale e persiste nel tempo. La seconda è il flusso di puntate sul singolo esito: un libro sbilanciato si aggiusta spostando il prezzo, e quel movimento non dice nulla sulla probabilità reale. La terza è il tempo: una quota del lunedì e una del sabato non sono lo stesso prodotto, perché le informazioni cambiano.

Per il giocatore la conseguenza è che il confronto utile non è quello che si fa a mercato chiuso. È quello che si fa sullo stesso esito, nello stesso momento, guardando il prezzo migliore disponibile. Un decimo di quota su un mercato a tre esiti, ripetuto cento volte, pesa più di un’offerta una tantum.

Il mercato in Italia funziona per estrazione, non a sportello

Le concessioni non si aprono e si chiudono come le licenze di altri ordinamenti. La gara di settembre 2025, 52 titoli a 46 società su 93 domande, è il modo in cui il mercato si è riscritto. Chi vuole capire perché un operatore è presente o assente da una lista, e perché certi gruppi amministrano tre domini e altri uno, parte da lì.

Un solo mercato, ma diverse partite in vendita

Il palinsesto è il punto in cui la concessione tocca la schedina.

Il palinsesto è un programma approvato, non un catalogo del bookmaker

L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno in quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa il palinsesto contenga non è noto.

Il palinsesto è la ragione per cui due operatori con la stessa concessione non offrono la stessa partita. Chi confronta le quote di un campionato minore deve prima verificare che l’evento sia in vendita da entrambe le parti.

Il calcio è un prodotto autorizzato: ecco quanto costa la sua quota

Il calcio sta nel palinsesto come prodotto a quota fissa e resta l’evento più giocato del mercato italiano. Il prezzo che il giocatore paga su un 1X2 è il margine di un mercato a tre esiti, che le stime indicano intorno al 15 % di trattenuta tipica (payout circa 85 %). Vale la pena dirlo con la formula: su 100 € distribuiti sul mercato, circa 85 € tornano indietro sotto forma di vincite e circa 15 € restano al libro, in media, secondo quella stima. Non è un prelievo una volta al mese: è la condizione di ogni singola giocata.

Il tennis è l’altro estremo del confronto

Il tennis offre due esiti e un margine tipico più basso, con payout stimato intorno al 90 %. La differenza tra i due sport, circa cinque punti di restituzione, non nasce da generosità: nasce dalla struttura del mercato. Un mercato a due esiti ha meno vie di fuga e meno esiti remoti da coprire, e il bookmaker può permettersi un margine più sottile. Il giocatore che vuole il prezzo più pulito trova nel due esiti un terreno migliore, e questa è una scelta di convenienza, non un consiglio su cosa giocare.

Virtuali, ippica e bet exchange: le tre diramazioni

Gli eventi simulati hanno una definizione autonoma: l’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati», cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori stanno lì.

L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’articolo 6, comma 1, lettera c), con la definizione dell’articolo 2, lettera h) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e tipi analoghi — che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è noto.

Il betting exchange è un gioco a sé, ammesso dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che sul vincite il giocatore non deve nulla, l’imposta gravando sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto, mentre Betfair viene descritta come la prima, con concessione 16028.

Confrontare le quote: come nasce una classifica di dieci bookmaker

Una classifica di quote è il risultato di scelte. Ecco quali ho fatto e perché, prima di mostrare la tabella, perché la trasparenza sui criteri è l’unica cosa che distingue una valutazione da una lista.

I criteri, in ordine di quanto costano al lettore

Il primo criterio è la concessione ADM vigente, perché è la condizione senza la quale tutto il resto è aria. Il secondo è il margine praticato sui mercati principali, che è il costo ricorrente. Il terzo è l’ampiezza del palinsesto e dei formati, che decide se una quota esiste per l’evento che interessa. Il quarto sono gli strumenti di gioco responsabile e la chiarezza dei requisiti di puntata, che non si vedono in una quota ma si sentono in un prelievo. Il quinto, più sottile, è la coerenza: un operatore che resta sulle stesse condizioni per anni è più prevedibile di uno che cambia i requisiti di stagione in stagione.

Nessuno di questi criteri è «quanto è grande il bonus». Il motivo è semplice: il bonus è un evento una tantum e il margine è una condizione permanente.

Cosa separa davvero dieci concessionari tra loro

Guardando i dieci marchi di questa lista con i criteri di sopra, il quadro che esce è questo. Sette su dieci espongono nell’app almeno un formato combinato o una quota maggiorata; tutti e dieci hanno una concessione italiana su un dominio .it; due gruppi societari amministrano più di un marchio nella lista presentata, cioè l’azienda dietro Goldbet e dietro Lottomatica, e quella dietro Betsson e dietro StarCasinò. La concessione è per sito, e questo pezzo di informazione è esattamente ciò che una tabella fatta per soli loghi non mostra.

Panoramica | Marchio | Concessione ADM e operatore | Cosa dichiarano i termini dell’operatore

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Scommesse sportive nei termini e nelle schede dell’operatore
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, pre evento e live
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, sezione Supercombo a quote maggiorate
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi, con le giocate raccolte nella pagina My Bets
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, quote e risultati in tempo reale e streaming
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, con varie tipologie di giocata
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport con bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €

Quello che la tabella non può mostrare e che vale più di una colonna: la colonna del concessionario dice poco al giocatore singolo, ma dice molto sui gruppi. Goldbet e Lottomatica condividono la stessa società; Betsson e StarCasinò pure. Un giocatore che apre conti su tutti e quattro crede di aver diversificato il rischio e in realtà ha diversificato i marchi.

I dieci concessionari, uno per uno

L’ordine che segue non è una graduatoria di qualità: è l’ordine in cui i marchi sono presentati, e le schede dicono cosa offre ciascuno e a chi conviene. Trattandosi di un confronto costruito sul costo, chiudo ogni scheda su quello che la scheda stessa ha lasciato sul tavolo.

bet365 — l’operatore con il catalogo di mercati più profondo del gruppo

La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su un sito .it proprio del marchio. L’app espone due cose che a un giocatore esperto dicono molto: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Il Bet Builder è il formato in cui il catalogo di un bookmaker si sente meglio: più mercati disponibili significa più combinazioni possibili, e più combinazioni significa che il prezzo finale può essere costruito intorno all’idea del giocatore invece che intorno al menu standard.

Sul gioco responsabile l’operatore espone periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il tipo di dettaglio che distingue un operatore che ha gli strumenti da uno che ha la pagina sugli strumenti.

Il punto di attenzione sta nella parola «ogni giorno» accanto a «Quote Maggiorate». Le quote maggiorate sono un movimento di prezzo, e un movimento di prezzo non è una riduzione strutturale del margine: vale sull’evento che l’operatore sceglie, nel giorno in cui lo sceglie. Chi gioca sempre lo stesso mercato farà meglio a misurare quanto quel mercato costa davvero, non quanto rende nel giorno della promozione. Il catalogo, comunque, resta il più profondo tra i dieci.

Betsson — il marchio con la copertura più larga su eventi minori

Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La parola «migliaia» è la più interessante della scheda: se la copertura è davvero quella, l’operatore è il posto dove cercare l’evento strano — la serie minore, il torneo che gli altri non quotano.

La copertura larga ha un costo nascosto che nessuna promozione annuncia. Gli eventi minori sono quelli in cui il margine tende a essere più alto, perché il bookmaker ha meno informazioni e meno volume per bilanciarsi. Chi usa questo marchio per la profondità del palinsesto deve aspettarsi prezzi meno generosi sui mercati profondi e più competitivi sui grandi appuntamenti. È una divisione del lavoro, non un difetto: nessun operatore eccelle su tutto.

Sulla struttura societaria vale il rimando alla tabella: la stessa Azzurri Limited è dietro StarCasinò.

Goldbet — la piattaforma con più formati di schedina sotto un solo tetto

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito .it proprio. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La copertura dei formati è la cosa che salta all’occhio: cinque tipi di schedina in un’unica app, sistemi inclusi. Per chi vuole ragionare in termini di sistema, la differenza tra un operatore che offre il sistema e uno che offre solo singole e multiple non è cosmetica — è la differenza tra poter coprire una selezione che non convince e non poterlo fare.

Sul versante dell’identificazione, Goldbet è tra gli operatori che rimandano alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. La stessa scheda ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il bonus di benvenuto menzionato nella scheda non porta con sé ammontare né requisiti: chi lo considera parte del calcolo si trova i termini in mano, non un numero.

Sisal — l’operatore con il cash out più integrato nella schedina

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il Cash Out è il pezzo che merita attenzione in una pagina sul costo. Chiudere prima è una comodità reale, e per molti giocatori è la differenza tra seguire una partita con l’ansia e seguirla con un piano. Ma il prezzo di quella chiusura lo fa il bookmaker, in tempo reale, con un margine che non è esposto da nessuna parte. Non c’è un cattivo qui: c’è un prodotto il cui costo il giocatore scopre solo accettando o rifiutando. Il consiglio che ne esce è di decidere prima, non durante.

La varietà dei mercati — tiri in porta, rigori, espulsioni — colloca questo marchio tra quelli che spingono il giocatore verso la combinazione, ed è coerente con la presenza di due formati combo come Supercombo e Supercoppia.

Betfair — l’exchange diventato bookmaker, con la concessione n. 16028

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione 16028 è la stessa che la descrizione dell’exchange italiano indica accanto al marchio, e Betfair viene descritta come la prima ad aver portato quel gioco in Italia.

Vale la pena spiegare perché lo dice una pagina sul costo. Il betting exchange è ammesso dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere puntatore o bancatore, il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo. Un exchange che funziona davvero ha commissioni al posto del margine, e le commissioni si pagano sulle vincite — un modello di costo completamente diverso da quello del book. La documentazione del marchio è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che sulle vincite il giocatore non deve nulla, l’imposta gravando sul concessionario. Non è noto quali marchi gestiscano oggi un exchange né quali siano le regole di commissione.

Il punto per il lettore è che il marchio porta due anime: la parte book con i suoi mercati combo e la parte exchange con la sua meccanica. Chi cerca solo un prezzo pulzionale può essere interessato alla seconda; chi vuole la schedina classica usa la prima.

Planetwin365 — l’operatore che punta lo streaming come strumento di prezzo

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Lo streaming in un confronto sul costo non è un gadget: è informazione. Chi guarda il match in diretta ha un motivo per valutare una quota live che chi guarda solo il tabellino non ha. Il palinsesto quotidiano su sport come tennis tavolo e pallavolo dice che l’offerta live è costruita su eventi a rotazione continua, dove il prezzo si muove in fretta.

Ed è esattamente lì che il conto si fa sentire. Le giocate live sono quelle in cui la fretta e la leva emotiva lavorano di più, e un operatore che rende lo streaming centrale sta vendendo, di fatto, l’accesso a un ambiente in cui si gioca più velocemente. Per un giocatore disciplinato è un vantaggio informativo; per uno che insegue, no. La scheda non dice nulla sugli strumenti di controllo: chi apre qui lo fa sapendo cosa andare a cercare.

Eurobet — il marchio con la gestione della schedina più ordinata

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

Sembra poco, e non lo è. Una pagina che raccoglie tutto quello che è aperto e tutto quello che è chiuso è il posto in cui un giocatore scopre quanto ha effettivamente giocato nell’ultimo mese, e quella cifra è la più scomoda e la più utile di tutto il conto. Lo storico è uno strumento di controllo mascherato da comodità.

La stessa società amministra tre domini in Italia — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e questo è il caso più chiaro di come funziona la concessione per sito. Aprire un conto su un domino del gruppo non estende nessuna condizione agli altri due.

Lottomatica — il catalogo più largo sulle competizioni che gli italiani seguono

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il catalogo è costruito su ciò che si guarda in televisione, e questa non è una critica: è una strategia che abbassa il costo di informazione per il giocatore medio. Chi segue la Serie A ha già un’opinione su quella partita, e un’opinione è la materia prima di una giocata.

Quello che la scheda fa emergere è il modo in cui lo streaming e la quota in tempo reale vengono presentati: insieme. È la stessa configurazione di Planetwin365, applicata alle competizioni maggiori. La differenza sta nel pubblico: qui parliamo di chi guarda le partite che tutti guardano, in un mercato dove il margine sui grandi appuntamenti è tendenzialmente più stretto e la competizione sui prezzi più forte.

Va ripetuto qui un dettaglio societario già emerso: la società dietro questo marchio è la stessa dietro Goldbet. Chi apre entrambi i conti non ha due fornitori, ha due insegne.

StarCasinò — il marchio a vocazione casinò con un book dietro

Concessione n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

La concessione è per sito e l’elenco di ADM non distingue i giochi, quindi la sola cosa che si sa è che il dominio è autorizzato al gioco a distanza. Il marchio è esplicitamente costruito intorno al casinò, con il book come seconda gamba dell’offerta.

Per un confronto di quote questo è un punto da mettere in chiaro: un giocatore che cerca un prezzo competitivo e una copertura profonda sul calcio ha davanti a sé un’offerta sportiva descritta in termini generali, senza l’elenco di mercati che altri marchi espongono. La struttura societaria è la stessa di Betsson, il che significa che il gruppo copre due posizioni diverse — una più sportiva e una più da casinò — con due insegne.

William Hill — l’unico dei dieci con un bonus di benvenuto descritto nei dettagli

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Vale la pena smontarlo, perché è l’unica offerta della lista con i numeri tutti in fila. La base del calcolo è il primo deposito, che per incassare l’intero bonus deve arrivare a 50 €; il tetto del bonus è 50 €; le tranche sono cinque, da 10 € ciascuna; ogni tranche libera richiede una multipla con almeno cinque selezioni e quota minima 5.00, giocata con denaro reale. Il termine per depositare è 7 giorni. Quello che non è indicato è il requisito di rigioco complessivo e la durata dell’offerta dopo il deposito.

Questo è il punto in cui il confronto sul costo diventa concreto. Un bonus cash da 50 € che si libera solo attraverso cinque multiple con cinque selezioni a quota minima 5.00 non è denaro: è un invito a giocare cinque multipla difficili. La quota minima 5.00 taglia fuori i mercati più stretti, che sono quelli con il margine più basso, e spinge verso le combinazioni, che sono i formati dove il margine si accumula selezione dopo selezione. Il deposito minimo di 20 €, per contro, è un’asticella bassa, e i 7 giorni sono un termine ragionevole: chi è pronto a versare lo fa senza affanno.

In una lista di dieci marchi in cui nove non espongono i requisiti in una forma leggibile, questo è l’unico caso in cui il giocatore può fare il conto prima di aprire il conto. La domanda che resta è se il conto convenga.

Quattro note trasversali, prima di passare oltre

La prima riguarda le società. Due coppie di marchi di questa lista fanno capo a due sole società: Goldbet e Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Non è un difetto e non è un segreto: è scritto nelle concessioni.

La seconda riguarda i marchi che una comparazione di quote non copre. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco ADM del 25 ottobre 2026. Chi li incontra in una ricerca sta guardando un mercato diverso da quello descritto qui.

La terza riguarda le offerte che cambiano. Gli operatori italiani non possono pubblicizzare i bonus, quindi le condizioni si aggiornano nei termini senza annunci: chi confronta due liste di bonus a distanza di un mese sta confrontando due cose che potrebbero non esistere più.

La quarta riguarda il prezzo. Nessuno dei dieci marchi di questa lista espone, nella propria scheda, il margine applicato al mercato 1X2. Non è un caso: il margine è la voce che un bookmaker non mette in vetrina. Il giocatore che vuole saperlo se lo calcola.

E se il prezzo fosse una quota di totalizzatore?

Qui si cambia mestiere, e vale la pena dirlo perché il confronto tra due quote fisse non è il confronto tra due quote variabili.

Nel totalizzatore i giocatori scommettono tra loro e la quota si conosce solo dopo l’evento, e la quota di restituzione è inferiore al 50 % presso gli operatori statali, con punte fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. Confrontare quei numeri con una quota fissa è un errore di categoria: nel primo caso il prezzo dipende dagli altri giocatori, nel secondo è fissato prima. Un giocatore che arriva da un’esperienza di totalizzatore e cerca la stessa logica in un book resta deluso, ed è un bene che lo scopra prima di aprire il conto. L’articolo 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 ammette entrambe le forme dentro la concessione, ma se qualche marchio online offra oggi i totalizzatori sportivi non è noto.

Conclusione: chi dovrebbe guardare queste quote, e chi no

La comparazione ha un limite di validità, e conviene scriverlo prima di chiudere. Serve a chi vuole capire quanto paga ogni giocata, non a chi cerca un modo di non pagare nulla: su ogni mercato c’è un margine, e nessun formato lo elimina. Chi cerca un prezzo senza margine sta cercando la Luna.

Per un giocatore che punta poco e legge molto, l’ordine utile è questo: prima la concessione, poi il margine del mercato che gioca davvero, poi i formati disponibili, e solo dopo il bonus — che è l’ultima voce proprio perché è quella una tantum. In quest’ottica i marchi con il catalogo più profondo e lo storico organizzato hanno un vantaggio di sostanza, mentre le quote maggiorate e i bonus vanno letti come movimenti temporanei di prezzo, non come condizioni stabili.

Per chi cerca solo un numero grande da confrontare, questa pagina non serve. Per chi vuole sapere perché su un mercato a due esiti il libro si prende circa il 2,5 % e su un mercato a tre esiti circa il 15 %, il punto è un altro: il numero che si confronta non è la quota, è la parte che resta al libro dopo la quota.

Un’ultima riga per i più attenti, e vale per entrambi i gruppi di lettori. Senza concessione non ci sono il RUA, la vigilanza ADM, i limiti imposti per legge e un prelievo fiscale del concessionario al posto di una dichiarazione del giocatore. La differenza tra due prezzi identici, alla fine, la decidono quattro cose che nella quota non si vedono.

Domande frequenti sulle quote delle scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si guarda l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione legato a un singolo sito .it. In alternativa l’operatore stesso dichiara numero e società nei propri termini. Attenzione: l’elenco non indica i giochi, quindi un nome presente non prova da solo un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e la quota non cambia dopo. Con 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto; su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, ma ogni selezione aggiunge anche il suo margine.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di restituzione. Su un mercato a due esiti a 1,90 da entrambi i lati la restituzione è circa il 95,0 % e il margine circa il 5,0 %; il margine è semplicemente 100 % meno la restituzione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, oltre agli autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. La cifra del limite che ADM fissa nel bando di gara non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui giochi autorizzati l’imposta unica la paga il concessionario, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite al 24,5 % per la raccolta a distanza: il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla, secondo una ricostruzione giornalistica non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Per questo, chi ha posizioni rilevanti consulta un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM, non ha strumenti di limitazione imposti per legge e può essere oscurato a livello DNS, con i mirror che ricompaiono dopo ore. ADM stessa richiama la legge 401/1989: il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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